ESCLUSIVA LIBERAEVA

Lana Turner
La dama dark
DI LISA BEBETTE

"L’uomo di successo è colui che guadagna più denaro di quanto sua moglie possa spendere, una donna di successo è quella che trova un uomo così. -”

 
 
     
 
   
 
 

Finalmente dopo aver girato e rigirato trovo l'albergo che mi ero annotato sul bigliettino che mi porto dietro da almeno un'ora. Alla reception controllano il mio appuntamento poi vengo accompagnata da un lift in divisa nera completo di berretto a tamburella.

La suite che mi ospita è inondata dal profumo intenso di fiori variopinti, unica macchia di colore che risalta nel bianco della tappezzeria e dei mobili. Mi accomodo ed attendo. Solo un istante ed eccola Julia Jean Mildred Frances Turner in arte Lana Turner.

Bellissima nel suo abito azzurro come i suoi occhi. La sua voce è calda, suadente; ci salutiamo con una bella stretta di mano, ho l'impressione che Lana sia una persona molto alla mano nonostante il suo charme di diva.

 

 
 
   

 

 

“Sono pronta, tutta per lei! Iniziamo?” Mi dice con un’espressione curiosa aggrottando le ciglia.

“Mi parli della sua adolescenza, dei suoi sogni e quali si sono avverati.”

“Ero una ragazzina che amava la musica, il ballo ed il cinema. Facevo di tutto pur di risparmiare qualche centesimo ed infilarmi nel primo cinema e godermi lo spettacolo. Ero affascinata da quel mondo! La sera a casa mia, fino alla separazione dei miei genitori, nonostante i problemi di soldi si ballava, mio padre e mia madre mi hanno trasmesso la passione per la musica. Il mio sogno però era quello di poter indossare gli abiti delle dive o di diventare una stilista di moda. Rubai dai film la tecnica di portamento disinvolto ed elegante che mi servì per diventare la diva che sono. Beh credo fondamentalmente che i sogni di ragazzina si siano avverati solo in parte, non credevo di diventare una stella di Hollywood,  comunque ho indossato gli abiti più belli che una donna possa pensare.”

“Quanto la morte di suo padre influì sul suo carattere?”

Si accende una sigaretta sorseggia il tè che era già lì per noi e guardandomi con occhi più tristi:

“Un momento che non vorrei più rivivere. Mi ha lasciato un segno indelebile tanto che la ricerca dell'uomo della mia vita è diventata una vera e proprio ossessione. Ho avuto ben sette mariti, diversi amanti e solo una figlia, purtroppo non ho potuto avere altri figli."

“Ma torniamo a suo padre…”

“Più un giocatore d'azzardo che un minatore! Era allegro, la sua presenza riempiva la casa. Con la separazione dei miei genitori cominciarono i problemi veri. Poi ci fu quel maledetto episodio quando mio padre venne ucciso in seguito ad una rapina. Io e mia madre ci trovammo davvero con le spalle al muro, non avevamo di che mangiare. Questa esperienza di povertà, di insicurezza economica  mi ha portato sempre a scegliere uomini di successo o potenti economicamente da qui la mia frase che ha fatto il giro del mondo - L’uomo di successo è colui che guadagna più denaro di quanto sua moglie possa spendere, una donna di successo è quella che trova un uomo così. -”

 
 
 

 

 

Che io sappia ha avuto vicino anche uomini come Tyron Power e Frank Sinatra?
Vedo che lei sa molte più cose di quanto la mia mente ricordi…
Sorride.
Adesso posso affermare con certezza che Tyron è stato il mio grande amore rovinato e distrutto dalla mia possessività. Mi permetta di non andare oltre ci tengo molto a quei ricordi e vorrei restassero solo miei.

E Frank Sinatra?

Insisto.
Di Frank che dire? Una voce magnifica anche quando non cantava.

Le sue relazioni ed i suoi numerosi matrimoni sembra siano stati quasi tutti caratterizzati dalla violenza, non è vero?

Mi sentivo sbandata, la mancanza di una guida ferma come può essere un padre mi fece scegliere spesso persone sbagliate per le quali confondevo l’amore con il senso di protezione e quindi era solito che mi ritrovassi con un bell'occhio nero.

Cosa ha provato quando le fu affidata quella piccola parte che poi la rese famosa nel film la Vendetta?

Ah già - La ragazza del maglione -. Era il 1937, ma tutto iniziò per caso qualche tempo prima. Avevo solo 15 anni! Una mattina che avevo marinato la scuola e dentro un bar di Hollywood stavo bevendo il mio bel frappè un cronista di un famoso giornale mi si avvicinò e volle assolutamente farmi conoscere Mervin LeRoy. Fu il grande Mervin che mi aprì le porte del magico mondo del cinema cambiandomi anche il nome. Da lì in poi ho dovuto mentire anche sull’ età pur di accaparrarmi piccole parti. Ma poi arrivò il mio momento: è bastato un maglioncino attillato e nonostante un’apparizione brevissima fu un vero successo. Cominciai a firmare contratti da 1500 dollari.

Tutti noi la ricordiamo nel magnifico ruolo della sensualissima Cora nel “Postino suona sempre due volte” di Tay Garnett. Cosa ricorda di quel film?

Il ruolo di Cora mi calzava a pennello e devo dire anche la scelta del partner fu azzeccata, John Garfield fu perfetto nel ruolo. Sapevo che tre anni prima già un regista italiano Luchino Visconti aveva diretto un film tratto dallo stesso racconto, se non sbaglio – Ossessione - sì credo sia proprio questo il titolo. Avevo paura del confronto, ma Tay Garnett ce la mise tutta e tirò fuori la Dama Dark sensuale ed inquietante che era in me. Devo molto a quel film, all’avanguardia per quei tempi. E’ stato girato nel 1946, sento ancora la sensazione dell’interpretazione di quelle scene fatte di sguardi e di complicità… Sì era proprio il mio ruolo…

Il ruolo di un’assassina…

E’ stato elettrizzante entrare nella parte di una donna che riesce a possedere un uomo fino a fargli commettere un delitto… beh non bisogna prenderlo ad esempio, non mi fraintenda, ma ripeto, riuscire ad essere anche solo per un momento padrona del gioco credo sia per ogni essere umano, almeno per me che sono stata sempre vittima degli altri, una sensazione da vivere.

Guardare quel viso così angelico e toccare con mano la sua semplicità così elegante mi dà un senso di forte rispetto per questa donna che ho di fronte. La guardo, si tocca i capelli ed accavalla le gambe , la sua gamba comincia a dondolare e dal vestito lungo si scorge la scarpa in tinta.


So di arrecarle dolore, ma è importante che lei ci racconti cosa è accaduto il 4 Aprile del 1958.

Da quel giorno la mia carriera è andata a rotoli, tutta la stampa si è accanita contro di me, tirando fuori tutte le lettere d'amore che avevo scritto a Johnny Stompanato, gangaster malavitoso al quale mi ero legata negli ultimi tempi.
Ma andiamo per ordine. Io e Johnny, nonostante le continue liti, ci siamo amati o meglio oserei dire posseduti. Non riuscivamo a fare a meno l'una dell'altro, anche se i nostri incontri finivano con liti violente dandocene di santa ragione. Pensi che una volta, durante le riprese di un film in Inghilterra, Johnny fu messo al tappeto da Sean Connery stanco delle sue scenate di gelosia, e poiché Johnny faceva parte di un certo giro di malavitosi, riuscirono ad allontanarlo dal set soltanto facendolo rimpatriare.

Torniamo a quella data…

Dopo l'ennesima scenata di gelosia, ero esausta e misi al corrente Johnny del mio desiderio di lasciarlo. Questo lo fece diventare una bestia inferocita, mi diede tante di quelle botte che a mala pena riuscii a capire cosa stava succedendo...
A terra dopo l’ennesimo pugno intravidi mia figlia Cheryl pugnalare Johnny alle spalle. Povera piccola voleva solo difendermi. In seguito ho anche mentito pur di togliere Cheryl dai guai; ho cercato di addossarmi la colpa di quanto era successo per proteggere la mia piccola dai cani affamati della stampa.
Io ormai avevo le ossa dure con loro, ma in seguito fu scoperto tutto e purtroppo anche lei fu travolta dalla valanga di articoli pieni di immondizia. Non sono riuscita più ad uscirne…sembrava che tutti si aspettassero la mia fine in quel modo, perché in fondo non ero forse io la Dark Lady?

Lei ha lottato come una leonessa per difendere sua figlia, cosa vorrebbe che sua figlia un giorni ricordi di Lei?

Ho difeso mia figlia. L'unica cosa buona che lascio su questa terra, l'unica persona che ha pagato per i miei errori. Per mia figlia vorrei una vita semplice senza falsi specchi senza false illusioni... Guardando i miei film spero possa ricordarmi forte come le donne che interpretavo e che non sono stata capace di imitare nella vita.

Si alza prende un’altra sigaretta credo sia la terza in mezz’ora… Si siede nuovamente i suoi occhi così dolci traspaiono tanta tristezza, il suo profumo ormai lo sento mio. Non c’è più bisogno di parole. L’intervista è finita. Mi alzo e la saluto con quella reverenza che si deve ad una donna così affascinante.
Mentre esco dall’albergo mi accorgo di sentire ancora quel profumo.

Lana è morta per un cancro alla gola nel 1995 le sue ceneri sono sparse nel vento. Sua figlia ha voluto donarle la libertà, la stessa che non è mai riuscita ad avere in una vita di grandi soddisfazioni ma di una immensa solitudine dentro.

 

 
 
 

 

L'INTERVISTA E' A CURA DI ADAMO BENCIVENGA
E REALIZZATA GRAZIE A:

 
 

 

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