Alcune pagine sono adatte ad un pubblico adulto.  Se sei minorenne  ti invitiamo ad uscire

MODELLE
 
     
 
 

FOTOGRAFIA

GALLERY

 
 
 
 
 
 

Marco Maria D'Ottavi

The Vicious Cabaret

 
 
 
 
 
 

 
 
 

 

E’ sopra questa pedana che mi gioco la faccia, questa faccia irriverente di passione e di fuoco, di passato e presente che tutti intuiscono, da come muovo le gambe a passi perfetti, da come sospiro e sfilo il vestito.

 

 
 
 

             

 
 
 

 

Mostro le tette di femmina bella, che chiunque stanotte vorrebbe toccare, chiunque baciare per sapere per quanto, s’ingozza una bocca senza riprendere fiato.

 

 
 

         

 
 

 

Sono qui che ballo e mi lascio guidare, remissiva poi smetto e mi par di sentire, l’odore di me dentro una musica fitta, dentro la bocca che muta freme dal dire, ma rimane appagata dalle sole parole, che attira e che vuole volgari ed oscene. Parole di sesso che m’invitano fitte, parole d’amore che mi sfiorano appena, al cospetto ribelle mai femmina doma, addomesticata nel punto dove fa differenza, dove vale la pena di continuare a ballare.

 

 
 
 

   

 
 
 

 

Apro chiudo e muovo le gambe, tra questi occhi che attenti non perdono un passo, e mi pigiano dove non rimane che un lembo, di pieghe di stoffa corrotte e immorali.......

 

 
 

   

 
 

 

....dove sotto ribatte la sola ragione, che m’allontana e mi unisce, a questi fiati che caldi m’accompagnano maschi, a queste dita che ferme mi stringono a morsa, in un vortice intenso senza capo né coda.

 

 
 

Sono carezze di memorie lontane, baci indelebili lasciati ammuffire, sbuffate di treni che fanno vapore, attorno al mio sesso che ha perso ogni forma,  ogni grinza e fragranza d’esser la sola...

 
 

    

 
 

 

...femmina bella che si nega e s’apprezza, mentre giurano certi di poterla riempire, nel vuoto mai colmo dove amanti di notte, hanno sterrato nel tempo a colpi di cuore.

 

 
 

   

 
 

 

Mi stringono il petto e mite m’affido, a mani metalliche che mi fanno volare, sopra questo infinito di sentirmi leggera, nell’anima dentro e sopra la pelle, e sognano fieri d’avermi toccato, d'aver sfiorato con la lingua il mio sesso, d’averci ballato almeno una notte, almeno nel sogno se non succede stasera, se il tempo non basta per l’ultimo in coda.

 

 
 

   

 
 

 

Tingo le labbra di rosso di miele, come marchi a fuoco sul dorso di vacche, e cerchio i miei occhi di nero carbone, perché qualcuno stanotte ci possa vedere, un riflesso più intenso che fa luce e contrasto, come occhiaie al mattino che sanno d’amore....

 

 
 

 

 
 

 

Sono rutti e bestemmie di paesi vicini, parole volgari di dialetti diversi, lamenti di mogli che aspettano sveglie, monete straniere che fai fatica a contare.

Ora sono di fianco e ballano in tanti, sono sopra di sotto e s’accalcano a ressa, e ammaestrano e domano a passi decisi, questa femmina calda che conoscono appena, che apprezzano in molti perché sa bene ballare, e si lascia toccare senza aver detto mai quanto,  può costare una donna per tutta la notte.

 

 
 
 

Foto di Marco Maria D'Ottavi Testi di LiberaEva

PER SAPERNE DI PIU'

 

 

 
 Marco Maria D'Ottavi su LiberaEva