MODELLE
 
     
 
 

L'ANIMA DELLE MODELLE

SPECIALE

 
 
 
 
 
 

Lilith-Babalon

C’è un lago che ti assomiglia

 
 
 

 

 
 
 

C’è un lago che ti assomiglia. Nelle sue acque tutte la tua anima è celata, dagli abissi oscuri ma ricolmi seppur nell'oscurità esistenti, allo specchio della superficie che, al sorgere del sole, riflette ciò che nel cielo sta. In molti volti ed in uno in particolare, quello che amo, ti riconosco. Ho deciso di scrivere questo testo accompagnato da immagini da me e dall’immagine di un lago, differentemente dalle altre precedenti interviste e scritture, perché voglio dedicare questo servizio all'amore.

Quando venni qui a Roma per fare queste foto , l'unica cosa che veramente mi interessava era poter incontrare qualcuno , e tutto ciò che ho fatto, e che rifarei, è stato vissuto con quello spirito d attesa e speranza, ricolma di sole e d oro, la luce misteriosa negli occhi , un immensità che da me trasudava in chi mi stava accanto. Se sono stata a Roma, e queste immagini esistono è per quella spinta atavica che mi ha pervaso e mi pervade.

 
       
 
 

 

 
 
 
 


Non ho rimandato quello che avevo da rimandare, non ho atteso sulla sponda un giorno più comodo. Sono partita prima che ho potuto, mettendo in secondo piano le esigenze “personali”, di me come corpo, ho cavalcato un aereo, da quell’aereo ho visto il tramonto ed ho pensato per un attimo d essere nell'eden, celestiale visione d ovatta riflessa d un arancione caldo ed accogliente, tenera immagine di un volo che era il simbolo incarnato di ciò che non ho fatto per alcuno e che ho fatto allora.

Quel volo mi ha insegnato che la vita alla luce dell' amore porta con se una musica che trasfigura anche la morte .

In quel momento, lassù, pensai che se anche il corpo fosse terminato avrei potuto dire a me stessa di aver compiuto il thelema, la vera volontà, di aver fatto di essa un azione di successo, un ricordo che mi seguirà sempre , per il quale una lacrima sarà versata ancora. Sono stata me, la vera me, non ho rimpianto alcuno, solo un assenza che mi lascia un interrogativo, un'irrisoluzione .

E’ una ode all'amore questa che ivi sta scritta. A tutti gli amanti e coloro che si amano . Divisa fra varie forme d'amore, l'amore per l universo terreno e chi lo abita, agapè, l'amore per il tutto, devozione, e l'amore per chi posso amare, come corpo, unione di macrocosmo e microcosmo.


Tutti questi amori si armonizzano in me e si amplificano vicendevolmente. Nessuno esclude l'altro. Non credo che rinuncerei ad uno solo di essi, né credo che uno solo di essi mi chiederebbe di rinunciare all’altro. C’è una conversazione che non ho ancora compiuto, molte cose che avrei voluto dire.

Ora vorrei che voi che guardate queste immagini pensiate che animata da lussuria ed agapè ed amore ho posato, ed in quelle ore si è riversata tutta la me che potete vedere immortalata, animata, viva .

 

 
 

 

 
 
 

 
 
 
 

Cos’ha a che fare quello che scrivo con ciò che vedete? Ha a che fare nella misura in cui ciò che vedete è, ed è questa spinta ad essere che mi ha condotta a creare immagini e a volerle mostrare. Potrete credere che dietro tutta questa apparenza di parole resti infondo un venalismo non manifesto e certamente non vi dirò cosa credere, giacchè il libero arbitrio e la volontà furono donati all'uomo affinché si accrescesse e potesse elevarsi e così la sua pulsione di eros. Potrebbe divenire una dissertazione molto lunga quella che qui vi presento. Vorrei terminare tuttavia con una conversazione mai avvenuta.


Sono stata diciassettenne, sedicenne, quindicenne .. . A quell’età, e non perché fosse quell’età ma per indicare una gioventù, non sapevo chi fossi e soprattutto cosa fossi, non avevo un idea chiara del senso dell' esistenza e d altronde avevo bisogno di trovare un senso alla nascita, al fatto di avere un corpo, poiché l esistere in carne di per se stesso non mi soddisfaceva.

 
       
 
 
 

Vivevo di pulsioni contrastate, cambi d umore repentini, dai quali consapevolmente ero disturbata.

Ero disturbata dalla mia poca costanza interna, dal fatto che questo squilibrio , questa oscurità che talvolta mi appannava, portasse i rapporti che avevo con le "persone" ad essere poco fertili e poco credibili , senonchè molto incostanti e precari.

Avevo chi vedeva in me grandi potenzialità inespresse, racchiuse in una fragile ragazza sempre sola, con libri in mano e cuffiette alle orecchie , uniche amiche e tutori – Mi sono sempre sentita un'aliena, incompresa, incapace di farmi comprendere.

Cercavo d essere come loro, ci riuscivo per un tempo limitato e poi, rendendomi conto dell' inutilità di questo tentativo, mi richiudevo nell'universo interiore che mi è sempre stato alleato e nella musica, musica d ogni tipo.

Apparivo come il crumiro di turno, quello che quando ci sono gli scioperi si presenta perché non ha interesse alcuno nel conformarsi e ciò non destava certamente simpatia.

Mi aiutava l'aspetto fisico, certamente poco allineato a questo profilo che più si confaceva ad una recidiva e goffa , un po soprappeso ragazza poco visibile. Tuttavia non ero esattamente così. Già dai quindici anni i tacchi alti divennero un punto fermo nei piedini che possiedo e la scelta dell' eleganza alla sportività fu il passo successivo.

Straniera in terra straniera. Un enigma visivo, sociale, un mistero per me soprattutto. Zone d'ombre ovattavano le giornate. Ogni notte andando a riposare mi domandavo come sarebbe stato il risveglio, cosa mi sarebbe capitato il giorno successivo .

Ho vissuto così molti anni. Tormentata. Un tormento per me che lo vivevo e per chi mi stava accanto.

 

 
 
 
 
 

 
 
 
 
 

Questa è la risposta. Il giorno in cui tutto ciò è cessato è stato il giorno in cui cessando di voler comprendere , cessando di combattere una natura non sradicabile, cessando d esser quel che non ero, ho conosciuto me stessa, la me astrale, quello che sono, ho lasciato che fluisse in me come il mare corre lungo il letto. Ho mostrato a tutti questo volto di cui fiera sono andata e vado, poichè posso dirmi libera oggi, libera di essere, di vivere, di mostrarmi .

Molti mi hanno amato per questo, alcuni mi hanno detestato per la eccessiva definizione talvolta di certi tratti di personalità. Ma per lo più mi hanno amato. Nessuna maschera, nessuna repressione, nessun giudizio, nessuna domanda e nessuna ricerca.

 
     
 
 
 

Troppi anni spesi ad attraversare al fianco di caronte lo stige . La vita è troppo bella per essere vissuta tormentandosi e c’è troppo da amare.

Solo tu puoi aiutare te stesso a ritrovarti. Ma tu già ti sei trovato e non sempre lo vuoi riconoscere . 

Vi lascio con queste immagini e con due parole trasparenti che possono essere lette in molti modi. Nessuno di essi è quello giusto, nessuno di essi è quello sbagliato. C’è solo l'occhio e lo spirito ed essi vedano ciò che vogliono vedere , sempre ammesso che vogliano! ..

Un bacio a tutti a voi.
Un bacio per te.
Al lettore silenzioso , a quello che tutto legge e nulla risponde questo è dedicato.
Babalon. Me.

 
     
 
 
 

Lilith su LiberaEva