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Nel 1945 arrivò finalmente l’Oscar con Mildred Pierce
Fu una
gioia immensa. Lo vinsi come migliore attrice impersonando una
sofferta e sensibile donna divorziata alle prese con le sue due
figlie: una muore tragicamente e l'altra dimostra uno spietato
arrivismo. Avevo l’età giusta per quel ruolo tanto da
rappresentare il dolore con toni realistici!
Purtroppo
non partecipai alla premiazione perché fui costretta a letto da
una grave polmonite.
L’avventò della televisione la penalizzò fortemente…
I cinema
cominciavano a svuotarsi. Dopo un periodo alla Warner tornai
alla MGM dove mi esibii nel musical "La maschera e il cuore", in
cui, oltre a recitare e ballare, non faccio per vantarmi,
sfoggiai una silhouette ancora invidiabile.
La maschera tragica di Joan Crawford nascondeva in realtà una
forza di volontà senza pari…
Affrontavo
con coraggio il passare del tempo mantenendo sempre vivo il mio
personaggio.
Nel
1954 fu la volta di "Johnny Guitar" e nel 1962 "Che fine ha
fatto Baby Jane?” diretto magicamente da Robert Aldrich
Nel
primo ero l'audace proprietaria di un saloon nel western,
un'opera insolita che segna una svolta nel genere. Nel secondo
interpretavo un'ex-star del cinema paralitica, vittima delle
angherie della sorella pazza.
Nel 1970,
si ritira dalle scene… Dopo la morte del mio ultimo marito,
Alfred Steele, presi il suo posto nella dirigenza della Pepsi
Cola.
Furono anni
oscuri… Da tempo ero vittima di problemi nervosi e da
dipendenza di alcolici. Le mie continue crisi depressive mi
spinsero a dedicarmi attivamente ad una setta religiosa.
Le luci della
ribalta si sono spente. E’ ora di chiudere il mio blocco note.
Non ci sono più domande da fare ad una donna che ha vissuto da
diva per tutta la vita.
Joan Crawford si ammalò di cancro allo stomaco e morì Il 10 maggio 1977
per arresto cardiaco in completa solitudine nella sua casa di New York.
Nel testamento diseredò la figlia Christine e il figlio Christopher (per
i motivi che loro sanno, scrisse) lasciando ogni sua sostanza alle altre
due figlie, Cindy e Cathy, le famose gemelline.
Il suo corpo riposa nel cimitero di Hartsdale, a New York.
L'anno dopo la sua morte, la figlia adottiva Christine, amareggiata per
esser stata esclusa dal testamento, scrive un inquietante libro
rivelatorio dal titolo "Mammina Cara" (in originale "Mommie Dearest"),
che dà della Crawford un'immagine di donna e di madre poco edificante.
In breve tempo il libro diventa un best-seller, e nel 1981 ne viene
realizzata una trasposizione cinematografica che si avvale della
splendida interpretazione di Faye Dunaway nella parte di Joan Crawford.
Con lei è scomparsa una delle ultime vere stelle di Hollywood.
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