Non esistono racconti morali o immorali.  Ci sono solo racconti scritti bene o racconti scritti male. Questo è tutto. Oscar Wilde

 
 

ESCLUSIVA LIBERAEVA

Hester Prynne

La lettera scarlatta

Anno uscita libro: 1850

Non è stato un buon inizio di giornata. Mi attende un’importante intervista e io ho dimenticato l’orologio nel mio piccolo motel appena fuori città.  Sono stanco, il viaggio è stato lungo e stressante, appena sceso dalla nave mi trovo immerso in una Boston del Seicento. Davanti a un portone di quercia massiccia e borchie di ferro è raccolto un capannello di uomini barbuti in abiti tristi.

 
 

Più staccate alcune donne con la cuffia e altre a testa nuda. M’avvicino e senza guardarli negli occhi chiedo di Hester Prynne. Le donne guardano verso la mia direzione senza espressione, come se fossi trasparente.

 
 

 Solo quando mi presento come giornalista, un uomo anziano con un cappello a punta e senza parlare mi indica una casa di legno oltre il cimitero.

 

 

Ebbene sì ho fatto migliaia di chilometri per intervistare la bella Hester. Ripasso a memoria la sua storia: è arrivata in questa Boston puritana del XVII secolo precedendo il marito, un anziano scienziato inglese. La sua disgrazia è stata quella di conoscere il reverendo Arthur, di cui prima si innamora e dopo, credendosi vedova, gli si concede e rimane incinta.

Da questo rapporto nasce una figlia “illegittima” e pertanto viene punita secondo le leggi del tempo, cioè esposta sul palco della gogna e poi costretta a portare per tutta la vita sul petto l'infamante lettera A di adultera. Ciononostante, si rifiuta ostinatamente di rivelare il nome del suo amante. Il marito intanto, dato per morto in un naufragio, giunge giusto in tempo per assistere alla condanna della moglie. Le impone quindi di non rivelare la sua presenza e, sotto il falso nome di Chillingworth, si mette alla ricerca dell'amante. Alla fine scopre che il padre della piccola Pearl è il giovane reverendo Arthur Dimmesdale, che muore stroncato dal rimorso mentre confessa pubblicamente la propria colpa.

 

 

Mi accoglie nell’orto della sua piccola casa di legno sotto una piccolissima veranda umile ed ombreggiata. Pearl, la figlia, gioca poco distante seduta sull’erba.
Bella ed altera mi guarda con aria interrogativa.

“A cosa devo questa visita?”
Mi presento.
“Lei vorrebbe che parlassi della mia storia?” Intanto mi fa cenno di sedermi su una panca.
“La sua fama è arrivata fino in Europa.”
“Avrei preferito non essere famosa.”

“Ma lei, è il simbolo della “donna romantica" che celebra la forza e la purezza dei sentimenti contro le convenzioni sociali.”
“In questa collettività puritana anche l’amore genera il male e ti fa sentire colpevole e sporca. Mi sento come se avessi ceduto ad un’illusione. Tutto qui”

“Lei parla di amore, ma ha tradito suo marito!”
“Io non ho perpetrato alcun tradimento, le notizie su mio marito lo davano morto in un naufragio ed io mi sentivo vedova soprattutto nel cuore.”

“Le pesa quella lettera?” Mi rendo conto di aver fatto una domanda idiota.
Riflette e parla lentamente come per cercare le parole.
“Questa lettera scarlatta non è il segno dell’infedeltà, ma il simbolo di non essermi sottomessa alla legge che ritenevo ingiusta. Anche se è l’iniziale di Adultera, il tribunale me l'ha imposta solo dopo essersi convinto che mai avrei rivelato il nome del padre di mia figlia. Per questo motivo ne vado fiera”

Indica col il dito la lettera cucita sul vestito.
“Il popolo ha creato una leggenda intorno a questa lettera, e va raccontando che questo rosso non è il colore dato dagli uomini alla stoffa, ma dalle fiamme dell'inferno che sarebbero visibili anche di notte illuminando la mia colpa.”

“Aveva sfidato il tribunale con il suo silenzio!”
“Mai avrei confessato quel nome ed ho accettato la condanna decidendo di continuare a vivere in città con mia figlia. ”

“Perché? Non sarebbe stato più comodo fuggire?”
“Mi sento e mi sentivo una predestinata al punto di credere che questa vicenda mi abbia fatto ammettere l'irresistibilità della tentazione esplorando nel contempo il lato notturno della mia mente. Ed ancora oggi ringrazio il Signore per avermi dato la possibilità di riscatto, della liberazione attraverso il dolore.”

“Andiamo con ordine. Cosa l’ha trasportata nelle braccia del suo amante Artur Dimmmesdale.”
“L'amore.” Risponde decisa quasi senza pensarci poi si interrompe un attimo e riprende quasi sottovoce.
“Ma poi è subentrata la passione, quella segreta e complice che in quanto tale è colpevole e va condannata. E da qui slanci e rimorsi, trepidazione e paura, felicità intime vissute come colpe, la soglia stessa dell’inferno.

 

  



 Credeva con tutta se stessa in quel legame, vero?
Il mondo si ostinava a non voler riconoscere, ma ero convinta che il giorno del giudizio universale ci avrebbe visti uniti davanti al tribunale di Dio come davanti a un altare, perché poi, condannati o assolti, facessimo insieme il nostro cammino nell'eternità.”

“Possiamo quindi ammettere che la passione ha sconfitto la ragione dell’amore?”
“Guardi, noi abbiamo lottato invano, ma la notizia falsa della morte di mio marito Roger ci ha fatto sentire più liberi e in grado di affrontare ogni tipo di moralismo. Solo in quel momento abbiamo ceduto alla passione.”

“Quando fu imprigionata?”
“Quando il mio stato di gravidanza era piuttosto evidente.”

“Cosa pensava in quelle tre ore sul palco della gogna sotto lo sguardo severo dei giudici, ciascuno col suo cappello a punta e il mantello nero?”
“Avevo solo paura di essere uccisa. Ma i sacerdoti e i notabili sono stati benevoli con me, forse perché di mio marito non si avevano notizie.”

“Mi parli di suo marito.”
“Come le ho detto lo credevo morto, ma prima di essere definitivamente scarcerata, ho ricevuto la sua visita. Sapeva tutto.”

 



“Suo marito si rendeva conto che la sua vecchiezza e la sua bruttezza non potevano tenere legato a sé un tale splendore di donna?”
“Grazie, troppo buono!”
Chiude gli occhi per digerire il complimento.
“Si preoccupava di mantenere il segreto della sua vera identità perché intendeva vivere a Boston. Di Pearl e della sottoscritta non gli interessava più nulla. Del resto noi eravamo segnate dalla colpa.”

“Però le ha fatto richieste precise.”
“Gli interessava solo conoscere il nome del padre della piccola. Naturalmente dalla mia bocca non è uscito nessun nome.”

“Arrivò tuttavia ad intuire la verità riuscendo a scoprire il suo amante, il giovane pastore Artur.”
“Artur era un’anima generosa, pieno di cultura e disponibilità. Sicuramente differente da tutti gli altri uomini. In quel momento però era in preda a tormenti indicibili. Mi amava, ma si sentiva colpevole per avermi lasciata sola agli occhi del mondo ed anche frustato dal desiderio di espiare e confessare il suo segreto all’intera comunità.”

“Lei fece un ultimo tentativo proponendogli una nuova vita.”
“Ma era troppo tardi: Artur aveva riservato a sé solo la forza necessaria a confessare davanti a tutti il delirio del rimorso per aver trasgredito. Il suo animo non resse a quel peso finendo per morire.”

“Ed ora?”
“Nel corso di questi anni la lettera che indosso ha smesso di essere un marchio che suscita disprezzo ed è finito per diventare un segno da guardare con riverenza…La gente che passa da questa parti esprime taciturna ogni tipo di benevolenza nei riguardi di chi ha conosciuto grandi sofferenze”.

 



Non riesco ad immaginare un essere umano che vada orgoglioso della propria sofferenza.
La guardo. I suoi occhi sono velati di una patina che somiglia a rimpianto. Non lo ammetterà mai, ma la tragica fine di Arthur è più viva della condanna e del disprezzo ricevuto da un’intera comunità.
Si volta verso la figlia per nascondere il suo stato d’animo.
Per pudore chiudo i miei appunti e la saluto.

 


 

 

 

L'INTERVISTA E' A CURA DI ADAMO BENCIVENGA
E REALIZZATA GRAZIE A:
http://cinema.castlerock.it/       http://guide.supereva.it/    web.genie.it     www.repubblica.it    
www.historical-costumes.net    www.tempimoderni.com    www.djfl.de/entertainment/   
www.bloopers.it/    http://en.wikipedia.org   www.mymovies.it

 

 

 

 

 
 
     
 
 

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