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PREFAZIONE AL LIBRO |
L’anima
tra le gambe (Dal saggio introduttivo)
Tutto nasce da questo sito internet, in cui le opere di una
misteriosa autrice, l’identità della quale viene celata sotto
questo logo accattivante, hanno riscosso subito un clamoroso
successo fra gli internauti amanti dell’erotismo di classe.
Il segreto di questo fenomeno si cela nella combinazione di due
fattori: da un lato uno stile letterario ricercato, esuberante,
molto pittorico e coinvolgente, dall’altro l’assenza nei suoi
scritti di qualsivoglia volgarità di stampo pornografico, pur
nell’altissima carica erotica che li caratterizza. Racconti che
vogliono parlare al cervello, e non tanto titillare le parti basse
del corpo, a differenza della maggior parte della letteratura a
sfondo sessuale oggi in circolazione.
LiberaEva cerca di approfondire l’aspetto
sensuale, l’amore ed il dolore che da esso scaturisce, abbattendo
le regole della sottocultura che lo vorrebbe relegato ad istinto
animale o peggio a mera pornografia. Come ogni mito, la
pornografia è in primo luogo una produzione psichica che indica e
trascina comportamenti erotici: una rappresentazione che incarna una
visione puramente materialistica della vita, volta a negare ogni
riferimento ai valori del cuore e della psiche.
Genere rigorosamente voyeuristico, la pornografia prevede
l’utilizzo di immagini sessuali da consumare in termini di
eccitazione, limitando al minimo trame e storie, l’erotismo invece
mira alla ricerca della verità psichica e ad un forte
coinvolgimento dei sensi ricorrendo sistematicamente alla metafora
per sublimare ciò che non si deve vedere: non svela, semmai
sottende.
Nell’opera di LiberaEva l’erotismo non è mai nudo, mai
evidente, è il “vedo e non vedo” nella fusione complice tra il
soggetto e l’oggetto, che mutevoli cambiano ruolo.
LiberaEva nei suoi racconti tende, con
argomentazioni inconfutabili, a distanziare per quanto possibile la
sessualità, intesa come bisogno e piacere fisico, dall’erotismo
puro. Il suo sentire erotico non ha confine, è una
mescolanza trasgressiva di ragione e sentimento, di ruoli che via
via demolisce per ritrovarli in seguito fortificati. E’
un’emozione continua che ha la sua naturale apoteosi nella
solitudine, anzi nella ricerca della propria soddisfazione
edonistica, del piacere e del desiderio che derivano esclusivamente
dalle proprie sensazioni.
I personaggi che le girano attorno sono essenze inumane, ruoli che
nella dinamica dei racconti diventano ombre, mezze figure inventate
per scavare fin nelle pieghe più oscure, più contraddittorie,
della propria anima.
E tutto è descritto senza il minimo accenno di volgarità, anzi
cercando in modo maniacale l’estremo, il limite dei propri
bisogni. Non c’è mai violenza fisica o sopraffazione dell’uno
sull’altro, ma la ricerca ossessiva del gusto dell’ingiustizia
intima, dell’oltraggio verso se stessa. Una sorta di perversione
del sentimento che ritorce verso il proprio essere e che tende al
superamento dei propri limiti, coinvolgendo sia la sfera emozionale
che quella affettiva.
Il marito, l’amante, l’incontro occasionale divengono
intercalari che giustificano appieno la dinamica del racconto, ma in
realtà non riescono a competere con la profondità emozionale della
protagonista. È qui che si pone anche la distinzione tra amore e
perversione, nel modo di vivere il proprio desiderio come apertura o
chiusura verso l'altro.
Perverso è chi desidera soltanto sè stesso, mentre l'altro appare
come oggetto delle proprie costruzioni mentali, del proprio bisogno,
alimentato nel breve lasso di tempo che separa il desiderio dalla
soddisfazione che lo estingue.
Il sesso maschile, in tutto questo, non è mai vissuto nel suo
aspetto fisico ma è visto, nell’allegoria femminile, come vuoto
da riempire.
LiberaEva è una donna borghese che non riesce
a fare propri i valori imposti dalla società, ma nella stessa
misura non riesce ad averne altri. Ecco il vuoto, metaforicamente
identificato con la sua “fica borghese” che sazia ed affama
nelle relazioni di sesso nella consapevolezza che nessuna carne
potrebbe riempirla totalmente. Lo stesso vuoto che la
porta immancabilmente a godere del proprio nichilismo, del gioco
perverso di umiliazione e sottomissione.
Indicativo può essere il paragone con il recente caso letterario di
Melissa P., nei confronti della quale la misteriosa autrice si trova
culturalmente e artisticamente agli antipodi...... CONTINUA
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Oggetto:
Informazioni sulle pubblicazioni di Liberaeva
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1. LIBERAEVA - Frammenti di erotismo decadente fra sogno e perversione.
Ed. Scipioni
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2. LIBERAEVA
- Se in quel paradiso non ci fosse che Adamo. Ed.
Akkuaria
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3. Resept@ -
AA. VV.
Come
sono caduta in basso
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