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Per tradizione popolare l’appellativo inglese "Peeping Tom",
equivalente italiano di guardone, deriva dal fatto che un
giovane sarto chiamato Tom la guardò e rimase talmente
impressionato da divenire cieco.
Chi era suo
marito?
Il conte
Leofrico era il signore di Coventry.
E’ vero che
voleva trasformare Coventry in una città più bella di Londra?
Il
suo sogno era di farla diventare addirittura capitale…
Tutto questo
richiedeva molto denaro?
Già, ma le
casse della città erano miseramente vuote e quindi decise di
reperire i fondi tartassando i suoi sudditi con ogni sorta di
imposta.
Lei
chiese a suo marito di ridurre quelle tasse, è vero?
Certo che è
vero! Presi le parti della popolazione che stava soffrendo e gli manifestai
apertamente la sofferenza e l’infelicità dei nostri sudditi.
Suo marito
accettò?
Gli chiesi più
volte di toglierle, ma mio marito rifiutò sempre, finché stanco
delle mie continue suppliche mi disse che avrebbe preso in
considerazione la mia richiesta a condizione che io cavalcassi
nuda per le vie della città.
Lei come
reagì?
Mio marito
aveva avanzato quella proposta indecente perché era sicuro che
l’avrei rifiutata sdegnata. Ma amavo troppo il mio popolo ed
accettai la sfida attraversando le strade di Coventry coperta
solo dai miei
lunghissimi
capelli.
Il popolo
assistette alla sua esibizione?
No. Mio marito
aveva proibito ai cittadini di uscire di casa e di non guardare
dalle finestre.

Solo un
sarto disobbedì…
Sì’ il povero
Tom! Fece un foro in una persiana per potermi ammirare, ma rimase
immediatamente cieco.
Suo marito
mantenne la parola?
Beh, il popolo
era a conoscenza delle mie suppliche e suo malgrado dovette abolire le tasse più
onerose.
Alcuni
storici avanzano dei dubbi circa la sua “nudità”…
Le
interpretazioni nei secoli sono state tantissime ed io non posso
che smentirle! Pensi qualcuno ha perfino avanzato l’ipotesi che la
mia "nudità" poteva riferirsi al fatto che cavalcai per le
strade senza i miei gioielli… e quindi nuda di quei simboli di
appartenenza alla nobiltà...
Dopo la
morte di suo marito lei continuò a vivere in questa contea…
Ero
proprietaria di molte terre, i sudditi mi volevano così bene che
mi dedicarono una statua, che ancora oggi si può ammirare al centro
della piazza principale di Coventry.
E dopo la
conquista normanna cosa fece?
Nulla, le
ripeto ero così amata dal popolo che fui l’unica anglosassone a
rimanere un’importante proprietaria terriera anche dopo
l’invasione. Non andai mai via da queste terre…

Lady Godiva
morì fra il 1066 e il 1086. Per altri sarebbe invece morta il 10
settembre 1067. Anche il posto in cui Godiva fu sepolta è fonte
di dibattito. Secondo alcuni, è forse sepolta nella chiesa della
Benedetta Trinità a Evesham. Tuttavia, il romanziere Octavia
Randolph affermò che Godiva era stata sepolta vicino al marito,
nella chiesa principale di Coventry.
La processione di Godiva - una commemorazione della leggendaria
cavalcata istituita il 31 maggio 1678, come componente della
fiera di Coventry - è stato celebrata a intervalli fino al 1826.
Dopo un'interruzione è stata di nuovo celebrata dal 1848 al 1887
ed è poi continuata nel XXI secolo.
Ogni settembre, Porretta, in occasione del compleanno di Lady
Godiva, si organizza una rievocazione storica locale per l'unità
e la pace nel mondo, conosciuta come The Godiva Sisters.
Lady Godiva è stata anche immortalata nel poema Godiva di Alfred
Tennyson.
Nella canzone Don't Stop Me Now dei Queen compare questo verso "I'm
a racing car passing by, like lady Godiva". Famosi i
ritratti di John Collier e di Edward Henry Corbould
Esiste anche una canzone dei Grant Lee Buffalo, presente
nell'album Mighty Joe Moon, intitolata "Lady Godiva & me".
Si chiama Lady Godiva anche una bambola gonfiabile inserita
all'interno del romanzo Insciallah di Oriana Fallaci.
In molte facoltà universitarie di ingegneria, corpi del genio
militare e altre organizzazioni di ingegneria, lady Godiva è
considerata una mascotte ed è definita il Santo patrono degli
assistenti tecnici o Musa dell’ingegneria.

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IN
COLLABORAZIONE CON
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