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Marcello Mangano

Passeggiando per Roma

Testo di Liberaeva

 
 
 
 
 

 
 
 

 

Tanto sarà che cammino per strada, lungo l’asfalto tra i bordi di Roma, tra le macchine ferme e il verde dei pini, che mi fanno contrasto col riflesso d’azzurro. Tanto sarà che dritta mi fisso, per essere un palo, un albero secco, per i cani che in coda aspettano il turno, e m’annusano dove è già passato qualcuno.

 

 
 
 

             

 
 
 

 

 Perché tanto sarà che è una mattina d’estate, ed un vento sottile mi spacca i capelli, ed un fascio di sole mi schiaccia sul muro, come fossi un graffito di un’anima piatta. Che senza spessore si lascia guardare, che senza una forma si lascia gonfiare, per sentirsi più uguale al desiderio degli occhi, perfetta al bisogno di chi a caso ci passa.

 

 
 

   

 
 

 

Sono maschi e li sento perché non fanno domande, se dentro nel cuore c’è alloggiato qualcuno, se è per questo che sono e per questo lo faccio, d’ingozzarmi d’odore ed illudermi tanto. Perché ciò che cerco è il prossimo ancora, come fosse la somma a placarmi le membra, come fosse la conta a fecondare la terra, che fertile sboccia i fiori dal ventre.

 

 
 

    

 
 

 

M’immagino eterea candida e bianca, con una macchia di rosso nel punto che spara, dove schiudo le labbra frastagliate a corolla, come fosse uno schizzo d’un pittore che marca. Mi marca le mani le calze più nere, per essere pura se fanno la voglia, per essere intatta quando spunto dal nulla, tra le macchine in sosta e ricomincio daccapo.

 
 
 
 

   

 
 
 
 

PER SAPERNE DI PIU'

 

 

 
 Marcello Mangano