| |
Non ho rimandato quello che avevo da
rimandare, non ho atteso sulla sponda un giorno più comodo. Sono
partita prima che ho potuto, mettendo in secondo piano le esigenze
“personali”, di me come corpo, ho cavalcato un aereo, da quell’aereo
ho visto il tramonto ed ho pensato per un attimo d essere nell'eden,
celestiale visione d ovatta riflessa d un arancione caldo ed
accogliente, tenera immagine di un volo che era il simbolo incarnato
di ciò che non ho fatto per alcuno e che ho fatto allora.
Quel volo mi ha insegnato che la vita
alla luce dell' amore porta con se una musica che trasfigura anche la
morte .
In quel momento, lassù, pensai che se
anche il corpo fosse terminato avrei potuto dire a me stessa di aver
compiuto il thelema, la vera volontà, di aver fatto di essa un azione
di successo, un ricordo che mi seguirà sempre , per il quale una
lacrima sarà versata ancora. Sono stata me, la vera me, non ho
rimpianto alcuno, solo un assenza che mi lascia un interrogativo, un'irrisoluzione
.
E’ una ode all'amore questa
che ivi sta scritta. A tutti gli amanti e coloro che si amano
. Divisa fra varie forme d'amore, l'amore per l universo
terreno e chi lo abita, agapè, l'amore per il tutto,
devozione, e l'amore per chi posso amare, come corpo, unione
di macrocosmo e microcosmo.
Tutti questi amori si armonizzano
in me e si amplificano vicendevolmente. Nessuno esclude
l'altro. Non credo che rinuncerei ad uno solo di essi, né
credo che uno solo di essi mi chiederebbe di rinunciare
all’altro. C’è una conversazione che non ho ancora compiuto,
molte cose che avrei voluto dire.
Ora vorrei che voi che
guardate queste immagini pensiate che animata da lussuria ed
agapè ed amore ho posato, ed in quelle ore si è riversata
tutta la me che potete vedere immortalata, animata, viva . |
|