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Nacque così una nuova e più matura Joan Crawford.
Mi
presentavo con le labbra carnose sottolineate pesantemente da
abbondante rossetto. Gli occhi truccati per farli apparire più
grandi e soprattutto la scelta dei ruoli più audaci e passionali
contribuirono in modo significativo alla mia fama.
Il
suo matrimonio non durò molto?
Per
la prima volta vedo nella sua espressione un attimo di
incertezza.
Mi sposai per altre tre volte. Due attori: Franchot Tone e
Philip Terry e con Alfred Steele, dirigente della Pepsi Cola
alla quale prestai più volte il volto per molti spot
pubblicitari.
Quattro mariti e quattro figli…
Ormai diva affermata, trovai il
tempo di dedicarmi alla mia famiglia. Nel tempo adottai:
Christina che chiamavo affettuosamente Mommy Dearest (Mammina
cara), Philip e Cathy e Cindy che per me resteranno per
sempre "le mie gemelline".
Perché cambiò il nome a Philip?
Lo chiamai
Christopher dopo il divorzio da Philip Terry
Nel 1945 arrivò finalmente l’Oscar con Mildred Pierce
Fu una
gioia immensa. Lo vinsi come migliore attrice impersonando una
sofferta e sensibile donna divorziata alle prese con le sue due
figlie: una muore tragicamente e l'altra dimostra uno spietato
arrivismo. Avevo l’età giusta per quel ruolo tanto da
rappresentare il dolore con toni realistici!
Purtroppo
non partecipai alla premiazione perché fui costretta a letto da
una grave polmonite.
L’avventò della televisione la penalizzò fortemente…
I cinema
cominciavano a svuotarsi. Dopo un periodo alla Warner tornai
alla MGM dove mi esibii nel musical "La maschera e il cuore", in
cui, oltre a recitare e ballare, non faccio per vantarmi,
sfoggiai una silhouette ancora invidiabile.
La maschera tragica di Joan Crawford nascondeva in realtà una
forza di volontà senza pari…
Affrontavo
con coraggio il passare del tempo mantenendo sempre vivo il mio
personaggio.
Nel
1954 fu la volta di "Johnny Guitar" e nel 1962 "Che fine ha
fatto Baby Jane?” diretto magicamente da Robert Aldrich
Nel
primo ero l'audace proprietaria di un saloon nel western,
un'opera insolita che segna una svolta nel genere. Nel secondo
interpretavo un'ex-star del cinema paralitica, vittima delle
angherie della sorella pazza.
Nel 1970,
si ritira dalle scene…
Dopo la morte del mio ultimo marito,
Alfred Steele, presi il suo posto nella dirigenza della Pepsi
Cola.
Furono anni
oscuri… Da tempo ero vittima di problemi nervosi e da
dipendenza di alcolici. Le mie continue crisi depressive mi
spinsero a dedicarmi attivamente ad una setta religiosa.
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