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IN ESCLUSIVA PER LIBERAEVA

  LE INTERVISTE IMPOSSIBILI 

 
Liane de Pougy

La Regina dei Piaceri

DI LIBERAEVA
 

Anne-Marie Chassaigne nasce in Bretagna nel 1870 in una famiglia borghese di provincia, puritana e virtuosa. La sua vita era iniziata in modo così banale che niente lasciava prevedere quello che ne avrebbe fatto. Fu componente di "le Grand Trois", un trio di cortigiane famose che comprendeva Emilienne d’Alençon e la La Belle Otero.

 
 
 
     
 
 
 

L’appuntamento è al 3 rue Royale da Maxim's. Il locale è splendido. “Un sottomarino incagliato sul fondo marino e fuori da ogni tempo” lo definiva Paul Valèry. “Da Maxim’s ogni sera è una prima” diceva il geniale regista Roger Viard. Si respira aria di belle Epoque, sui muri affreschi di Martens e di Sonnier, specchi antichi inseriti in intagli di mogano e ornati di volute di ottone.

Mi sento rapita da questa ricchezza sobria di particolari! Nulla è lasciato al caso, l’arredamento è rimasto quello dell’inizio secolo, vi regna lo stile Novecento elegante e raffinato sopra ogni piccolo ninnolo, sulle incisioni, sulle tovaglie bianche, ornate di fiori e illuminate da una luce rosa discreta. E’ quasi ora di cena.

Entrano donne eleganti, orgogliose di mostrare gli abiti di Dior creati apposta per loro. Davvero non è cambiato nulla! Siamo sedute comodamente nel salottino del bar Napoleone III, superbo autentico pezzo da collezione.

Liane, sorseggiando anisette, si lascia andare ai ricordi d’un tempo. Parla di quando una sera del 1948 Jean Marais mise in scena un testo del poeta Jean Cocteau.

 

 
     
 
     
 

 

La sua biografia dice che a 16 anni venne data in pasto a un marito brutale?
Si chiamava Henri Pourpre, tenente di vascello. Il solo ricordo della prima notte di nozze mi mette ancora ansia. Una vera e propria violenza carnale legalizzata! Da quel matrimonio ho avuto soltanto un figlio e una cicatrice al petto. Una volta trovandomi a letto con un altro arrivò addirittura a spararmi con la sua pistola.

Liane parla a voce alta, senza nessun imbarazzo. Capisce dai miei occhi cosa sto pensando. “Cosa vuole, qui dentro, tutti conoscono la mia storia…” Ride

L'esperienza matrimoniale durò comunque poco.
Scappai a Parigi e compiuti 18 anni divorziai tra lo scalpore della mia famiglia. Per mia fortuna incontrai una grande donna Valtesse de la Bigne. Venni amata e protetta. Lei era cortigiana e lesbica, amante di Napoleone III e modella di Nanà, il famoso personaggio di Zola.

Fu Valtesse a darle il nome di "Liane de Pougy”…
In quegli anni lei era all’apice della gloria. Grande Sacerdotessa della Parigi lesbica che rimase letteralmente folgorata dalla mia bellezza, riproponendosi in qualche modo di educarmi. Liane de Pougy? Di meglio non potevo sperare…

 
 
     
 

 

Henri Mailhac la convinse a intraprendere la carriera di attrice.
Lui era un autore drammatico e mi lanciò nel mondo del teatro, facendomi ingaggiare alle Folies Bergère.
 

Divenne una famosa ballerina di cabaret?
Grazie alle numerose lezioni di danza che presi in quel periodo, ma soprattutto alla rivalità con "la Belle Otéro" che contribuì alla celebrità di entrambe

Protetta da Valtesse, lei non fece molta fatica ad entrare nel mondo della cortigianeria. Bellissima, intelligente, colta...
In pochissimo tempo la mia fama varcò i confini di tutta Europa, risvegliando gli appetiti sessuali del "bel mondo".

 

Si parlò di patrimoni colossali ai suoi piedi. E’ vero?
Ricevevo doni da tutto il mondo. I miei amanti erano del calibro di Lord Carnavon, Henri Bernstein, i Rothschild, e innumerevoli Conti, Duchi, e Principi delle famiglie reali europee, che per svezzare i loro eredi, mi reclamavano nelle loro regge offrendomi i gioielli più costosi.
(CONTINUA)

 
 
 

 

 

 

 

L'intervista completa è disponibile su "Le Interviste impossibili" Quattro giornaliste in cerca di scoop! 22 interviste a donne famose della Storia e dell'Arte.

Edizione Filos Collana Bianco & Nero. Co-autrici Eliselle, Lisa Bebette, Ilaria Alessio e LiberaEva

PER SAPERNE DI PIU'

 
 
 
 

L'INTERVISTA E' STATA REALIZZATA

 GRAZIE  A

 

www.culturagay.it