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Che io
sappia ha avuto vicino anche uomini come Tyron Power e Frank
Sinatra?
Vedo che lei sa molte più cose di quanto la mia mente ricordi…
Sorride.
Adesso posso affermare con certezza che Tyron è stato il mio
grande amore rovinato e distrutto dalla mia possessività. Mi
permetta di non andare oltre ci tengo molto a quei ricordi e
vorrei restassero solo miei.
E Frank Sinatra?
Insisto.
Di Frank che dire? Una voce magnifica anche quando non cantava.
Le sue relazioni ed i suoi numerosi matrimoni sembra siano stati
quasi tutti caratterizzati dalla violenza, non è vero?
Mi sentivo sbandata, la mancanza di una guida ferma come può
essere un padre mi fece scegliere spesso persone sbagliate per
le quali confondevo l’amore con il senso di protezione e quindi
era solito che mi ritrovassi con un bell'occhio nero.
Cosa ha provato quando le fu affidata quella piccola parte che
poi la rese famosa nel film la Vendetta?
Ah già - La ragazza del maglione -. Era il 1937, ma tutto iniziò
per caso qualche tempo prima. Avevo solo 15 anni! Una mattina
che avevo marinato la scuola e dentro un bar di Hollywood stavo
bevendo il mio bel frappè un cronista di un famoso giornale mi
si avvicinò e volle assolutamente farmi conoscere Mervin LeRoy.
Fu il grande Mervin che mi aprì le porte del magico mondo del
cinema cambiandomi anche il nome. Da lì in poi ho dovuto mentire
anche sull’ età pur di accaparrarmi piccole parti. Ma poi arrivò
il mio momento: è bastato un maglioncino attillato e nonostante
un’apparizione brevissima fu un vero successo. Cominciai a
firmare contratti da 1500 dollari.
Tutti noi la ricordiamo nel magnifico ruolo della sensualissima
Cora nel “Postino suona sempre due volte” di Tay Garnett. Cosa
ricorda di quel film?
Il ruolo di Cora mi calzava a pennello e devo dire anche la
scelta del partner fu azzeccata, John Garfield fu perfetto nel
ruolo. Sapevo che tre anni prima già un regista italiano Luchino
Visconti aveva diretto un film tratto dallo stesso racconto, se
non sbaglio – Ossessione - sì credo sia proprio questo il
titolo. Avevo paura del confronto, ma Tay Garnett ce la mise
tutta e tirò fuori la Dama Dark sensuale ed inquietante che era
in me. Devo molto a quel film, all’avanguardia per quei tempi.
E’ stato girato nel 1946, sento ancora la sensazione
dell’interpretazione di quelle scene fatte di sguardi e di
complicità… Sì era proprio il mio ruolo…
Il ruolo di un’assassina…
E’ stato elettrizzante entrare nella parte di una donna che
riesce a possedere un uomo fino a fargli commettere un delitto…
beh non bisogna prenderlo ad esempio, non mi fraintenda, ma
ripeto, riuscire ad essere anche solo per un momento padrona del
gioco credo sia per ogni essere umano, almeno per me che sono
stata sempre vittima degli altri, una sensazione da vivere.
Guardare quel viso così angelico e toccare con mano la sua
semplicità così elegante mi dà un senso di forte rispetto per
questa donna che ho di fronte. La guardo, si tocca i capelli ed
accavalla le gambe , la sua gamba comincia a dondolare e dal
vestito lungo si scorge la scarpa in tinta.
So di arrecarle dolore, ma è importante che lei ci racconti cosa
è accaduto il 4 Aprile del 1958.
Da quel giorno la mia carriera è andata a rotoli, tutta la
stampa si è accanita contro di me, tirando fuori tutte le
lettere d'amore che avevo scritto a Johnny Stompanato, gangaster
malavitoso al quale mi ero legata negli ultimi tempi.
Ma andiamo per ordine. Io e Johnny, nonostante le continue liti,
ci siamo amati o meglio oserei dire posseduti. Non riuscivamo a
fare a meno l'una dell'altro, anche se i nostri incontri
finivano con liti violente dandocene di santa ragione. Pensi che
una volta, durante le riprese di un film in Inghilterra, Johnny
fu messo al tappeto da Sean Connery stanco delle sue scenate di
gelosia, e poiché Johnny faceva parte di un certo giro di
malavitosi, riuscirono ad allontanarlo dal set soltanto
facendolo rimpatriare.
Torniamo a quella data…
Dopo l'ennesima scenata di gelosia, ero esausta e misi al
corrente Johnny del mio desiderio di lasciarlo. Questo lo fece
diventare una bestia inferocita, mi diede tante di quelle botte
che a mala pena riuscii a capire cosa stava succedendo...
A terra dopo l’ennesimo pugno intravidi mia figlia Cheryl
pugnalare Johnny alle spalle. Povera piccola voleva solo
difendermi. In seguito ho anche mentito pur di togliere Cheryl
dai guai; ho cercato di addossarmi la colpa di quanto era
successo per proteggere la mia piccola dai cani affamati della
stampa.
Io ormai avevo le ossa dure con loro, ma in seguito fu scoperto
tutto e purtroppo anche lei fu travolta dalla valanga di
articoli pieni di immondizia. Non sono riuscita più ad
uscirne…sembrava che tutti si aspettassero la mia fine in quel
modo, perché in fondo non ero forse io la Dark Lady?
Lei ha lottato come una leonessa per difendere sua figlia, cosa
vorrebbe che sua figlia un giorni ricordi di Lei?
Ho difeso mia figlia. L'unica cosa buona che lascio su questa
terra, l'unica persona che ha pagato per i miei errori. Per mia
figlia vorrei una vita semplice senza falsi specchi senza false
illusioni... Guardando i miei film spero possa ricordarmi forte
come le donne che interpretavo e che non sono stata capace di
imitare nella vita.
Si alza prende un’altra sigaretta credo sia la terza in
mezz’ora… Si siede nuovamente i suoi occhi così dolci traspaiono
tanta tristezza, il suo profumo ormai lo sento mio. Non c’è più
bisogno di parole. L’intervista è finita. Mi alzo e la saluto
con quella reverenza che si deve ad una donna così affascinante.
Mentre esco dall’albergo mi accorgo di sentire ancora quel
profumo.
Lana è morta per un cancro alla gola nel 1995 le sue ceneri sono
sparse nel vento. Sua figlia ha voluto donarle la libertà, la
stessa che non è mai riuscita ad avere in una vita di grandi
soddisfazioni ma di una immensa solitudine dentro.
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