MODELLE
 
     
 
 

L'ANIMA DELLE MODELLE

INTERVISTA

 
 
 
 
 
 

Gisy

La Modella

 
 
 
 
 
 
 
 

1. Quali sono state finora le tue esperienze artistiche? Ho cominciato circa nel ‘97 quasi per caso a fare da fotomodella per dei fumettisti, per lo più con Franco Saudelli e Roberto Baldazzini poco dopo mi sono avvicinata a Giovanna Casotto con la quale lavoro moltissimo tutt’oggi, perché la trovo imbattibile sul piano del gusto dell’immagine femminile.

In seguito come spesso capita la rete di rapporti lavorativi si è infoltita, e quello che per me era un gioco e un passatempo è diventato un vero e proprio lavoro partecipando a diversi workshop fotografici tenuti da Giovanni Cozzi, Roberto Rocchi e Franco Fontana e molti altri, poi dal 2001 lavoro come modella di posa presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna.

Ho imparato che nel lavoro come con in altri ambiti solo i rapporti autentici si portano avanti nel tempo, è questo che ci indica quanto una passione o una persona abbia valore per noi, le varie collaborazioni artistiche non credo possa essere totalmente slegate da un feeling umano che si instaura tra l’artista e chi ci lavora.

L’autenticità la si riconosce col tempo, nel bene o nel male.

 

 
 
 
       
 
 
 

2. Oltre all’attività di modella, quali sono i tuoi interessi?

Si ha sempre qualcos’altro oltre al lavoro, pure quando questo identifica una passione. Amo molto la chimica applicata alla vita e la genetica, anche se ultimamente sto trascurando un po’ gli studi. Poi sicuramente una forte passione per leggere, amo tantissimo Albert Camus per il cinismo, la rabbia e la verità, Paolo Nori per l’ironia e la profondità, e senz’altro Thomas Bernhard anche se è una scoperta recente, per questi suoi vortici di pensieri in cui il lettore viene aspirato, per questa sua universalità drammatica e allo stesso tempo canzonatoria del narrare delle bieche vicende umane sociali, e molti altri naturalmente.

Ci sono autori che se li metabolizzi, se li senti “su di una tua stessa frequenza” ti danno degli insegnamenti di vita, senza avere intenti pedagogici è questo l’importante; che non trattino il lettore come un emerito imbecille, e se non lo è lo, capisce chi finge e chi no. E’ una questione di verità su tutto, e quella regge. Amo poi moltissimo la musica molti francesi Leo Ferrè, Jaques Brel, Charl Aznavur, Jane Birkin, e tra gli italiani Piero Ciampi grandissimo autore sul quale ho appena scritto e pubblicato un libro “Piero Ciampi una vita a precipizio” Coniglio editore.

 
 
 
 
 
 
 

3. A tuo avviso, qual è il più grande pregio e quale il tuo più grande difetto?

Uno dei difetti può dire solo quelli accettabili e nei pregi può esagerare… comunque tra i difetti che si possono dire, senz’altro il disordine, sia mentale che inteso nel senso di casinista materiale.

Il caos dilaga ovunque metta piede, perdo oggetti che poi non ritrovo più o chissà che fine fanno, non ho attenzione e smarrisco in continuazioni portafogli, documenti, soldi ecc…. Il pregio, credo l’autoironia, mi piace prendermi in giro.

Non c’è nulla che valga la pena di essere preso troppo sul serio credo. Soprattutto se stessi.

 
 
 
 
 
 
 

4. Cos’è che distingue l’erotismo dalla pornografia? Brass a questa stessa domanda rispose che l’erotismo sta al fellatio come la pornografia sta al pompino.

Ma io non sono assolutamente d’accordo, l’erotismo è la dimensione desiderante, è l’idea dell’azione dilatata dall’aspettativa, o per dirla in altro modo, l’erotismo è là dove la dimensione genitale non esiste, la pornografia invece è azione, è l’esplicito, sublimazione, macelleria, per dirla con Carmelo Bene quasi “necrofilia”.

E la necrofilia è pornografica, nel senso il corpo crudo. Comunque in genere preferisco l’erotismo alla pornografia, a letto ci si sta qualche ora, eroticamente si vive.

 
 
 
 
 
 
 

5. C’è stata una precisa ragione che ti ha spinto a fare la modella?

L’esibizionismo senza dubbio. Credo che nessuna modella possa fare il proprio lavoro senza esserlo. Sicuramente è anche una ricerca di conferme.

Penso nessuna modella principiante paradossalmente si senta veramente “bellissima”. Se ne avesse la certezza sceglierebbe un altro lavoro probabilmente, perché c’è questa idea che la modella sta alla bellezza, come che i professori stanno all’intelligenza e son spesso sciocchezze.

Certo come in ogni ambito ci vogliono sempre degli elementi minimi per poter appartenere ad una categoria, e dunque statisticamente ci sono più modelle belle che commesse belle, ma è poi relativo. Però è vero che nell’immaginario collettivo in genere si innesca un ragionamento del tipo: “fa la modella dunque è bella”, più raramente “è bella dovrebbe fare la modella”, in genere quelle fanno tutt’altro, non ci pensano e non sono da meno!

Ma noi modelle a volte invece abbiamo un sacco di insicurezze sul fatto di piacere, ricerchiamo conferme con un ruolo che renda pubblica la nostra rappresentazione estetica. Poi arrivano anche soddisfazioni non dico il contrario; per cui ogni cosa che scegliamo se può aiutarci a fare stare bene o per lo meno meglio, ben venga.

 
 
 
 
 
 
 

6. Che rapporto hai col sacro? Sono agnostica. Se c’è qualcosa è mal fatto e mal fatto senza spiegazioni nella sua complessità; ciò che viene preso da una parte, molto raramente viene restituito più tardi alla stessa parte, in genere viene preso e dato a parti che non hanno nulla a che spartire tra di loro.

Poi del resto se Dio avesse fatto le cose a modo le religioni non avrebbero alcun valore e nemmeno senso penso. Anche se d’altro canto credo che il caso non sia mai del tutto a caso, poi per come e da cosa dipenda non saprei.

 

 
 
 
 
 
 
 

7. Esiste l’amore? Certo che esiste, per me e non solo, credo sia il perno dell’esistenza. Non intendo però solo l’amore tra uomo e donna, ma anche verso i propri interessi e per tutto e tutti quelli che ci fanno stare bene e danno un senso alle nostre giornate.

Non son d’accordo nell’affermare che l’amore sia sofferenza, senz’altro tiene in sé la possibilità di poter stare male e molto anche.

Amare non è soffrire, piuttosto è una possibilità a soffrire, ma se si ama veramente si accetta il compromesso. E’ l’Inevitabile binomio prendere-perdere, un po’ anche di sé, e questo comporta della fatica senza’altro, ma una bella fatica. Il vero amore verso qualcosa o qualcuno è la coerenza del sentimento nel tempo. Tutto qua.

 

 
 
 
 
 
 
 

8. In questi anni di omologazione cos’è che distingue una donna da un uomo? Quasi tutto direi, pochi anni di omologazione o anche decenni sono nulla confronto una storia intera. Trovo che ci si è omologati molto sulle cazzate, e poco sulle cose che contano, tra l’altro smussando le differenze belle di uomini e donne e tenendone molto di quelle che sarebbero andate proprio cavate. La parità oltre che sul lavoro sarebbe ora che esistesse anche sul piano dell’essere umano. Poi qualcosa è cambiato certo, ma appunto qualcosa. Il maschilismo e il sessismo è ancora ben radicato, e in alcune zone in maniera esagerata. Sembra un controsenso, ma è un atteggiamento anche delle donne stesse. Posso “accettare” un uomo maschilista, ma una donna maschilista la trovo insopportabile. E qui si torna sempre al problema culturale che insidia tutti. Certe tradizioni culturali sono fortemente radicate, ed è un muro faticoso da abbattere: “le superstizioni hanno quasi sempre la meglio sulla scienza e la razionalità” soprattutto se fanno comodo. Poi non si può mai prescindere la differenza fisica che è indubbio esista, e quello è un limite che ci porteremo sempre appresso e che di conseguenza andrà a influenzare se non tutti molti altri campi d’azione. Io avrei preferito nascere uomo, nascere non diventare intendiamoci. Apprezzo molto gli uomini, proprio per come sono, li trovo simpatici anche nei difetti, hanno poche balle e sono di cuore, i miei migliori amici sono tutti uomini, devo molto a loro perché mi son sempre sentita amata e aiutata, anche qualche buona amica: lesbica. Mentre di alcune e donne apprezzo il buon gusto riuscendo ad essere sopra le mode e le tendenze, il non voler spingere la femminilità all’esasperazione e rendersi chitck involontariamente, il non voler apparire donna a tutti i costi e il non voler essere come uomo a tutti i costi. Amo la dolcezza nelle donne, detesto la mellifluità, l’arrivismo, l’arroganza e l’aggressività. Ma mica solo nelle donne poi.

 
 
 
 
 
 

9. Della tua vita cosa rifiuti e a cosa non rinunceresti mai?

Rifiuto l’incoerenza, non rinuncerei all’incoerenza. Mi hanno spesso sostenuto le contraddizioni quando hanno una loro logica di essere.

10. Progetti futuri?

C’è solo ciò che si è fatto e ciò che ci hanno fatto. Le ipotesi sono chiacchiere, credo solo nel presente.

 

Grazie Gisy e buon lavoro

Un caro saluto a tutti gli amici di Liberaeva

 
 
 
 
 

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