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Vi stabiliste a Montmartre…
All’epoca la collina era ancora un quartiere periferico con gli
affitti a bassissimo costo. Della mia infanzia ricordo tanta
povertà e l’indifferenza di mia madre.
E’ vero che ancora non quindicenne si mise a fare l’acrobata?
Feci un’infinità di lavori, dalla sarta alla cameriera, finché mi
aggregai ad un circo. Adoravo il rischio, ma dovetti lasciare ben
presto a causa di una brutta caduta.
Lei era bella e Montmartre era
la culla dei pittori. Fu facile trovare un’altra occupazione. No?
All’inizio fu per gioco, ma in seguito l’attività di modella mi
calzava benissimo. Divenni la preferita di alcuni giovani pittori
che di lì a poco sarebbero diventati pietre miliari
dell’Impressionismo, fra tutti Pierre Auguste Renoir e Henry de
Toulouse Lautrec.
Quel mondo l’appassionò così tanto che anche lei divenne
pittrice...
Iniziai a dipingere firmandomi Suzanne Valadon, il nome lo aveva
scelto Toulouse-Lautrec, e trovai immediatamente l’apprezzamento
di Degas, che in seguito non smise mai di collezionare i disegni
della “Terribile Marie”, come mi chiamava.
A differenza degli altri pittori lei non ebbe un'istruzione
artistica vera e propria.
Dapprima dipinsi nature morte e paesaggi, ma i miei temi preferiti
erano i nudi ed i ritratti che si distinguevano perché utilizzavo
contorni decisi e colori piatti. Ma quello che colpiva di più nei
miei quadri era la sensualità intatta, fuori dalle regole di vita
e d’arte.
Cioè?
Degas diceva che riuscivo ad esprimermi così liberamente perché
ero cresciuta senza un'educazione condizionante. In effetti
nessuno mi aveva educata a diventare donna. Così la mia creatività
era fiorita spontaneamente con la stessa naturalezza permessa agli
uomini.
E gli amori?
Niente di serio. In quell’ambiente di artisti e soprattutto tra
modella e pittore non c’erano troppe formalità.
Ma nel 1883 lei diede alla luce il piccolo Maurice,
naturalmente figlio di padre ignoto.
Secondo i miei calcoli Maurice era figlio del giornalista spagnolo
Miguel Utrillo che lo riconobbe otto anni dopo.
Quindi affrontò il difficile ruolo di ragazza madre?
Ero combattiva e determinata . Lo avevo desiderato tanto e lottai
disperatamente anche in seguito per evitargli il degrado
psicologico. Cercai di instradarlo verso l’arte e la pittura in
particolare.
Suo figlio come prese il cambio del nome?
Maurice non sembrò troppo felice, convinto da sempre che il padre
naturale fosse da ricercare nella cerchia dei miei amici pittori.
Pensi che dieci anni dopo, quando cominciò a dipingere, si firmò "Maurice
Valadon" e fu solo più tardi che arrivò al compromesso di firmarsi
Maurice Utrillo, V.

Come fu la sua infanzia?
Aveva un carattere ribelle. Per la maggior parte del tempo era
affidato alle cure di mia madre. Lo iscrissi al collegio Rollins
di Montmartre ma si mostrò un cattivo studente preferendo
frequentare le osterie. Ogni giorno tornava a casa pieno di
lividi e ferite per le zuffe con gli altri ubriachi. A diciotto
anni ebbe il primo collasso da alcol e fu costretto a
trascorrere due mesi nel sanatorio di Sante-Anne. Il medico
curante lo convinse a dedicarsi alla pittura per allontanare la
mente dall'alcol.
Ma dentro la sua anima c’era il genio di sua madre!
Divenne uno dei più apprezzati paesaggisti del secolo, fu membro
di quella cerchia di artisti, come Picasso, Modigliani, Matisse
e Chagall, che in quel periodo fecero di Parigi la capitale
della cultura europea.
Paradossalmente Maurice offuscherà la sua fama…
Secondo lei, nella vita, esiste qualcosa di più appagante?
Torniamo a lei. Cosa successe nel 1896?
Sposai Paul Mousis, avvocato e funzionario della Banca di
Francia. Il matrimonio mi consentì di mettere fine alle
ristrettezze economiche. Mi trasferii nella sua villa di
Montmagny, appena a nord di Parigi, e finalmente mi dedicai
completamente all'arte.
Quindi niente amore?
Volevo dare un’educazione a mio figlio, ma Paul era un
conformista molto distante da me. Faceva fatica a stare dietro
al mio carattere turbolento e soprattutto ai problemi emotivi di
mio figlio. Alcuni anni dopo lo lasciai per un pittore più
giovane di me di 21 anni.
Al secolo Maurice Utter…
Anche quella non fu una scelta brillante. Componemmo una
famiglia "sui generis": io che dipingevo forsennatamente, mio
figlio più volte ricoverato in manicomi o in sanatori nel
tentativo di guarirlo dall'alcolismo.
Nel frattempo ebbe la sua prima personale…
Fu un successo di critica e di pubblico non comune per una
pittrice. Ero finalmente entrata nell’Olimpo dei grandi!
Nel campo dell'arte ebbe numerosi riconoscimenti, ma l'amore?
Quello non venne mai. Mi sentivo un'anticonformista e trascurai
il sentimento per l'arte. Da ragazza l'amore erano quegli attimi
di calore in quelle mansarde umide e fredde, da grande il
desiderio di far star bene mio figlio, per questo feci
continuamente delle scelte sbagliate.
Si ferma un attimo a
pensare...
Sa cosa le dico? Ancora oggi mi
è difficile distinguere l'amore dal sesso...
Nel corso della sua vita Suzanne partecipò a molti saloni ed
organizzò personali, riscuotendo grandi successi e
riconoscimenti. Morì il 7 aprile 1938 proprio mentre stava
dipingendo, per un colpo apoplettico. Fu seppellita vicino alla
madre nel cimitero di Saint Ouen. Al suo funerale furono
presenti le più importanti personalità del mondo artistico
francese, Pablo Picasso, Georges Braque, André Derain.
Nel 1949 il comune francese di Bessines-sur-Gartempe decise di
apporre una lapide commemorativa sulla casa che aveva ospitato i
primi natali della sua illustre concittadina, dedicandole
altresì il nome di una strada.

L'INTERVISTA E' STATA REALIZZATA GRAZIE A:
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www.roberto-crosio.net
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