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IN ESCLUSIVA PER LIBERAEVA

  LE INTERVISTE IMPOSSIBILI 

Marie Duplessis

La signora delle Camelie

DI LIBERAEVA
 

Vero nome Alphonsine Plessis (Nonant-le-Pin, 15 gennaio 1824 – Parigi, 3 febbraio 1847). Una nobildonna francese, celebre figura di cortigiana che ha ispirato numerose opere letterarie, teatrali e cinematografiche.

 
 
 
     
 
 
 

La vita di Marie Duplessis fu breve ma intensa. Morì di consunzione a ventitré anni all’apice della sua fama e della sua bellezza.

Alexande Dumas fils, che trasformò Marie Duplessis in Marguerite Gautier ne La Dame aux Camélias, descrisse le sue apparenze in un’unica frase: “On voyait qu’elle était encore à la virginité du vice” (Si vedeva che era ancora alla virginità del vizio).

Marie è bella. Alta magra dai lunghi capelli neri. La pelle chiara e gli occhi grandi dal taglio allungato.

Marie è giovane, piena di entusiasmo e molto intelligente. Sa perché sono qui… Catturata dalla sua bellezza e freschezza, ma soprattutto dal suo spirito e dalla sua vivacità provo timidamente ad iniziare l'intervista...

Madame…
Ti prego dammi del tu…

Dove … sei nata?
In un piccolo paesino tra i castelli, le foreste e le abbazie della Bassa Normandia. La mia famiglia era molto povera. Mio padre, sempre ubriaco picchiava regolarmente mia madre finché lei fuggì andando a fare la cameriera presso una famiglia benestante.
 

 
     
 
 

 

Tu e tua sorella rimaneste con vostro padre?
Già, ma lui pensava a tutt’altro che a mantenere le sue due figlie Delphine e Alphonsine.

E come avete fatto?
Niente. Appena adolescente ho iniziato a lavorare. Prima come lavandaia, poi come cameriera d’albergo ed infine in una fabbrica di ombrelli. Il rapporto con mio padre peggiorava di giorno in giorno. Poco più che adolescente non esitò a sfruttare la m
ia bellezza mettendomi al servizio di un vecchio libertino col segreto scopo che io soddisfacessi, dietro compenso, i capricci del vecchio.

Quindi?
Sapevo benissimo che non sarei rimasta più a lungo in quella casa. Come mia madre sognavo la fuga, e solo Parigi mi avrebbe potuto offrire qualcosa di diverso.

Quindi partisti per Parigi in cerca di fortuna…
All’inizio continuai a fare lavori umili, poi fui ingaggiata come modista in rue Saint-Honoré, ma la mia ascesa in società fu rapida quando divenni l’amante di un ricco commerciante.

Cosa speravi ti offrisse Parigi?
Ero testarda, volevo arrivare. Sapevo benissimo che le qualità fisiche non potevano bastare per cui leggevo molti libri, tra i quali Lamartine, Hugo, Goethe e Musset. Imparai a suonare il piano prediligevo bravi di Robert le Diable e Les Huguenots. Insomma in tempi rapidissimi riuscii a farmi una vasta cultura da autodidatta.

 

 
 
   
 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ho letto nelle cronache del tempo che gli uomini rimanevano colpiti dal tuo fascino spontaneo e dal tuo temperamento passionale.
Eh già… naturalmente al tempo, avendo solo sedici anni, non me ne rendevo conto. Iniziai a frequentare salotti e feste da ballo ed in breve scoprii che concedere le proprie grazie era assai conveniente ed
oltretutto facilissimo… uomini importati e facoltosi caddero ai miei piedi uno dopo l’altro.

Perché hai cambiato nome?
Ma sai, frequentando spesso salotti della migliore sociètà, decisi di darmi un tocco aristocratico. Aggiunsi il “du” davanti al cognome e cambiai il nome da Alphonsine a Marie.

Ormai eri lanciata nel bel mondo?
Beh si, non mi mancavano le soddisfazioni… anche quelle economiche voglio dire! In poco tempo, grazie ai continui regali, riuscii ad avere un tenore di vita degno di una principessa!
Ride
Ero circondata da mobili, gioielli, argenterie, un intero guardaroba con capi lussuosi, carrozza, cavalli e quant’altro…

Mi parli di Agénor Gramont duca di Guiche?
Lui era pazzo di me e devo a lui se sono diventata una donna raffinata e di classe! Insegnanti di bon-ton, dizione, pianoforte si alternavano nella mia casa di rue di Mont-Thabor. Iniziai a frequentare l'Opera, ovunque ero apprezzata e coccolata.

Soddisfatta?
Mi sentivo gratificata. Lui mi voleva al suo fianco in ogni occasione mondana. La cosa creò scandalo in quanto apparteneva ad una famiglia molto in vista. Purtroppo la famiglia intervenne e lui fu costretto a lasciare Parigi. Io non ci rimasi molto bene, anzi quell’abbandono mi ferì molto.
 

Subito dopo nella tua vita comparve Alexandre Dumas…
Lo conobbi durante una cena. Fu subito passione… di quelle travolgenti. La nostra relazione durò quasi un anno. Vivemmo dei momenti stupendi circondati dalla campagna di a St. Germain en Laye, un piccolo comune a poca distanza da Parigi. Mi regalava ogni giorno fasci di fiori. Io avevo preso l’abitudine di staccare una camelia ed appuntarmela sul seno. Ma poi finì tutto improvvisamente. Alexandre mi scrisse una lettera in cui mi diceva che la nostra storia, troppo coinvolgente, ci avrebbe fatto solo soffrire. Mi sorpresero queste poche parole: «Cara Marie non sono abbastanza ricco per amarvi come vorrei, né abbastanza povero per essere amato come voi vorreste».

Si dice infatti che Dumas dilapidò per te una fortuna messagli a disposizione dal padre.
Sotto questo punto di vista sono tranquilla. Sin dalla prima sera gli dissi senza problemi: “Alexandre voi dovete sapere di me che sono una donna che ama alla follia, succhia il sangue e sperpera centomila franchi l'anno"

Come ci si sente essere l’ispiratrice della “Signora delle Camelie”?
Strafelice!!! Non tutti possono avere dei ricordi dentro un capolavoro!!!

Dopo una breve storia con il compositore Franz Liszt arriva finalmente il matrimonio.
Mi sposai a Londra. Il conte Édouard de Perrégaux era un uomo eccezionale, ma le troppe incomprensioni ci portarono ad un inesorabile fallimento!

Tornasti a Parigi…
Ero per la vita libera e Parigi faceva al mio caso. Ma ormai la malattia avanzava e passai gran parte dell’inverno nelle mia stanze, peggiorando ogni giorno.

 
 
 
 

Sopraffatta dal male che la consuma, si ritira in un appartamento al numero di 11 di Rue de la Madeleine dove muore di tisi il 3 febbraio 1847. Soltanto due dei suoi tanti ammiratori sono al suo capezzale: il conte svedese von Stakelberg e il marito conte De Perrégaux oltre alla sua fidata cameriera Clothilde.
La piccola tomba nel cimitero di Montmartre, lo stesso nel quale riposa Dumas, è tuttora meta di un intenso pellegrinaggio e la figura di Marie è divenuta un'icona romantica che passa intatta attraverso le mode e le epoche.

Dumas venne a sapere della sua morte tre giorni dopo, a Marsiglia. Disperato, si mise subito a scrivere La dame aux camélias, romanzo in cui confluirono languori romantici, malattia e sensi di colpa.
Dumas, dopo aver dato alle stampe con successo il testo letterario nel 1848, ne trasse nel 1852 un dramma che ebbe un successo altrettanto clamoroso e dal quale fu poi tratta la trama dell’opera La traviata di Giuseppe Verdi, andata in scena nel marzo del 1853.

Così la breve e intensa vita di Marie Duplessis viene consegnata all’eternità e impersonata da Sarah Bernhardt, Greta Garbo e Maria Callas.

 


http://it.wikipedia.org/wiki/Marie_Duplessis
http://www.operainfo.org
http://81.75.233.46:8080/latraviata/ita/laprima/plessis.html

 
 
 

 

 

 

 

"Le Interviste impossibili" Quattro giornaliste in cerca di scoop! 22 interviste a donne famose della Storia e dell'Arte.

Edizione Filos Collana Bianco & Nero. Co-autrici Eliselle, Lisa Bebette, Ilaria Alessio e LiberaEva

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