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“Ma Humbert gli aveva
concesso il denaro a patto che lei gli rivelasse il nome di Quilty per
vendicarsi. L’uomo che era stato la causa della vostra separazione, di cui
lei ne era infatuata sin dai tempi in cui sua madre ebbe una relazione con
lui.”
“Sapevo che voleva conoscere quel nome per ucciderlo, ma ripeto, io avevo
maledettamente bisogno di soldi. E poi Quilty era un poco di buono, mi aveva
illusa di diventare una star.”
“Sa che Humbert un anno dopo è morto di crepacuore?”
“Sì l’ho saputo quando già mi ero trasferita da queste parti.”
“Le andrebbe di ripercorrere la storia dagli inizi? Da quando ha
conosciuto Humbert?”
“Non ho nulla di interessante da dire. Ero semplicemente una dodicenne
che si comportava da dodicenne. Lui un vecchio professore squallido e
patetico, ossessionato dalle sue manie.”
“Quali manie?”
“Aveva una predilezione sensuale per le ragazze piuttosto giovani. Credo
che nonostante la storia e il suo epilogo non m’abbia mai amata, mai capita,
ma solo adorata come idolo.”
“Si spieghi meglio.”
Sbuffa.
“Vede, ho avuto sempre la sensazione che perfino nei momenti più intimi,
lui rimanesse legato al suo feticcio ideale, alla ninfetta bambina che
popolava i suoi sogni, e vivesse i nostri rapporti con distacco, come se
invece di fare l’amore si masturbasse continuamente.”
“E lei, lo ha mai amato?”
“No”
“Lo ha mai odiato?”
“No, perché non l’ho mai amato. Nutrivo nei suoi confronti una forte
repulsione, ma ora non gli porto rancore, in fin dei conti mi ha spezzato la
vita, non certo il cuore!”
“Ma lei è stata giudicata l’emblema di un’adolescenza perversa.”
“Ero soltanto curiosa di sperimentare quel gioco pericoloso. Ma le
assicuro che al tempo non ero assolutamente cosciente di ciò che potevo
scatenare, non ne conoscevo i contorni, tanto meno le pulsioni. Del resto
quando me ne sono accorta non ho esitato un attimo a liberarmi di quella
presenza obbiettivamente morbosa.”
“Mi permetta, ma la sua fuga è avvenuta molto più tardi. Io mi riferivo
al periodo quando ancora era in vita sua madre.”
Pensa e mi fissa, come se stesse andando indietro nel tempo alla ricerca di
qualche dettaglio.
“E’ indubbio che la considerazione di un uomo maturo, seppure squallido,
mi stimolava a marcare atteggiamenti maliziosi che altri giudicavano
soltanto infantili. Mi piaceva la parte della seduttrice che ammaliava per
il gusto di farlo senza per altro arrivare ad alcuna conclusione.”
“Ma in questa vicenda lei non appare come una sprovveduta ragazzina in
balia degli eventi…”
“A volte la naturalezza porta morte e rovina. Lui si incantava
nell’osservarmi, adorava ogni piccolo dettaglio del mio aspetto e della mia
persona fino al punto di celebrare tutti i miei difetti per il solo motivo
che appartenevano a me.”
“Che effetto le farebbe se ora la chiamassi Lo?”
“Nulla.”
“Che rapporto aveva con sua
madre Charlotte?”
“Ha sposato un uomo che amava sua figlia. Questo potrebbe spiegare tutto.
Povera mamma! Solo in seguito si è accorta che era solo uno strumento per
arrivare a me. Negli ultimi tempi era diventata nevrotica, quasi repressa,
che non accettava il passare degli anni e soprattutto non capiva come sua
figlia, una bimbetta di dodici anni, potesse attirare a sé le attenzioni
maniacali di un uomo maturo!”
“Ci racconti il suo viaggio
in macchina con Humbert.”
“Mia madre era morta e lui aveva ottenuto quello che aveva sempre
desiderato. Ero sua, completamente sua, almeno fisicamente. Nonostante ciò
Humbert si comportava da ossessionato, era assillato dal terrore di
perdermi. Corroso dalla gelosia vedeva nemici dappertutto. Oggi sarebbe
considerato soltanto un malato, affetto dalla malattia sfibrante della
passione che lo rendeva succube di se stesso, di me e dei suoi sensi.”
“Lei giocava con Humbert,
ma pensava di fuggire con Clare Quilty…”
“Quilty aveva il carisma dell’artista ed ha avuto terreno facile.
Rappresentava il futuro, la voglia di arrivare, le luci della ribalta, il
sogno di una ragazzina. Al tempo non potevo certo intuire che somigliasse in
tutto e per tutto a Humbert.”
“… infatti si è sbarazzato di lei quando si è reso conto che non
avrebbe potuto più cogliere la sua pubertà.”
Smette per un attimo di masticare la gomma.
“Ma ha avuto il merito di farmi fuggire da Humbert!”
“…posso ancora parlarti da qui all’Alaska. Sii fedele al tuo Dick. Non
lasciarti toccare dagli altri. Non parlare con gli sconosciuti. Spero
che vorrai bene al tuo bambino. Spero che sarà un maschio. Spero che
quel tuo marito ti tratti sempre bene, altrimenti il mio spettro si
avventerà su di lui come fumo nero, come un gigante forsennato, e lo
dilanierà nervo per nervo. E non commuoverti per la sorte di C.Q. Si
doveva scegliere fra lui e H.H. e si doveva lasciar esistere H.H. per un
altro paio di mesi almeno, in modo che egli potesse farti vivere nella
coscienza delle generazioni successive. Penso agli uri e agli angeli, al
segreto dei pigmenti duraturi, ai sonetti profetici, al rifugio
dell’arte. E questa è la sola immortalità che tu e io possiamo
condividere, mia Lolita.”
“Questo le scriveva Humbert.”
“Si, ma era troppo tardi. Quando si è accorto di amarmi come donna
anziché come ninfetta le nostre vite ormai erano sfatte e svanite. Non
c’era più speranza. Vedevo la morte nei suoi occhi per quell’ossessione
che non aveva saputo consumare fino in fondo. Non si può recuperare
quando gli eventi hanno ormai scavato una voragine. Tra l’altro ero
anche incinta…”
“Possiamo dire che Humbert viene sconfitto quando la sua perversione
si trasforma in amore.”
“Dio mio! Troppo cinica come interpretazione. Humbert era soltanto
una persona malata, Lolita o qualsiasi altra ragazzina non avrebbe
cambiato la sua vita destinata comunque al fallimento.”
“Come vive ora?”
“Avrei voluto diventare un’attrice, non le nascondo che questo
anonimato mi pesa. Giro tra la gente illudendomi che qualcuno possa
riconoscere in me quella Lolita. Ma come vede (mi indica il suo seno
abbondante) poco è rimasto di quella ninfetta.
“Quindi in un certo senso le manca Humbert.”
“Mi mancano i sogni di quell’età, per cui non posso non pensare a
Lolita quando mi rendo conto di essere rimasta una semplice ed anonima
Dolores.”
Avrei ancora tante altre domande, ma richiudo il mio notes. Sinceramente
non mi aspettavo quest’ultima risposta. Preferisco chiudere qui
l’intervista e pensare alla transvolata che mi attende. |
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