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8.
In questi
anni di omologazione cos’è che distingue una donna da un
uomo?
Quasi tutto direi, pochi anni di
omologazione o anche decenni sono nulla confronto una storia intera.
Trovo che ci si è omologati molto sulle cazzate, e poco sulle cose
che contano, tra l’altro smussando le differenze belle di uomini e
donne e tenendone molto di quelle che sarebbero andate proprio
cavate. La parità oltre che sul lavoro sarebbe ora che esistesse
anche sul piano dell’essere umano. Poi qualcosa è cambiato certo, ma
appunto qualcosa. Il maschilismo e il sessismo è ancora ben
radicato, e in alcune zone in maniera esagerata. Sembra un
controsenso, ma è un atteggiamento anche delle donne stesse. Posso
“accettare” un uomo maschilista, ma una donna maschilista la trovo
insopportabile. E qui si torna sempre al problema culturale che
insidia tutti. Certe tradizioni culturali sono fortemente radicate,
ed è un muro faticoso da abbattere: “le superstizioni hanno quasi
sempre la meglio sulla scienza e la razionalità” soprattutto se
fanno comodo. Poi non si può mai prescindere
la differenza fisica che è indubbio esista, e quello è un limite che
ci porteremo sempre appresso e che di conseguenza andrà a
influenzare se non tutti molti altri campi d’azione. Io avrei
preferito nascere uomo, nascere non diventare intendiamoci. Apprezzo
molto gli uomini, proprio per come sono, li trovo simpatici anche
nei difetti, hanno poche balle e sono di cuore, i miei migliori
amici sono tutti uomini, devo molto a loro perché mi son sempre
sentita amata e aiutata, anche qualche buona amica: lesbica. Mentre
di alcune e donne apprezzo il buon gusto riuscendo ad essere sopra
le mode e le tendenze, il non voler spingere la femminilità
all’esasperazione e rendersi chitck involontariamente, il non voler
apparire donna a tutti i costi e il non voler essere come uomo a
tutti i costi. Amo la dolcezza nelle donne, detesto la mellifluità,
l’arrivismo, l’arroganza e l’aggressività. Ma mica solo nelle donne
poi. |
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