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Questa è Satanik, una favola, una favola nera, un condensato di
desideri, paure e angosce, che riassume tutte le novità del "nero
italiano", le sue storie mescolano poliziesco, erotismo, horror e
fantasy sconfinando alle volte nel gotico e nell’esoterismo e
richiamando storie ispirate ad Edgar Allan Poe e H.P. Lovecraft.
L’ambiente dove si muove è quello dell’alta borghesia tanto
lussuriosa quanto corrotta e ipocrita il cui perbenismo è soltanto
una facciata che nasconde violenza, droga e prostituzione.

Madame ci
racconta la sua storia?
Ero una giovane ragazza sgraziata e soprattutto deturpata in viso da
un esteso angioma. Inevitabilmente il mio aspetto mi rendeva vittima
di soprusi e angherie da parte di tutti.
Il suo nome era Marny Bannister, vero?
Esatto, cercavo di guadagnarmi il rispetto e la considerazione della
gente studiando e lavorando sodo come ricercatrice di Biologia
all'Università, ma mi rendevo conto quanto per gli altri l'apparenza
e l’aspetto fisico fossero determinanti, per cui non riuscivo a
vivere una vita normale, ad avere un uomo e successo nella vita.
La sua infanzia madame?
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Vivevo ai margini della mia famiglia con un padre alcolizzato e
una madre casalinga completamente asservita alle volontà delle
due mie sorelle minori. Dolly e Lydia erano bellissime ma
purtroppo non mi risparmiavano vessazioni e dispetti d’ogni
genere.
Quindi cosa fece?
Avevo venticinque anni quando iniziai a studiare accanitamente
le teorie dell’ alchimista Masopust. Del resto era il mio campo
e mi appassionai nella ricerca. Grazie a queste teorie riuscii
mettere a punto un elisir di giovinezza. Mi sottoposi a bagni di
luce laser in modo da cancellare le mie mostruose fattezze.
Risultato?
Mutai nell’aspetto fisico trasformandomi in una provocante e
rossissima dark lady. Purtroppo all’inizio l’effetto fu
temporaneo. Solo grazie alla scoperta dei benefici derivanti
dall’esposizione ai raggi provenienti da un rubino riuscii a
stabilizzare il mio stato fisico, impedendo così la regressione.
Satanik la rossa del diavolo… Soddisfatta immagino…
Certo soddisfattissima, ma non per questo dimenticai tutti i
torti subiti negli anni, anzi la consapevolezza di essere bella
e desiderata mi fece diventare vendicativa e senza scrupoli,
alle volte spietata specialmente verso chi mi aveva negato
affetto e comprensione, iniziando dalla mia famiglia.
Quindi nasce Satanik, “La legge del Male”.
Quello fu il titolo del primo albo. Era il novembre del 1964 e a
soli quattro mesi dall'uscita di Kriminal l’editore commissionò
agli stessi autori Max Bunker e Magnus, rispettivamente per i
testi e i disegni, un altro fumetto noir, questa volta in
versione femminile, ma con enormi differenze di fondo. Fu un
successo! Andammo avanti per 231 episodi, pubblicati tra il 1964
e il 1974.
Torniamo alla sua vita… le prime vittime della sua furia
giustiziera furono le sue sorelle…
Dolly perì assieme a nostra madre in un incendio mentre Lydia
morì a causa di un acido iniettato che corrose lentamente il suo
corpo dall’interno.
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Poi la sua sete di vendetta si rivolse verso gli uomini colpevoli di
pensare solo all'apparenza ed all'aspetto fisico…
Serbavo un fortissimo e profondo rancore verso l’umanità intera. Ero
affamata di considerazione, gloria, denaro e ricchezze ovvero tutto
quello che mi era mancato fino ad allora. Molte volte sfruttai
l’arma del fascino dissoluto, lussurioso e la mia abilità di
seduttrice.
Il suo avversario numero uno era il tenente di polizia Trent…
Già, il fidanzato di Lydia. Non mi perdonò mai di essere stata la
causa di quell’incendio che bruciò mia sorella. Mi ha dato la caccia
per anni, ma senza mai catturarmi.

Si è mai innamorata?
Sì certo! Il mio primo grande amore fu Alex Bey, era un uomo
bellissimo ma corrotto fino nel midollo con l’aspetto eternamente
giovane. Come Dorian Gray non invecchiava mai, come Faust aveva
venduto l’anima al diavolo, anzi ad una strega. Solo tempo dopo mi
accorsi che la tela, invecchiando al suo posto, nascondeva tutto il
suo marciume morale ed i segni della sua vita dissoluta.
Fu lei ad ucciderlo…
Involontariamente! Colpii con forza il quadro e liberai Alex dalla
maledizione a scapito, però, della vita. Con la sua morte il
ritratto riprese Alex com’era da giovane.
Altri uomini?
Poi fu la volta di Max Lincoln, bello e assolutamente stupido, un
affarista che per intascare la mia taglia si allea addirittura con i
miei nemici. E infine ebbi una relazione con Kriss Hunter, un
investigatore privato afroamericano. Fui la prima protagonista del
fumetto italiano ad avere rapporti con un uomo di colore!
Lei viene descritta come una donna emancipata…
Il contesto in cui mi muovevo descriveva una società allo sfascio
dove predominavano ingiustizia, torti e corruzione. Sentivo il
bisogno di scuotere l’apparente torpore e soprattutto quel
perbenismo ipocrita di fronte al quale agivo con spregiudicatezza,
sia nell’aspetto, quando mi presentavo senza veli, sia negli
obiettivi per i quali mi concedevo anche per puro diletto personale.
Così facendo anticipò le tematiche femministe…
Rispetto alla condizione della donna nella società bacchettona degli
anni sessanta in Italia certamente rappresentavo un avanguardia con
fortissime prerogative di indipendenza e libertà! Vivevo liberamente
la mia sessualità, fumavo ero autonoma dal mondo maschile tanto da
esercitare potere ed incutere timore. Naturalmente stiamo parlando
di un femminismo ingenuo e votato al negativo, ma violentemente
dirompente.
Poi l’inversione di rotta ed è diventata una sorta di giustiziera al
servizio del Bene e della Legge…
Molti accomunano il mio percorso a quello del mio collega Diabolik,
in effetti, esaurita la sete di vendetta non aveva più senso
continuare… Nel tempo mi scontravo sempre più con malvagi e con
esseri soprannaturali. Dal numero 96 entrai a far parte del gruppo
'Patente Speciale', un gruppo dedito a combattere il crimine con i
suoi stessi metodi, agendo al di sopra della Legge e in nome della
Legge.
Dicono che col tempo si imborghesì perdendo tra l’altro la sua
carica erotica…
Tenga conto che negli anni subimmo una serie di sequestri, querele,
noie legali, denunce e quant’altro che costrinsero editore ed autori
a limare i miei tratti più selvaggi, rendendo così più umano il mio
carattere e soprattutto edulcorando le storie.
Pensa che il motivo del calo delle vendite dipenda dal mutamento del
personaggio?
I tempi stavano cambiando. Nel mondo dei fumetti imperversava l’eros
più spinto e non c’era più posto per un erotismo fatto di sottintesi
e un’eroina che lasciava tutto alla fantasia… Certo mi spogliavo, ma
mai in nudi integrali, mai in pose oscene. Anche il rapporto con
Kriss diventa quasi una relazione normale con piccoli bisticci e
piccole rivalità e schermaglie tipiche delle coppie.
Arriviamo così al numero 231…
Fu l’ultimo numero del fumetto.. Ero stanca.

Nell'ultimo episodio, dal titolo Di nuovo morte!, Kriss Hunter, il
compagno di Satanik, morirà lasciandola sola ed in balia del mare.
La nostra eroina cessa di esistere, anche se non si saprà mai se la
sua fine virtuale, sulle pagine in bianco e nero del fumetto, sia o
no avvenuta.
Il fumetto subì parecchi interventi da parte della censura. Le
figure femminile erano troppo procaci e discinte e venivano tagliate
o parzialmente oscurate da grosse ombre.
Dal fumetto è stato tratto un film nel 1968 dal titolo Satanik, di
Pietro Vivarelli. La trama si discosta molto dal fumetto. Satanik è
una vecchia zitella, che riesce a creare il filtro della bellezza e
che uccide tutti coloro che vogliono mettere le mani sul farmaco
miracoloso. E a differenza della serie sulla carta stampata, nella
conclusione della pellicola, dopo una corsa su un'auto che ha rubato
da un'officina senza sapere che i freni erano smontati, Satanik
precipita in un burrone e muore. Una trama assolutamente
inconsistente per un film veramente brutto.

L'INTERVISTA E' STATA REALIZZATA GRAZIE A:
www.slumberland.it/
http://it.wikipedia.org/wiki/Satanik
http://recensioni.ebay.it/
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