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L'appartamento è al primo
piano. La governante italiana mi sussurra: "La signora la
sta aspettando."
Davanti a me una splendida donna
vestita elegantemente da inizio secolo scorso. Mi dice se voglio
asciugarmi almeno i capelli. Ma sono troppo emozionata e non
vedo l'ora di iniziare. Lei lo intuisce: Mia cara
sono a sua disposizione.
Carolina, posso chiamarla così?
Sicuramente lo preferisco ad Agustina…
Come sono state le sue origini?
Sono nata in una modesta famiglia in un piccolo villaggio della
Galizia, Ponte de Valga. I due cognomi Otero Iglesias provengono
dalla famiglia di mia madre perché mio padre non m’ha mai
riconosciuta.
Come è stata la sua adolescenza?
Le difficoltà mi hanno resa ribelle e difficile. Ero una
ragazzina dal carattere piuttosto forte, ma sempre allegra.
A 11 anni un episodio che segna la sua vita…
Dio, non mi faccia ricordare… sono stata violentata e ciò mi ha
resa sterile. Ma soprattutto lo sconforto maggiore fu quando mia
madre mi mandò via di casa a causa di quell’episodio. Non
sopportava la vergogna!

Da allora solo sacrifici?
No, no affatto, non ho dovuto attendere molto per il successo. A
14 anni il proprietario di un locale notturno rimase così
affascinato dal mio modo di ballare che mi offrì un contratto
per due pesetas a sera.
Quindi il successo!
Beh no! Gli inizi sono stati duri, ma avevo la consapevolezza di
essere bella e la testardaggine di voler arrivare a tutti i
costi.
Ho fatto tutti i lavori possibili prima di approdare a Lisbona
come ballerina. Nel 1888 debuttai nel cabaret, prima a
Barcellona e poi a Marsiglia.
Perché si trasferì a Barcellona?
Ero follemente innamorata di un ragazzo di nome Gendarme e lo
seguii per mezza Spagna.
E poi?
Poi nulla, delusa da mia madre, da mio padre e dall’amore.
Compresi la vita e giurai di badare sono a me stessa.
Finalmente Parigi…
Eh sì finalmente. Pensi che arrivai a Parigi con l’intento di
studiare danza, invece la mia bellezza e la mia bravura mi
trasformarono rapidamente in un personaggio.
Il successo dopo una vita di stenti e vessazioni…
In poco tempo divenni una delle donne più celebri dell’intero
continente e star indiscussa delle Folies Bergère! Oggi direste
sex-simbol vero?
Leggo dalla sua biografia di numerose storie con uomini
potenti…
Ero bella e famosa e non mi fu difficile incontrarli dal
Principe Alberto I di Monaco, al Re Edoardo VII del Regno Unito,
dai reali di Serbia e di Spagna ai Granduchi di Prussia o ultimo
ma non ultimo il celebre scrittore italiano Gabriele D'Annunzio.
A soli due anni dal suo debutto: l’America!
Fu una tournée trionfale, ma solo al ritorno a Parigi mi resi
conto di essere la star indiscussa di tutti i palcoscenici. Lo
sa che le cupole dell'Hotel Carlton di Cannes furono modellate
sulla forma dei miei seni?
Le cronache raccontano di una mega festa in occasione dei
suoi trent’anni!
Era il 4 novembre 1898 fu organizzata un festa da Chez-Maxim.
L’evento fu ripreso da tutte le cronache mondane perché ero
circondata da principi e sovrani, tra i quali Leopoldo II del
Belgio, Nicola di Montenegro, il granduca Nikolaj Nikolaevich,
il principe di Galles e Alberto di Monaco. Naturalmente suscitai
l’invidia di molte donne e pseudo amiche tra le quali
Carmencita, mia connazionale, Liane di Pougy, Cléo de Mérode e
Émilienne di Alençon. Solo Colette mi rimase amica.
Come le si addice il ruolo di Donna fatale!
Beh sì, devastai i cuori e le fortune di re, principi, banchieri
e benestanti di tutta Europa!
Quando ero a letto con loro mi capitava spesso di ripensare a
quella ragazzina insignificante di nome Agustina nata in quel
misero villaggio galiziano.
Dicono che suscitasse passioni irresistibili come quella
volta in Russia…
Già sono dovuta fuggire dai desideri del Gran Duca Nicolas
calandomi giù dalla finestra e dopo averlo chiuso a chiave nel
suo appartamento.
Ma durante la discesa caddi, atterrai sul suolo coperto di neve
con la parte posteriore nuda! Credo che non ci fossero più di 20
gradi sotto zero. Quella fuga mi causò una bella polmonite e tre
mesi di letto assoluto!
Altri si sono suicidati…
Spero proprio di no! A me fa piacere ricordare il banchiere
Berguen che mi offrì 25.000 franchi per passare una mezz’ora
nella mia camera! Oppure Toulouse-Lautrec che mi ha dedicato una
tela o il grande poeta José Martí, che avevo conosciuto a New
York, ed ha scritto per me dei versi meravigliosi.
A 46 anni dà l’addio alla vita mondana…
Mi ritirai dalla vita pubblica e decisi di trasferirmi a Nizza.
Ero stanca, avevo girato mezzo mondo dall’Argentina al Giappone,
dal Brasile alla Russia, nonché tutta l’Europa…

Però si rifugiò nel gioco.
Nel mio esilio volontario frequentai tutti i tappeti verdi della
costa azzurra rifiutando sistematicamente ogni offerta di
tornare in Teatro. Ricordo le insistenze del Direttore
dell’Opéra Comique di Parigi.
Dilapidò ogni fortuna?
Mi rimane difficile ammetterlo ancora oggi, ma fu così. Prima di
trasferirmi a Nizza possedevo non meno di 68.000 milioni di
pesetas, uno yacht, un'isola, una collana di perle nere di 2 kg
che era appartenuta ad Eugénie di Montijo, una collana di
diamanti di Maria Antonietta e tanto altro…..
Rimpianti?
No mia cara, ma scherza? Auguro ad ogni donna di rialzarsi dopo
un tragico evento e di condurre la propria vita a testa alta.
Non so davvero cosa sarebbe stata la mia vita, ma so che non
sarei mai diventata La Bella Otero!
L'intervista finisce qui, la
governante italiana ci porta due tazze fumanti di caffè. Sono
infreddolita, ne ho davvero bisogno. |
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