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Tentò il suicidio vero? Il
culmine del mio disagio fu quando tentai di avvelenarmi. Poi
ritrovai me stessa scrivendo racconti e collaborando con riviste
femminili.
In seguito migliorarono i
rapporti con suo marito? Assolutamente no! Io volevo
separarmi ma fui costretta a rimanere a forza di percosse,
finché non 1901 presi tutto il coraggio ed abbandonai la
famiglia. Fu una decisione sofferta perché significava non
vedere più mio figlio! Lo rividi solo dopo trent’anni,
nonostante avessi a lungo lottato per ottenerne la custodia.
Da sola cosa fece? Mi
trasferii a Roma tentando di ricostruire la mia vita. Mi dedicai
alla stesura del mio libro Una donna, che uscì nel 1906. Per il
resto vissi una vita randagia Roma, Firenze, Milano, Parigi ma
anche sentimentalmente non prendevo pace.
“Una donna” la rese famosa…
Sin da subito il libro ottenne un notevole successo forse perché
era una testimonianza coraggiosa della condizione femminile e
una critica al rapporto coniugale oppressivo e frustrante.
Il suo rapporto con il poeta
Dino Campana? Lo conobbi durante la prima guerra mondiale.
Era uno dei pochi uomini che in quel periodo non era al fronte
in quanto gli era stata diagnosticata una malattia mentale.
Ma sbocciò ugualmente l’amore…
Eh già. Una grande ma lacerante passione! Nonostante
avessimo due caratteri completamenti diversi, io estremamente
mondana e frequentatrice di salotti, lui schivo e appartato. Tra
le altre cose vedeva la nostra relazione solo dall’aspetto
fisico ed io ne soffrivo.
Quindi un rapporto molto
tormentato? Ci battevamo ogni giorno. Mi faceva rabbia che
non volesse curarsi. Lo portai anche da un noto psichiatra
dell'epoca, ma senza risultato.
Femminista, pacifista… di lei
si dice soprattutto che fu una donna anticonvenzionale…
Diciamo che non mi adattai mai ai ruoli femminili tradizionali
Ma anche bella, intelligente,
libera da schemi e pregiudizi.. Ero molto desiderata ed ebbi
intense e romantiche storie d’amore.
Com’era il suo rapporto con il
mondo maschile? Ho sempre rivendicato la diversità
femminile, credo ancora oggi che tra uomo e donna ci sia una
spiritualità diversa. Le donne sono intuitive e hanno un
contatto immediato con l'universo producendo così una poesia
sconosciuta al mondo maschile.
Giuseppe Prezzolini la definì
"lavatoio sessuale della cultura italiana"… Beh mi tirai
dietro molte antipatie specialmente dalla parte più bigotta
della società. Prezzolini lo disse per via delle mie amicizie
femminili, quella con Eleonora Duse divenne di dominio pubblico. |