LE INTERVISTE IMPOSSIBILI 
 
     
 
 

ESCLUSIVA LIBERAEVA
Vannozza Cattanei
L’amante dei Papi
DI LIBERAEVA

A Roma, nel 1490, il censimento indetto da Innocenzo VIII contava una popolazione di circa 50 mila romani residenti tra i quali oltre settemila prostitute e cortigiane, senza contare concubine e clandestine..

 
 
     
 
 
 

 La popolazione era prevalentemente maschile e celibe. Questo dato si spiega sia con la massiccia presenza di ecclesiastici, per i quali il celibato era d’obbligo, sia per la presenza di nobili che, acquistato a caro prezzo un incarico connesso alla Curia, accarezzavano la speranza di accedere un giorno alle più alte cariche vaticane.
Ecco allora proliferare, attirate dal lusso e dal denaro, una schiera di giovani e belle donne desiderose di sistemarsi in qualche palazzo elegante, a spese di un cardinale o di un facoltoso gentiluomo. Erano le "cortigiane", una sorta di connubio tra la prostituta di lusso e l’animatrice di salotti letterari, nulla a che vedere con le poverette che esercitavano la professione nei vicoli di Campo Marzio.


Questa attività di cortigiane diviene un vero e proprio affare, con donne che riescono a volte anche a lasciare un segno nella storia, specialmente se l’amante di turno è un papa. E’ il caso di Vannozza Cattanei, favorita di papa Alessandro VI Borgia fin da quando era cardinale.

 
 
     
 

 

Vannozza Cattanei

 

 
 

Cammino tra i vicoli e piazze, scorci e piazzette dietro Campo de’ Fiori. Ho appuntamento alla Locanda della Vacca e sono in ritardo. I miei tacchi s’infilano nei sampietrini di Roma. Dal 1400 questa zona è diventata il cuore della città. Le strade pullulano di alberghi e locali mondani. Chi gestisce queste attività sono prevalentemente forestieri, come Vannozza Cattanei, donna energica ed anima di affarista, trafficò per quasi quaranta anni in acquisto, vendita, affitto, gestione di locande, fra cui quella del Biscione, della Fontana, del Leone Grande, del Leone Piccolo, e quella da lei ricostruita e decorata dal suo stemma, l'osteria della Vacca a vicolo del Gallo.


Cammino cercando l’insegna della Vacca, tra una serie infinita di botteghe, tutte contraddistinte da una decorazione di ferro intagliata e dipinta. I pellegrini che giungono a Roma sono perlopiù analfabeti e queste insegne servono per facilitare il ritrovamento della locanda o della bottega ricercata. I soggetti raffigurano animali come l’asino, il Bove, la Bufala, il Leoncino l’orso, la pecora, la scrofa, ed appunto la vacca.

 
 
 

La Locanda della Vacca

 

Finalmente la trovo! Entro. Nella locanda ci sono tavoli già apparecchiati per la cena. Noto le tovaglie, i piatti di stagno e le posate. Sento un forte odore di spezie: garofano, cannella, noce moscata. Nella penombra del locale Vannozza mi viene incontro e mi invita a sedermi. Il tavolo gronda di oche, tordi e uccelletti allo spiedo. I boccali sono colmi di Tiburtino bianco e Monterano provenienti dalle vigne vaticane.


Vannozza è vestita elegante. Noto i suoi fianchi rotondi, il seno importante incipriato, che padroneggia sotto una scollatura piuttosto ampia. L’abito di velluto rosso è lungo e stretto in vita con nastrini e laccetti. Il suo viso è austero, la pelle bianca fa risaltare il rosa acceso delle guance, delle labbra e della punta delle orecchie.
Mi invita a mangiare qualcosa, ma rifiuto cortese, sono le quattro del pomeriggio, fuori l’aria è calda, dentro la locanda, oltre noi, solo una inserviente intenta a mescere vino.
 

 
 
 

Palazzo Borgia

 

“Prima di iniziare l’intervista volevo dirle che non voglio parlare di mia figlia. Sa, molti altri suoi colleghi, vogliono, in continuazione, farmi interviste su Lucrezia.”

“No no…” Mi affretto a rasserenarla. “Io volevo farle alcune domande su di lei, sulla sua vita.”
Sorride e la vedo rilassata. Si aggiusta vezzosamente i suoi capelli biondi. Noto le sopracciglia più scure.
“Mia cara, non sapevo che la mia storia dopo cinque secoli potesse ancora interessare…. “
“Lo giuro cercherò di evitare domande su sua figlia.” Mento il mio taccuino è stracolmo di curiosità su Lucrezia.
“Posso darle solo un’ora, tra poco inizieranno a venire gli avventori.” Poi riprende sottovoce. “Sa, sono notabili e gente di un certo rango che non vogliono pubblicità. Se sapessero, poi, che lei è una giornalista…………”

“Allora iniziamo?”
Sembra piuttosto felice per questo interesse inaspettato.

“Lei. è ricordata come l’amante dei papi, è vero?”
“Prima di conoscere Rodrigo Borgia, per un certo periodo di tempo frequentai il cardinale Giuliano Della Rovere, che nel 1503 diventa papa col nome di Giulio II. Se posso darle un consiglio… sarebbe più giusto essere presentata dal suo giornale come amante di cardinali…”

“Lei non è romana…”
“La mia famiglia era originaria di Mantova, ma io mi sono sempre sentita romana.”

(CONTINUA)

 
 
 

 

 

 

 

L'intervista completa è disponibile su "Le Interviste impossibili" Quattro giornaliste in cerca di scoop! 22 interviste a donne famose della Storia e dell'Arte.

Edizione Filos Collana Bianco & Nero. Co-autrici Eliselle, Lisa Bebette, Ilaria Alessio e LiberaEva

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