|
"A sette anni fu messa in
convento dalle Orsoline come tutte le bambine delle famiglie
aristocratiche…"
"Ci rimasi molto poco perché ero di costituzione molto fragile e
mia madre ai primi segni di malattia mi portò via."
"E’ vero che sua madre la portò da un’indovina?"
"Già da piccola ero una bellissima bambina e la donna leggendomi
la mano mi predilesse un avvenire splendido e soprattutto
che sai diventata quasi regina. Questa predizione fece scatenare
l'ambizione di sua madre e la sua fantasia…
Nei miei giochi infantili giocavo a considerarmi l'amante del
re. E mia madre pensava a come impartirmi una educazione
adeguata." Noto il suo
bustino nero, rigido e stretto,
abbellito sul davanti dai falbalas cucite orizzontalmente. Le
stecche di osso di balena le sagomano tutto il busto.
Sulle spalle scende una leggera mantella di taffettà rosa chiusa
all’altezza del collo da un fine nastrino nero.
"Chi si occupò della sua
educazione?"
"Fu il compagno di mia madre, Le Normant de Tournehem, ricco
finanziere, che mi fece da tutore. Mi volle destinare
ad un brillante futuro di corte, e perciò impostò la mia
educazione in chiave mondana, artistica e letteraria."
(CONTINUA)
|