Lei arriva, incedendo
lentamente, con una grazia estrema che si palesa in ogni
movimento. La sua bellezza sembra collocarsi fuori dal tempo, in
una dimensione eterna. Non saprei dire quale sia il suo stato
d’animo… Sembra serena, eppure un velo di tristezza le adombra
il viso. E’ una tristezza appena percettibile ed allo stesso
tempo straordinariamente intensa.
Mi saluta in modo formale, come si conviene ad una Principessa,
e rimane in silenzio fino a quando io formulo la mia prima
domanda:
Principessa, la ringrazio per avermi concesso il
privilegio di intervistarla, vorrei che mi parlasse della sua
infanzia e di quelli che erano i suoi sogni…
Ho trascorso un’ infanzia serena, sono cresciuta con i miei
genitori ed i miei tre fratelli in una bella casa di
Philadelphia. Fin da piccola avevo grandi sogni e grandi
ambizioni che divenivano sempre più grandi man mano che
crescevo. La mia vera vocazione è sempre stata una soltanto:
fare l’attrice.
La sua famiglia appoggiò questo desiderio di divenire un’
attrice?
No, l’idea che io diventassi un’ attrice non li rendeva affatto
felici e, almeno inizialmente, tentarono di ostacolare queste
mie ambizioni. Io però sono una persona risoluta e combattiva,
così ho seguito le mie inclinazioni con tutta la determinazione
della quale sono capace.
Quale peso ha avuto la sua
straordinaria bellezza lungo la strada verso il successo?
E’ stata la bellezza a spalancarmi le porte del successo, ma l’
intelligenza ed il talento mi hanno permesso di mantenerlo.
Come arrivò il successo? Giunse in modo inaspettato?
Arrivò all’improvviso con il mio debutto cinematografico nel
1951, quando avevo soltanto ventidue anni. Ottenni infatti una
piccola parte nel film drammatico La 14esima ora del regista
Henry Hataway. Così iniziò la mia carriera cinematografica. L’
anno successivo fu mio il ruolo di Amy Kane, la moglie dello
sceriffo interpretato da Gary Cooper in Mezzogiorno di fuoco. Il
film ebbe un enorme successo ed ottenne ben quattro premi Oscar.
Con quale film divenne un’ attrice di fama internazionale?
Il successo internazionale arrivò con la pellicola Mogambo di
John Ford, una storia drammatica ambientata nella giungla del
Congo ed incentrata sul triangolo amoroso fra Clarke Gable, Ava
Gardner e me. Ho amato molto questo film, con esso ho ottenuto
una nomination agli Oscar come miglior attrice protagonista.
E poi arrivò Alfred Hitchcock…
Fu lui a valorizzare appieno il mio talento, catturando la
gelida sensualità che mi è sempre appartenuta. Lui sosteneva che
dal mio viso angelico trasparisse una velata promessa di ardente
erotismo. Folgorato dalla mia presenza scenica il Maestro del
Brivido coniò per me l' ossimoro “Ghiaccio Bollente”
sottolineando così la straordinaria carica di sensualità emanata
dalla mia immagine sullo schermo. Egli mi fece entrare
nell’immaginario collettivo con film di enorme successo quali Il
delitto perfetto, La finestra sul cortile e Caccia al ladro.
Com’ era il vostro rapporto
sul piano personale?
Ci univa un' istintiva simpatia e lo stesso senso dell'
umorismo: non siamo stati solo compagni di lavoro, ma anche
ottimi amici.
Qual è il film che ricorda con maggior emozione?
Il melodramma sentimentale La ragazza di campagna del regista
George Seaton mi ha regalato l’indimenticabile emozione di
ricevere l’Oscar come migliore attrice protagonista.
Fa una pausa, poi aggiunge...
…Ma fu il film Caccia al ladro che cambiò il mio Destino…
Adesso non sembra più gelida
ed impenetrabile, la voce è leggermente velata dall’emozione
mentre ricorda l’incontro che le cambiò la vita. |