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“Dio predica
la non violenza, ma non ho mai sopportato le bestemmie, sarà
colpa del comandante, ne tirava fuori una ogni mezz’ora ad
Orleans. Mi segua e mi dia del tu, piacere, Johanne”
Poco più di
150 cm di altezza, dimostra si e no 14 anni nonostante i suoi 19
compiuti, vestiti semplici e sporchi di terra, un sorriso
splendente e un bastone con cui mi ha appena stesa 2 volte, è
lei, Giovanna D’Arco. Immagino Carlo VII metterla a capo di una
armata e mi convinco definitivamente che deve aver visto anche
lui S.Michele Arcangelo in persona per farlo. E’ una bambina
dalla corporatura esile, la pelle chiara risalta nell’oscurità
del crepuscolo e occhi grandi e attenti scrutano la strada fino
all’arrivo nella sua casa, piccola e modestamente arredata,
riscaldata da un debole fuoco. Qui è cresciuta Giovanna D’Arco e
ora siede di fronte a me, rosicchiando un tozzo di pane
raffermo. Prima domanda.
Johanne,
scusa la mia sincerità, ma è incredibile pensare che una giovane
donna come te abbia messo in ginocchio il re d’Inghilterra nel
suo momento più aureo dell’invasione in Francia. “Se lo
dicono i libri di storia sarà vero…no?”
Mi inchioda
con gli occhi. “Se ha domande più serie da farmi possiamo
procedere e spero, scusi la mia di sincerità, di non avere un
prototipo di essere moderno che misuri la forza in base
all’altezza, i muscoli e l’avvenenza.”
Aggressiva.
Raccolgo le forze a vado avanti.
(CONTINUA)
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