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Ma le fortune dei Farnesi non dipenderanno dagli Orsini…
Io e la mia famiglia dobbiamo tutto a Rodrigo Borgia.
Si dice che suo marito non avesse un bellissimo aspetto.
Era soprannominato Monuculus Orsinus perché orbo di un occhio. Ride
ancora. Era troppo alto di statura e magro e poi era affetto da una
devastante forunculosi, che deturpava il suo viso. Non lo amavo anzi in
alcuni momenti lo detestavo.
E Rodrigo Borgia?
Il futuro papa era un uomo molto incline alla bellezza femminile e
all'epoca del mio matrimonio aveva già avuto quattro figli dalla sua amante
Vannozza Cattanei, oltre a quelli avuti da donne rimaste sconosciute.
Lei non ancora quindicenne, lui sessanta, fu così offerta su un piatto
d'argento…
Essì tutti alle mie spalle si riproponevano grandi benefici. Mi sentivo
una perla delicata e preziosa aggiunta alla sua già ricca collezione.
L'incontro con lei fu una vera folgorazione per il cardinale?
Era passati solo pochi mesi dal mio matrimonio quando divenni a tutti
gli effetti la nuova amante riconosciuta di Rodrigo. Era completamente
accecato dalla passione ed io ne ero orgogliosa.
Pensi che per assicurarsi la mia vicinanza volle che io e mio marito ci
trasferissimo nel palazzo di Santa Maria in Portico, che poi era la
residenza di Adriana de Mila, sua cugina e madre di Orsino.
Ma qualche storico racconta che lei era già diventata l’amante del papa
un anno prima del matrimonio?
Rodrigo aveva già colto le mie primizie, ma al tempo era ancora legato a
Vannozza.
Fu proprio Adriana, sua suocera, la principale sostenitrice della
relazione con il cardinale.
Adriana era consapevole che tramite la nostra relazione avrebbe ottenuto
molti privilegi.
A fare le spese della tresca amorosa era unicamente suo marito.
Orsino era costretto a recitare il ruolo scomodo del marito
accondiscendente. Ben presto si ritirò nel castello di Bassanello,
accompagnato dalla satira popolare che lo chiamava il Marito della Sposa di
Cristo. Ma negli anni seguenti anche lui riceverà la sua giusta ricompensa.
Suo fratello Alessandro accusò sua madre di aver favorito la relazione
tra lei e Rodrigo Borgia.
Non solo, la fece addirittura imprigionare! Ma anche lui fu in seguito
premiato con la nomina a cardinale in cambio del suo silenzio.
Nella casa di Santa Maria in Portico abitava anche Lucrezia Borgia?
Fra noi nacque un legame profondo, affascinate soprattutto dalla
diversità delle nostre origini: io ero cresciuta in campagna, educata in
maniera semplice e frugale, mentre Lucrezia era figlia della Roma di quegli
anni, scaltra e inserita negli ambienti della nobiltà e della gerarchia
ecclesiastica.
La luce arancione del tramonto di Roma le indora la pelle del viso, un
vento sottile che si è alzato leggero le smuove delicatamente i capelli.
Devo dire che sono attratta dal suo fascino e proseguo con difficoltà. Mi
sembra quasi di farle violenza.
Nel 1492 lei diede alla luce la sua unica figlia. Posso domandarle di chi
era figlia?
Sinceramente all’inizio anch’io ho avuto qualche dubbio, subito fugato
per la spiccata somiglianza della neonata con Rodrigo Laura, comunque, fu
presentata ufficialmente come figlia legittima di mio marito, e ne divenne
unica erede.
L'11 agosto dello stesso anno, a sessantun anni, Rodrigo Borgia venne
innalzato al trono di San Pietro, diventando papa col nome di Alessandro VI.
La nomina non mutò minimamente il suo amore per me, continuai ad essere la
sua preferita e la benvenuta fra le sue braccia. Era emozionante essere
passata da amante del cardinale a concubina ufficiale del papa.
Con la nomina a papa, la sua famiglia ebbe la giusta ricompensa.
Eh sì, l'anno successivo alla sua elezione, Rodrigo nominò cardinale mio
fratello Alessandro, appena venticinquenne. Anche mio marito Orsino fu
destinatario di una generosa elargizione da parte del papa, che nel 1494 gli
fece dono del feudo di Carbognano.
Per un certo periodo lei divenne dama d’onore di Lucrezia.
Capitò durante il soggiorno a Pesaro che si protrasse per alcuni mesi.
Ma Rodrigo mi reclamava con forza a Roma, era troppo innamorato di me, e
come tutti gli innamorati mi scriveva lettere d’amore e d’odio. Ma io invece
di ritornare a Roma mi recai a Capodimonte, nel feudo di famiglia, a fare
visita a mio fratello Angelo, gravemente malato.
Fu minacciata di scomunica da parte del papa!
Ripeto, Rodrigo era pazzo d’amore e di passione, mi scrisse parole
durissime senza rendersi conto che ero davvero in pena per mio fratello.
Dopo la morte di suo fratello, lei tornò a Roma.
Lo ricordo come se fosse oggi. Trascorsi la più bella notte della mia
vita in Vaticano, immediatamente perdonata per la mia insolenza
dall'amorevole pontefice. Ma purtroppo fu l’ultima notte di felicità. In
seguito morirono sia mio marito che Rodrigo ed io mi ritirai a Bassanello.
Come ci si sente essere stata l’amante di uno dei papi più corrotti della
storia della Chiesa: nepotismo, lussuria, simonia, omicidio e incesto…
Quella che doveva essere una semplice storia di letto e d’interesse si
trasformò imprevedibilmente in una stupenda passione devastante. E la fiamma
brillò più a lungo di quanto si potesse immaginare, alimentata da un
desiderio accecante e da una gelosia morbosa da parte di Rodrigo..
Un uomo innamorato talvolta si rende patetico….
Già, il feroce, risoluto, spregiudicato Rodrigo Borgia, nelle mie
braccia era un agnellino… "Julia ingrata et perfida" mi scrisse quando,
accecato dalla gelosia, mi reclamava a Roma.
Le sue dame di corte riferivano che era solita dormire in lenzuola di
seta nera.
Anche questo sapete? Ride! E’ vero, mi piaceva esaltare la mia carne
pallida ed infiammare così il mio amato.
Parlavano anche di miscela esplosiva di freschezza, garbo e seduzione in
un corpo di madreperla.
Mia cara lei è donna come me…. La bellezza è una merce pregiata
necessaria per inebriare gli ammiratori, soprattutto quando non teme
confronti e i suoi estimatori sono ricchi e potenti. Un valore che va ben
amministrato per trarne il massimo profitto.
Naturalmente con il bene placido di sua madre e sua suocera.
Pensarono bene che un simile tesoro non poteva appassire tra le mura di
un castello e nell'intimità di un matrimonio virtuoso.
Dopo il breve pontificato di Pio III, che morì ad un mese dall'elezione,
il conclave elesse papa Giuliano della Rovere, che assunse il nome di Giulio
II.
Avevo ormai trent’anni e tornai a Roma, ma questa volta per dare un
futuro a mia figlia Laura. Compresi bene l'opportunità di un matrimonio con
la famiglia Della Rovere. Le trattative andarono a buon fine, tanto che il
15 novembre del 1505 mia figlia allora tredicenne sposò Niccolò della
Rovere, figlio di una sorella del pontefice.
Ma per lei il tempo degli amori non era finito……
Dopo i primi anni di vedovanza mi riaffacciai al mondo e nel 1506 sposai
Giovanni Capece di Bozzuto, esponente della piccola nobiltà napoletana.
Nello stesso anno lei assunse il governo di Carbognano, il feudo che
Alessandro VI aveva donato ad Orsino.
Fu un’esperienza affascinante, presi dimora nel castello della cittadina
e riuscii a farmi ben volere dal popolo. Trasformai la vecchia rocca in un
castello vero e proprio e mi dedicai al commercio di legname,
all’allevamento di maiali. In mio onore anni dopo fu inciso il mio nome sul
portale.
Sa che lei suscita ancora tanto interesse? In questi ultimi anni sono
usciti ben due libri dedicati interamente a lei…
Li ho letti. Mi descrivono straordinariamente bella. Di una bellezza che
incantava gli uomini ed era oggetto di invidia e gelosia da parte delle
donne. Ma in realtà credo che questa esaltazione della mia bellezza derivi
unicamente dal fatto che per un destino bizzarro i miei ritratti sono andati
tutti persi ed a voi è giunto solo l’eco del mio fascino.
Bizzarro destino o opera di suo fratello?
Beh in effetti Alessandro vedeva la mia fama come un ostacolo sulla
strada delle sue ambizioni personali per cui è plausibile che dopo la mia
morte fece distruggere tutti i miei ritratti.
Nell'ottobre del 1517, restò vedova per la seconda volta.
Ma rimasi a Carbognano fino al 1522, quando rientrai a Roma.
Il 23 marzo del 1524, nel grande palazzo del cardinale Alessandro, Giulia
Farnese morì per cause sconosciute all'età di 50 anni, come ci ricorda una
brevissima nota che l’Ambasciatore del Veneto a Roma, Marco Foscari, inviò
al suo governo il 23 marzo 1524: “La sorella del Cardinale Farnese, madonna
Julia... è morta”
Dieci anni dopo, suo fratello ascese al trono di San Pietro col nome di
Paolo III. Quanto alla figlia Laura, dal matrimonio con Niccolò della Rovere
ebbe tre figli, che ereditarono i possedimenti derivati loro da Orsino. Una
di questi, Elena, andò in sposa a Stefano Colonna, dei principi di
Palestrina, che acquisirono la proprietà nel 1577.
Della bellezza leggendaria di Giulia Farnese, di cui tanto si parlò ai suoi
tempi e di cui ancora oggi si scrive, sono conservate alcune testimonianze,
tra le quali uno dei personaggi che compaiono ne La trasfigurazione di
Raffaello: il grande artista urbinate avrebbe impresso in quella figura, ad
eterna e imperitura memoria, le mirabili fattezze di Giulia la Bella.
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