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Madame, la sua storia inizia all’età di tredici anni…
Mia sorella Juliette ed
io, a seguito della morte improvvisa di mio padre, rimanemmo orfane
e fummo costrette ad abbandonare il convento per procurarci da
vivere.
Due ragazze di nobile
lignaggio improvvisamente povere…
Beh, quando lasciai il
convento, avevo con me l’eredità di mio padre, che consisteva in una
piccola quantità di oro.

Le vostre strade si
divisero…
Un’amica di famiglia,
Madame de Buisson, ci offrì un alloggio. Juliette acconsentì mentre
io mi rifiutai sdegnata.
Perché mai?
Madame de Buisson era
proprietaria di un bordello a Parigi ed in cambio dell’alloggio ci
chiese di prostituirci.
Quindi sua sorella rimase?
Juliette, poco tempo
prima, era stata sedotta da una donna. Durante quegli incontri aveva
appreso che moralità, religione ed altri concetti simili non hanno
alcun significato. Prese questi insegnamenti così alla lettera che
ben presto imparò le arti dell’amore. Lei era bella, bionda e
viziosa ed ottenne immediatamente successo tra i frequentatori del
bordello tanto che divenne una ricchissima cortigiana, richiesta
dalle maggiori corti europee e specialista del piacere e purtroppo
anche del crimine.
Lei Justine cosa fece?
La mia cieca devozione al
Cristianesimo mi impose di cercare di guadagnarmi da vivere
lavorando onestamente e seguendo una rigorosa morale cattolica.
Incontrai per caso un sacerdote che mi offrì di conservare al sicuro
il mio oro. Ovviamente quell’oro non lo vidi più, ma tramite lui
conobbi Monsieur De Harpin il quale mi accolse nella sua casa.
In cambio di cosa?
Lavorai come cameriera e
saltuariamente feci anche servizi da sguattera.
Poi cosa accadde?
Nonostante il lavoro umile
stavo bene in quella casa, ma alcuni amici di Monsieur De Harpin
iniziarono a farmi delle avances. Naturalmente io mi rifiutai ed
allora venni accusata ingiustamente di furto, mandata in prigione e
condannata a morte.
Come avvenne?
Un certo Monsieur
Derroches fu letteralmente rapito dalla mia bellezza che iniziò a
farmi degli inviti pressanti. Visto i miei continui rifiuti decise
di farmela pagare sottraendo dalla casa un prezioso amuleto. Il
giorno dopo chiamò la polizia e l’amuleto fu ritrovato nella mia
stanza.

Venne arrestata?
Certo. In carcere
incontrai Madame Dusbois, la più celebre delinquente di Francia, la
quale mi coinvolse in un piano di fuga. Attraverso uno stratagemma
riuscimmo a scappare.
Durante la fuga conobbe
l’amore, vero?
Forse per la tensione o
per la corsa a perdifiato svenni nei pressi della casa studio di un
pittore di nome Raymond. Mi ospitò nella sua casa. Lui si prese cura
di me ed io ebbi la fortuna di conoscere una persona meravigliosa,
un uomo romantico e un eccezionale pittore. Mi ritrasse in alcune
sue tele.
Stava bene vero?
Furono giorni
incredibilmente belli. Mi innamorai di lui, della sua grazia e della
sua cortesia. Era così delicato e diverso dalla concezione e dagli
esempi maschili che avevo finora conosciuto che alle volte credevo
davvero di essere dentro un sogno. Poi purtroppo le cose belle
finiscono e purtroppo dovetti abbandonare quel nido d’amore.
Era ricercata dalle
guardie per la fuga dal carcere, immagino…
Esattamente… mi nascosi
nel palazzo del marchese di Bressac, dove anche qui lavorai come
cameriera personale della marchesa. Il marchese era un omosessuale e
covava propositi di liberarsi della moglie. Mi mise al corrente dei
suoi propositi criminali. Immediatamente rivelai tutto alla marchesa
che a sua volta tentò di uccidere il marito. Mise un potente veleno
nella brocca del vino, ma i suoi tentativi goffi di far bere il
marito furono vani.
In questo modo il marchese
scoprì le intenzioni della moglie…
…e soprattutto chi fosse
stata a metterla al corrente dei suoi piani. A quel punto preso
dall’ira uccise sua moglie e si liberò di me imprimendo a fuoco sul
mio petto la lettera "M", che al tempo costituiva il marchio
dell'infamia.
Dove andò?
Nel mio peregrinare
incontrai nuovamente la Dubois. Secondo lei dovevo in qualche modo
sdebitarmi per la fuga dal carcere e mi costrinse ad esibirmi nuda
su un palcoscenico. Purtroppo una sera, durante uno spettacolo, la
vista del marchio dell'infamia, provocò un putiferio nel locale e il
pubblico mi additò come assassina.
Intanto sua sorella…
Al di là del colore dei
capelli, lei bionda ed io mora, eravamo due persone completamente
differenti. Certamente non si può dire che Juliette fosse una
ragazza virtuosa…

Cosa fece?
Frequentava gente di
malaffare e uomini libertini dediti completamente al vizio, come il
feroce Clairwil, la cui passione principale era uccidere giovani
uomini durante gli amplessi. Poi dovette scappare da Parigi e
rifugiarsi in Italia. Qui intraprese relazioni dissolute con uomini
nobili e appartenenti al clero, tra i quali lo stesso papa Pio VI,
compiendo varie azioni efferate. Ormai presa dal vizio sottoponeva a
torture altre giovani ragazze fino ad ucciderle. Passò i suoi primi
trent’anni di delitto in delitto uccidendo senza esitare chiunque si
poneva sulla sua strada, per diventare infine la mantenuta di un
Conte.
Lei invece? L’avevamo
lasciata con la M impressa sul petto…
Beh le disgrazie non
finirono lì. Purtroppo per me era una costante incontrare ogni
specie di individui degenerati e perversi, da libertini a ladri
passando per profittatori, falsari, medici, criminali, nobili,
religiosi e chi ne ha più ne metta!
Com’erano quegli incontri?
Ero il giocattolo di ogni
loro scelleratezza, tentavano in tutti i modi anche con argomenti
filosofici, di convincermi sull’inutilità della virtù, ma
mentalmente non cedetti mai. La cosa che mi faceva più infuriare era
che ogni qualvolta reagivo con la virtù mi capitava una sventura
maggiore e venivo automaticamente seviziata e stuprata.
Si rifugiò in un convento
vero?
Nel convento di
Sainte-Marie dove venni accolta molto affettuosamente da frate
Antonello e dai confratelli. Tuttavia non tutti i frati eccellevano
in virtù e ben presto si rivelarono un manipolo di sadici, edonisti
libertini e deviati sessuali dediti a pratiche contro natura nei
confronti di giovani adepte e recluse. Praticavano il culto della
sofferenza come piacere. Anche le donne della servitù erano schiave
del sesso. Assistetti e fui coinvolta in prima persona a vere e
proprie orge e torture.
Incontrò ancora sua
sorella?
La incontrai tempo prima
dopo la fuga dal carcere, la polizia era sulle mie tracce ed ero sul
punto di essere arrestata, ma Juliette intervenne in mio aiuto. Mi
scorse per caso da una carrozza, mentre venivo portata via dalla
polizia, e chiese al suo potente amante di turno, un ministro del
re, di farmi liberare all'istante.
Quindi, visto il successo
di sua sorella Juliette, la storia insegna…
La storia insegna che chi
si è lasciata andare alla corruzione dello spirito sin da ragazza ha
trionfato nella vita passando di vizio in vizio e di omicidio in
omicidio, fino al punto di divenire contessa di Lorsange.

Diciamo una sorta di
canone inverso…
Lei ha assecondato vizi e
perversioni ed ha fatto fortuna, mentre tutta la mia vita è permeata
da un cinismo del destino a dir poco grottesco volto a sovvertire il
canone classico secondo cui alla fine il bene e la virtù trionfano
sempre sul male e sul vizio. Evidentemente non era nel mio destino…
Tutti i suoi sforzi sono
stati vani nonostante lei abbia mantenuto la propria integrità
morale…
Ripeto, nel corso dei miei
anni ho assistito ad ogni sorta di scelleratezza: rapimenti, stupri
e false incriminazioni… Imprigionata e liberata da personaggi sempre
più perversi che mi hanno reso la vita difficile e soprattutto
dolorosa. La mia integrità non mi rende assolutamente orgogliosa…
Cosa le posso dire di più? Dopo la morte di mio padre ho cercato di
rifarmi una vita cercando comprensione, ma ottenendo solo
sopraffazione e prepotenza. L'unica mia aspettativa è stata la
speranza in Dio e nella sua immensa misericordia che però, come ha
potuto sentire dal mio racconto, viene tristemente delusa.
Sade prese in prestito la
sua storia dalla bella Catherine Trillet, vero?
E’ possibile, Catherine
stessa era soprannominata proprio Justine ed era cameriera al castello di La Coste di proprietà del marchese.
Anche lei fu oggetto di
attenzioni perverse da parte del marchese…
Eh già fu senz’altro
vittima dei desideri libidinosi di Sade, ma non volle mai ritornare
dal padre. Probabilmente Catherine non lasciò mai Sade per i
sentimenti che covava intimamente per lui.
Considerazione finale?
Non sono sicura che
rifarei
tutto ciò che ho fatto! Sicuramente la mia vita è stata una prova ma
senz’altro non è stata un esempio.

Justine morirà fulminata. Si racconta che, ospite della signora di
Lorsange, vale a dire della sorella Juliette, improvvisamente
scoppia un temporale e un fulmine investe Justine che si era
precipitata a chiudere le finestre.
Sua sorella getta un grido terribile e sviene, il signor de Corville,
amante di Juliette, invoca aiuto; entrambe le donne vengono
soccorse: la signora di Lorsange riapre gli occhi, ma per la
sventurata Justine non resta alcuna speranza. Il fulmine, entrato
attraverso il seno destro, dopo aver consumato il petto e il viso, è
uscito dal ventre. Juliette, commossa dalla morte dell'infelice
sorella, folgorata spiritualmente, comunica all'amante Corville la
sua decisione di ritirarsi in convento per espiare le proprie colpe.

L’AUTORE
Il conte Donatien Alphonse François de Sade, meglio conosciuto come
Marchese de Sade, (Parigi, 2 giugno 1740 – Charenton-Saint-Maurice,
2 dicembre 1814) è stato un filosofo, scrittore, poeta, drammaturgo,
saggista, aristocratico e politico rivoluzionario francese, delegato
della Convenzione nazionale.
De Sade nacque nel Palazzo dei Condé a Parigi. Suo padre era
Jean-Baptiste François Joseph de Sade, che annoverava fra i suoi
antenati la Laura de Noves cantata da Francesco Petrarca. Sua madre,
Marie Elénore de Maillé de Carman, nipote di Richelieu, era
gentildonna di camera della Principessa di Condé.
Autore di diversi libri erotici, drammi teatrali e saggi filosofici
è considerato un esponente dell'ala estremista del Libertinismo,
nonché dell'Illuminismo più radicale. Il suo nome è all'origine del
termine sadismo, atteggiamento che emerge dai suoi romanzi. Fu
perseguito prima dal regime monarchico, poi dalla Rivoluzione
Francese (a cui aveva aderito) ed infine anche dal governo
napoleonico.
Poco dopo il suo matrimonio iniziò a vivere un'esistenza
scandalosamente libertina e abusò ripetutamente di giovani
prostitute e di domestici di entrambi i sessi, in seguito anche con
l'aiuto della moglie. Ebbe anche una relazione con la sorella della
consorte. Seguì una serie di scandali e imprigionamenti, finché
venne condannato a morte nel 1772, ma l'esecuzione venne sospesa.

Nel 1777 venne imprigionato di nuovo, nei sotterranei del castello
di Vincennes e dopo un tentativo di fuga, de Sade venne trasferito
alla Bastiglia di Parigi. Estremamente obeso, venne anche eletto
alla Convenzione Nazionale, dove rappresentava l'estrema sinistra.
Sconvolto dal Regime del Terrore del 1793, si dimise dai suoi
incarichi, venne accusato di "moderatismo", imprigionato per oltre
un anno e sfuggì a malapena alla ghigliottina. Presumibilmente,
questo episodio confermò la sua avversione di sempre per la tirannia
di stato e in particolar modo della pena di morte.
Ormai ridotto in miseria, nel 1801 Napoleone Bonaparte ordinò
l'arresto dell'anonimo autore di Justine e Juliette. Senza processo,
de Sade venne imprigionato nella dura fortezza di Bicêtre. Dopo
l'intervento della sua famiglia, venne dichiarato pazzo e trasferito
nuovamente nel manicomio di Charenton.
Qui intraprese una relazione con la dodicenne Madeleine Leclerc.
Questa relazione durò per quattro anni, fino a quando de Sade morì,
in manicomio, nel 1814. Suo figlio maggiore fece bruciare tutti i
manoscritti non pubblicati; questi comprendevano anche l'immensa
opera in più volumi Les Journees de Florbelle. De Sade venne sepolto
a Charenton; il suo cranio venne in seguito rimosso dalla bara per
investigazioni scientifiche.

L'INTERVISTA E' A CURA DI ADAMO BENCIVENGA
E REALIZZATA GRAZIE A:
http://iridedilucecoeva.wordpress.com
http://it.wikipedia.org
http://it.wikipedia.org/wiki/Justine
http://it.answers.yahoo.com

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