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Risulta molto radicato in lei il
senso di giustizia e dovere, nonostante la sua evidente
costernazione per fatti personali molto dolorosi e il suo palese
amore per Maria Antonietta…lei è ammirevole.
Non sono ammirevole, sono semplicemente realista. Ammirevole è
quell’uomo che vede passare ora qui di fronte a noi… con una
sola gamba ha lavorato duramente e sfamato una intera famiglia,
imbraccia un fucile come vede…e nonostante la fame e la miseria
nutre ancora speranza in un futuro migliore e lotta per questo.
Io sono ammirevole si suoi occhi perché sono il comandante
Jarjayes, ma il signor Poitier appena passato, uno come tanti, è
un vero eroe; lui come tutti i cittadini francesi che sopportano
il peso di un paese dissanguato.
Cosa farà ora?
Il mio dovere, come sempre.
Non mi accorgo che nel frattempo è cominciato a piovere.
Oscar si alza, mi porge la mano e mi incita alla prudenza nelle
strade. Entra nella piccola chiesa, chiudendo silenziosamente la
porta alle sue spalle.
Guardo il fuoco, ormai quasi spento.

Le ruote della carrozza corrono verso la mia casa natale. In
lontananza le voci del popolo si uniscono, “A la Bastille!”,
gridano, e masse sempre più ingenti di corpi affamati e furiosi
si buttano verso il luogo che sarà simbolo della fine della
monarchia francese. Il 14 luglio disegna il futuro di questa
nazione e immagino Oscar, dritta nella sua uniforme blu e i
lunghi capelli al vento, troneggiare con i suoi ordini l’inizio
di una nuova era.
Il 14 luglio 1789 Oscar attaccherà la Bastiglia e morirà
sotto il fuoco nemico, verrà sepolta al fianco di Andrè, sulle
colline di Arrais
Il ricordo di Oscar allieterà gli ultimi giorni di vita della
regina Maria Antonietta, nella prigione della Conciergerie;
pochi istanti prima di salire sul patibolo la regina consegnerà
ad una buona amica di Oscar una rosa di stoffa, fatta con le sue
mani durante la prigionia, chiedendole di dipingerla con il
colore preferito da Madamigella Oscar. La rosa rimarrà bianca.
“Una rosa è una rosa anche se sia essa una rosa bianca o
rossa. Una rosa non sarà mai un lillà.”
(Andrè Grandier)
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