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Lei arriva, con incedere lento
ma deciso, mi guarda dall’alto del suo metro e settantasette con
aria distratta, poi accenna un saluto mentre si siede
elegantemente nella poltrona di velluto azzurro posta davanti ad
un’ampia finestra.
E’ una donna bella, forse non bellissima, ma estremamente
sensuale ed affascinante.
Una di quelle donne che non passano certo inosservate.
La scruto, accenno un sorriso e poi le domando:
Qual è il significato del nome che ha scelto…Mata Hari?
Lei, guardando oltre il vetro spesso della finestra con lo
sguardo un po’ sognante mi risponde:
“In malese significa occhio del giorno, cioè sole…”
E quando ha iniziato ad usarlo?
Fu nel 1905, quando mi esibii per la prima volta in un locale
notturno parigino come danzatrice sacra indù.
Qual’ è invece il suo vero nome?
Il mio vero nome è Margaretha Geertruida Zelle MacLeod…
…MacLeod è il nome di suo marito vero?
“Ex marito!” Replica subito lei un po’ stizzita “Ho sposato il
capitano McLeod nel 1895 e l’ho seguito nelle Indie Olandesi
dove abbiamo vissuto insieme per qualche anno, ma mi sono
separata da lui poco tempo dopo…”
E poi cosa successe…Dove andò?
Nel 1903 sono tornata in Europa, dove presto sono divenuta
famosa per la mia bellezza e per l’audacia delle mie esibizioni…
Quali furono le sue frequentazioni europee?
Come è noto ho intrattenuto rapporti con personalità politiche e
militari…
Credo che questa sia stata al tempo stesso la mia fortuna e la
mia sciagura…
Nel corso della Prima Guerra mondiale fu accusata di
tradimento e spionaggio in favore della Germania…
Lei si dichiara innocente oppure ammette la propria
colpevolezza?
Solo il mio cuore conosce la verità… Se anche professassi qui la
mia innocenza so che non verrei creduta…
Ecco che il suo sguardo si vela di rabbia mista a tristezza,
ma senza nessuna ombra di rimpianto
Molte sono state le definizioni che le sono state attribuite…
Spia… Femme-fatale… Doppiogiochista…Avventuriera…
Lei invece come definisce sé stessa?
Io sono tutte queste cose e nessuna di esse…
Sospira e rimane qualche istante in silenzio
Ritiene sia corretto dire che lei abbia vissuto una doppia
vita?
Sì credo che si possa dire così… ma bisogna dire che non sempre
ciò è stato il frutto di una scelta consapevole…
Può chiarire meglio questo punto?
Voglio dire che ciò che in un primo tempo avevo scelto
liberamente e consapevolmente mi è poi sfuggito di mano
delineando così il mio tragico destino.
Durante il processo lei ammise la propria corruzione morale?
Ebbene sì, la ammisi pubblicamente incurante del disprezzo dei
benpensanti.
Al contrario non ammise mai di essere una Spia?
Corrotta sì…Traditrice mai!... Queste furono le mie testuali
parole…
Qual è il suo miglior pregio?
Senza esitare subito mi risponde “Di certo l’intraprendenza:
quando arrivai a Parigi avevo soltanto 50 centesimi nella
borsetta ma presi alloggio al Grand Hotel…”
E mentre pronuncia queste parole sorride visibilmente
compiaciuta
Qual è la sua più grande passione?
La mia vera passione non è il lusso, né la fama, nè gli uomini
influenti… La mia vera passione è la danza…soltanto la danza…
Io mi esprimo attraverso di essa, senza filtri e senza finzioni…
La danza è una poesia in cui ogni parola è in movimento”
Moltissime le leggende relative alla sua esecuzione: si narra
infatti che fu necessario bendare il plotone di esecuzione
affinché non fosse sopraffatto dal fascino della donna, mentre
un'altra leggenda vuole che Mata Hari lanciasse un bacio ai suoi
giustizieri immediatamente prima di venire fucilata. Una terza
storia racconta che, oltre al dettaglio del bacio, ella
lasciasse aperto il soprabito e morisse esponendo il proprio
corpo nudo.
FRANCESCA P.
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