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(...)
“Hai perso
la lingua, per caso? Sbaglio, o sei qui per farmi delle
domande?”
Il suo
tono sprezzante mi costringe a deglutire e a prendere fiato.
Accompagnandomi a un lungo sospiro, raccolgo le idee e decido di
intervenire con tono fermo, per quanto mi sia possibile. Quella
che ho davanti è la donna più spietata e potente di Roma, e quel
che è peggio, è ben conscia di esserlo. Le faccio la prima
domanda, e senza rendermene conto, mi esce con un filo di voce.
“Salute a
Voi, Signora incontrastata di Roma. Siete la donna più potente e
avete raggiunto vette che nessun’altra è riuscita a raggiungere:
esiste un prezzo per tutto questo?”
“C’è
sempre un prezzo da pagare per tutto. Il potere più di ogni
altra cosa, richiede maggiori sacrifici. Ma se devo essere
sincera, sono orgogliosa di quello che ho fatto e se mai
tornassi indietro, rifarei ogni cosa, passo dopo passo. In una
città dominata da secoli e secoli dagli uomini, in cui essere
donna significa essere priva di alternative, in cui avere una
vagina significa essere sottomessa o puttana, io sono potente.
Ora, dalla mia posizione, guardo tutti dall’alto in basso e a
nessuno importa più nulla quale uso abbia fatto della parte più
intima e nascosta del mio corpo.”
(CONTINUA)
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