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Chi
era da adolescente Zelda?
Ero
la minore di sei figli. Nipote di un senatore e di un governatore Mio
padre era Anthony Dickinson Sayre, giudice presidente della Corte
suprema dell'Alabama.
Mi
scusi se insisto sul nome, ma come fu scelto?
I
miei genitori lo scelsero dopo aver letto due racconti letterari. Il
primo, Zelda: A Tale of the Massachusetts Colony di Jane Howard, il
secondo, Zelda's Fortune, in cui la protagonista era una zingara, di
Robert Edward Francillon
Infanzia particolare?
Assolutamente no, avevo alle spalle una solida famiglia del profondo Sud
degli Stati Uniti anche se, per dirla tutta, fin da giovane, fui al
centro dei pettegolezzi degli abitanti di Montgomery per i miei
atteggiamenti anticonformisti
Si
sentiva padrona del mondo…
Mi
sentivo l’incarnazione di tutto ciò che era moderno e nuovo, il
prototipo che ogni ragazza spregiudicata degli anni venti doveva
seguire. Non avevo pensieri che per me stessa. Non provavo un briciolo
di sentimento d’inferiorità, impaccio o dubbio, e non avevo il benché
minimo principio morale.
Come
dire… una ragazza sicuramente anticonformista…
Non
lo so se fossi o meno originale o come mi hanno giudicato
successivamente femminista ante litteram, so soltanto che rifiutavo il
classico ruolo di donna, moglie, madre che vive all’ombra di un marito
uomo padrone.
Passiamo a Fitzgerald?
Conobbi Scott, il bel tenentino un po’ imbranato, ma dagli occhi
incantevoli, poco dopo aver completato la High School. Ad un ballo cui
partecipavano gli ufficiali di stanza alla guarnigione di Montgomery in
partenza per il fronte europeo.
Da
quanto dicono la sua gonna svolazzante colpì Fitzgerald…
Eh
già era abbastanza corta… lui si dichiarò subito facendomi una corte
sfrenata, ma io continuai ad interessarmi ad altri ragazzi.
E lui
insistette…
Tornò
dal fronte ed iniziammo a frequentarci. Ci fu un periodo altalenante.
Sinceramente non ero del tutto convinta, poi accettai di fidanzarmi con
lui.
Aveva
l’aria troppo da perbenino vero?
Veramente al tempo dicevo che aveva il viso da idiota e beneducato.
Troppo al confronto con il mio tutto smorfie, ombretto e matita carica
sotto gli occhi. Passavamo le serate facendo un’insulsa passeggiatina
attorno l’isolato di casa mia, ma tra me e me pensavo: “Perché ora non
mi porta in auto? Cosa corre nelle sue vene, sangue di rapa?”
Però
lei non ruppe il fidanzamento…
Aspettavo tempi migliori, tenga conto che la prima versione del suo
primo romanzo aveva ottenuto una stroncatura senza precedenti e al
momento non avevo nessuna intenzione di vivere con un uomo squattrinato.
Ma
alla fine di marzo del 1920 la svolta…
Il
romanzo, rivisto e corretto, vide finalmente la luce, Fitzgerald divenne
uno scrittore di successo. Tornò trionfante a Montgomery ed io cedetti.
Quando vi spostaste!
Il 3
aprile 1920 con una fastosa cerimonia nella Cattedrale di San Patrizio,
a New York City. Dopo due anni nacque nostra figlia Scottie.
Un
unione di due figli del sud…
Direi
di due famiglie cattoliche ultra conservatrici, ma più propriamente due
figli di padri anziani, di vecchi, ed i figli di vecchi spesso sono
tarati. O quantomeno ribelli.
La
vostra quotidianità finiva spesso sui rotocalchi dell’epoca
Dopo
la pubblicazione di “Di qua dal Paradiso” Scott era già famoso. Venivamo
spesso presi ad esempio come modello della nuova Età del jazz: eravamo
giovani, belli e pieni di energia. Era una continua sfida contro il
perbenismo del tempo, una vita oltre le righe, fuori dal consueto. Già
in luna di miele venimmo cacciati dall’albergo per ubriachezza.
Ma il
rapporto con lo scrittore non fu facile vero?
Purtroppo il nostro matrimonio non ebbe mai un percorso in discesa.
Andavamo dal lusso sfrenano a tracolli finanziari. Tra noi c’erano
gelosie, ripicche e risentimenti. Scott usava le nostre vicissitudini
coniugali come materia per i suoi romanzi.
E
lei?
Al
tempo scrivevo articoli e novelle per alcuni periodici, niente di che,
anche se il mio sogno era scrivere un romanzo.
Quindi non fu un bel periodo quello…
Consapevoli che dovevamo dare una svolta al nostro rapporto andammo via
da New York e ci ritirammo nella città nativa di Scott nel Minnesota.
Perché poi l’Europa.
La
missione era sta compiuta. Lui aveva partorito e pubblicato Il grande
Gatsby ed era all'apice del successo. Decidemmo di sfamarci di cultura e
partimmo per l’Europa. Lì frequentammo salotti letterari molto
esclusivi. In uno di questi conobbi Ernest Hemingway.

Quella fu solo una parentesi, però…
Il
nostro rapporto per vivere aveva bisogno di continue tensioni e già nel
1924 a Parigi ci riprese il male di vivere. Una sera cedetti alle
lusinghe di Edward Jozan, un aviatore francese, Scott naturalmente prese
molto male la cosa. Decidemmo di fare un lungo viaggio insieme per
l’Europa: Genova, Nizza, Antibes, nuovamente Parigi.
Un
tentativo disperato di rimettere insieme i cocci, vero?
Mi
lasciavo conquistare e dominare da un marito geloso, nevrotico. Era
perennemente sbronzo, pisciava nel lavabo. A volte fuori. La mattina sul
pavimento vedevo delle goccioline secche di urina. Mi chiedevo
continuamente se lo scopo della gloria fosse vivere in un porcile?
Eppure il nostro patto era sempre stato permettersi tutto nella massima
pulizia.
Tornaste negli Stati Uniti…
Fu il
periodo dell’ossessione per la danza e ne rimasi vittima. Volevo a tutti
i costi, alla veneranda età di ventisette anni, volteggiare leggera e
incontaminata, insomma fare la ballerina!
Naturalmente l’impresa fallì, immagino…
Purtroppo, perche la cosa mi causò un forte esaurimento nervoso.
Fu
ricoverata vero?
Con
mio marito persistevano forti dissidi e contrasti e lui era sempre più
dipendente dall'alcool. La perdita di mio padre fece il resto.
I
riflettori dei ruggenti anni venti che vi avevano incoronato come la
coppia più scintillante di ogni serata newyorkese erano solo un bel
ricordo…
Cercai di buttarmi a capofitto nella mia solitudine tentando invano di
mettere a tacere le mie ansie attraverso la scrittura, la danza e la
pittura.
Fu
comunque per lei un periodo di forte fermento creativo.
Nonostante la diagnosi fosse schizofrenia, la degenza in clinica non mi
impedì di completare il mio primo e unico romanzo Save Me the Waltz
(Lasciami l'ultimo valzer).
Di
cosa parla?
La
vicenda è ambientato tra l’Alabama, New York, la Francia e l’Italia. E’
la storia di Alabama Beggs, bella e anticonvenzionale fanciulla del Sud
che sposa un artista, viaggia con lui in Europa e conduce una vita
relativamente infelice, cercando di mettere alla prova i suoi tormentati
talenti artistici.
Direi
romanzo autobiografico con forti riferimenti alla vostra vita di coppia…
La
pubblicazione fece andare su tutte le furie Scott che mi accusò di avere
reso noto in tal modo le nostre vicende matrimoniali. Peraltro, lui fece
la stessa cosa inserendo episodi della nostra vita coniugale in Tenera è
la notte, pubblicato nel 1934.
Lasciami l’ultimo valzer è anche un’invocazione disperata…
E’
anche la considerazione mai avuta da Scott, tanto da far dire al marito
della protagonista: «Non ho mai conosciuto una donna che si esprimesse
con tanta grazia e originalità».
Posso
dire che i due romanzi furono lo specchio fedele del vostro fallimento
di coppia?
Dispiace sentirselo dire ma fu proprio così. Nel 1936 entrai di nuovo in
un ospedale psichiatrico. Scott intraprese una relazione sentimentale
con la cronista Sheilah Graham per poi morire qualche anno dopo. Pensi
che l’ultima mia visita risaliva ad un anno e mezzo prima.
Zelda Sayre trascorse i restanti anni nell'ospedale psichiatrico dove si
dedicò alla stesura di un secondo romanzo, peraltro mai completato. Morì
nel 1948 assieme a diversi altri degenti in un incendio che devastò il
luogo in cui era ricoverata.
Con la sua morte, la popolarità dei coniugi Fitzgerald ebbe nuovo
risalto divenendo argomento di libri, film e persino studi di carattere
sociologico in virtù - o a causa - di ciò che erano stati e del modello
di vita che avevano rappresentato soprattutto negli anni dell'Età del
jazz.
È sepolta assieme al marito al St. Mary's Catholic Cemetery di
Rockville, Maryland. Sulla loro lapide è incisa la frase finale del
romanzo Il grande Gatsby.

L'INTERVISTA E' STATA REALIZZATA GRAZIE A:
http://arzaniclaudio.splinder.com
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