MODELLE
 
     
 
 

L'ANIMA DELLE MODELLE

SPECIALE

 
 
 
 
 
 

Lilith-Babalon

La Vie Erotique

 
 
 

 
 
  Ciò che desidero contemplare qui assieme a voi non è soltanto  un percorso di immagini che mi rappresentano ma anche e soprattutto un percorso di vita,  quello che attraverso “la vie erotique" conduce a comprendere, assieme alla realtà che qui voglio riesumare, ciò che voglio portare con le immagini del corpo dove abito.

Poiché troppo spesso si guarda alla superficie mossa, credendo che essa sia mossa e troppo spesso ci si inganna.

Fare lo sforzo di guardare oltre la superficie, all'apparenza mossa, e vedere in essa qualcos’altro che l'occhio non conferma e trovare in questa visione una realtà altrettanto  reale quanto quella  dell'occhio ingannato.

Questa metafora ben rappresenta la questione che vado qui ad affrontare.

Affinché voi, amati, percorriate la via e giungiate a comprendere  quello che sono e la realtà che vi porto.

 
       
 
 

    

 
 
 
 

Potrà sembrare scontato, prevedibile,  il sogno di una donna che si esibisce ed ama esibirsi, per alcuni lo è.

Per altri non sono altro che un'altra di una lista, non ben collocata , né fashion né hard, un intermezzo poco rivisitato, o un intermezzo che alcuni hanno cercato di esprimere con la loro opera, con poca risonanza in ogni caso.

L'erotismo è  un argomento ed una realtà prima di tutto di natura concettuale e secondariamente manifesta  in una forma, ma originariamente un concetto su cui molti hanno cercato di adoperarsi per dargli una forma il più possibile simile alla loro idea.

Poiché un concetto rimane solo un concetto finchè non si esprime in qualcosa di visibile, palpabile, e in quanto concetto è poco compreso da coloro che tentano di comprenderlo.

 

 
       
 
 
 
Quando si tratta di un concetto altrui è difficile carpirlo nella sua interezza  poiché appartiene alla dimensione dell'alterità, della soggettività che lascia poco spazio all’oggettività.

Forse con un immagine riesce a divenire qualcosa di più oggettivabile, che arriva a tutti nella medesima maniera, in quanto immagine ma che purtuttavia arriva a tutti anche in una maniera diversa, secondo la prospettiva e le idee del ricevente.

Ed è questo con cui mi scontro odiernamente, il tentativo di rendere il più possibile  ridotto lo scarto della soggettività, creando immagini  che lascino poco spazio all’interpretazione cercando prima di tutto di dare un emozione che accomuni gli osservanti.

L'erotismo è una parola , che vuole indicare una percezione, una sensazione, che può riguardare un oggetto, un vestito, un significante.

 

   
 
 
 

 
 
 
 

Può esservi erotismo in un frutto se colui che lo guarda associa ad esso un elemento personale che per lui possa dirsi erotico.

La necessità di una definizione è, una necessità data per stessa natura della materia, altrimenti non vi sarebbe dialogo a proposito di nulla, dal momento che sviscerando l'argomento soggettività in un relativismo dogmatico si finisce con il  far perdere ogni fondamento a ciò che in fondo un fondamento ha.

C’è un archetipo socialmente riconosciuto, quasi subliminale, irrazionale, che definisce l erotismo e ci dice cosa è erotico e cosa non lo è così che si possa imbastire un discorso.

Quindi qui ora mi sto riferendo al concetto visto nella sua archeotipicità, non nella sua assolutezza, poiché assolutezza non può avere un concetto per quanto mi riguarda.

 

 

 
       
 
 

 
 
 
 
Per me l'erotismo è sempre stato  parte integrante di ciò che sono, un'espressione della mia natura, l'espressione più eterea e meno corruttibile.

Quando guardo alla realtà vedo in essa  una necessità, al pari del nutrirsi  e dell'amare, quella  di provare emozioni che siano legate alla dimensione erotica, che sia il rapportarsi all'amato, il rapportarsi a un dio nella sua dimensione di estasiaticità, che sia  acquistare un vestito.

C’è un energia che pervade lo spazio  assieme alle altre, ed essa è una realtà immortale, potente, impalpabile, che taluni scelgono di amplificare , altri scelgono di limitare, ma in ogni caso esiste e deve esistere per far si che un uomo sia un uomo e possa dirsi completo.

C’è stata una donna un tempo che ha saputo rendere ciò che faceva erotico. Oggi giorno non si potrebbe più dire che certe immagini  abbiano erotismo , se non forse per ciò che suscitano, ma in se stesse se non fosse per ciò che suscitano, non potrei dire che possiedano erotismo.

   
 
 
 

 
 
 
 

E non già perché queste immagini non né possano avere, ma perché la forma e lo spirito con cui sono fatte non fanno si che ciò si trasmetta da esse.

Questa donna  viveva una passione della mente per ciò che faceva e creava e dava agli altri, tant'è che oggi  non si può che dargli merito di ciò , che non c’è più stata un'altra simile a lei .

La crudezza della sessualità talvolta poco si presta  a metabolizzazioni mentali che vadano oltre ciò che la visione ci offre, nel li e nell' ora.

C’è un atto, un piacere vissuto e portato a compimento , c’è chi si presta a mostrare ciò nel modo più essenziale possibile, in una realtà che poco appartiene alla vita, e che se vi appartenesse toglierebbe tutto ciò che la sessualità ha di magico, tutto ciò che fa dell' uomo anche un essere d amore.

L'erotismo nasce e deve nascere dall’ amore, dall’ amore per gli altri, poiché si desidera tramandare , condividere e non solo soddisfare, terminare, saziarsi.

 

 

 
     
 
 

 

 
 
 
 
L ‘erotismo è anche riempirsi di un brivido e portarlo con se in ogni momento, farlo divenire perverso nella sua dimensione di trascensione dall'obbiettivo, portarlo al limite estremo della sua forma, dove ogni regola e soverchiata e rimane la sola dimensione concettuale, energetica emotiva a fare da manforte, a far rinascere il desiderio ogni volta.

La sessualità è poca cosa se da essa si toglie la sua dimensione metafisica, rimane un atto di accoppiamento che poco dice sull'uomo e sulla sua natura, e non lo rappresenta a merito di come dovrebbe essere rappresentato.

 

 

 

 

 
     
 
 

 
 
 
 

Nella sua sensibilità, nel suo andare verso l'altro, nel suo gioire,  appassire e rinascere, sperare, immaginare.

Cosa ci rimane come corpi se smettiamo di prendere in considerazione il cibo,il guadagno, l'orgasmo, il nostro riflesso allo specchio?

Ci rimane molto eppure siamo sempre noi, svincolati da ruoli, materialismi, nella nostra essenza.

Credo che quest’essenza sia composta di qualcosa che l erotismo in parte rappresenta, anche se lo chiamerei “passione", passione per ogni cosa vivente, brama di emozioni .

Dove possiamo cercare queste emozioni   mi domando.

E vi lascio pensare a ciò poiché credo che ognuno debba trovare la sua risposta in relazione a se stesso e con se stesso.

 

 
     
 
 

 
 
 
 

Da parte mia offro la versione che sento più simile a quell'essenza che mi appartiene e lo faccio con queste immagini.

Esse sono la mia parola, il contributo che do ad un mondo dove troppo spesso si perde di vista l'essenziale,  ma quell'essenziale che lo è veramente.

Vi porto me ed il mio spirito nelle creazioni che potete vedere ,anche se non tutti apprezzare.

Questa è la "vie erotique" che mi ha condotto fin ad oggi, a divenire ed essere, da spirito a corpo, da corpo ad immagine ed un giorno a ritornare a spirito.

Le immagini che avrò lasciato resteranno per sempre, ed in esse l'amore con cui le ho volute creare e quello che porto per le genti.

Buona visione da LILITH BABALON.

 
     
 
 

  

Lilith su LiberaEva