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Come è iniziato il tuo viaggio
nella storia? Quando capisti di essere tu la “Vergine di
Lorena”?
All’epoca dei miei 13 anni sentii una voce mandatami da Dio
per guidare le mie azioni. La prima volta ho avuto molto paura.
La voce si fece sentire a mezzogiorno, d’estate, nel giardino di
mio padre. Veniva da destra…quasi sempre c’era anche un bagliore
molto forte. Dopo averla ascoltata 3 volte capii che era la voce
di un angelo. Mi diceva di comportarmi bene, di andare in
Chiesa. Due o tre volte ogni settimana mi diceva che dovevo
partire, di venire in Francia e liberare Orleans assediata.
La tua fede era già salda prima di questi eventi?
Ero una bambina molto religiosa, andavo tutti i giorni in
Chiesa a confessarmi e portavo a pascolare le pecore sulle coste
della Mosa…ero timida, non giocavo molto, mia sorella era la mia
unica amica.
Trattiene le lacrime, sua sorella maggiore morì a 18 anni
durante un attacco inglese al suo villaggio, Giovanna vide il
fatto, impotente e nascosta, troppo piccola per fare qualcosa.
I non credenti giustificano il tuo fervore nella vendetta
contro gli inglesi con la morte di tua sorella, arrivando a
conclusioni quali la psicosi.
Si alza e stringe il rosario che tiene in grembo.
“Che Dio perdoni queste persone, perché incapaci di vedere
col cuore; il dolore non rende vendicativi i puri di cuore, li
apre anzi verso qualcosa di più grande e aprì me verso Dio. Solo
i deboli, incapaci di affrontare la sofferenza, si rifugiano nel
male e nella vendetta”
Tu eri una semplice contadina, priva di titoli e mezzi, non
conoscevi nessuno che potesse condurti dal re, il re stesso ti
era sconosciuto…a queste condizioni era pressoché impossibile
ottenere una udienza.
La voce mi diceva di trovare Robert De Baudricourt a
Vacouleurs, il capitano della piazza, perché mi desse degli
uomini per accompagnarmi dal re a Chinon. Risposi che ero una
ragazza, che non sapevo andare a cavallo, né a fare guerra. Poi
dissi a mio zio che dovevo andare a Vacouleurs e mi ci
accompagnò. Riconobbi Robert De Baudricourt pur non avendolo mai
visto in vita mia.Baudricourt,dopo avermi mandata via due volte,
alla terza mi diede uno scudiero e 4 uomini d’arme. Ci dirigemmo
verso la corte del Delfino, a Chinon.
Ma chi era “la voce”?
S.Michele Arcangelo, me lo disse lui stesso.
Il re ti diede l’esercito fomentato dalla leggenda della
Vergine di Lorena che avrebbe salvato la Francia dai suoi
nemici…
Il re non era uno stupido, la prima volta che mi vide mi
diede la possibilità di parlare perché sventai un inganno da lui
pensato per verificare le mie effettive capacità. Mise sul trono
il suo migliore arciere, Jean D’Aulon, presentandolo come futuro
re, ma la voce mi disse che non era lui il re e mi indicò il
vero re, che io non avevo mai visto,in mezzo a quelle persone.
Appena lo vidi mi salirono i brividi e lo abbracciai forte, gli
dissi che avrei fatto guerra agli inglesi.
A quel punto i brividi li avevo pure io.
Come lo convincesti? Cosa gli dicesti?
Porto notizie dal nostro Dio. Il Signore vi renderà il
vostro Regno, sarete incoronato a Reims e scaccerete i nostri
nemici. In questo sono la messaggera di Dio; concedetemi la
possibilità e organizzerò l’assedio a Orleans…ma ovviamente non
mi credette…seguirono strenuanti interrogatori e delle matrone
verificarono la mia verginità a Poitiers, nel marzo del 1429.
E…
Nessuno mi avrebbe creduto, neanche se avessi sollevato
l’altare di Reims con un dito, anzi, in quel caso mi avrebbero
accusata di stregoneria e bruciata il giorno dopo.
Ero senza parole, ricordavo con precisione dalla storia che
lei convinse tutti con le sue argomentazioni, ma vedendola di
persona, ora, ero perfettamente cosciente che non sarebbe stato
sufficiente.
La storia scritta non ne parla, lo so, ma fu un angelo di Dio
che portò il segno al re: S.Michele. I miei esaminatori smisero
di tormentarmi quando lo videro, più di 300 persone videro il
segno. L’angelo disse al Delfino di lasciarmi compiere la mia
missione e diede la corona all’arcivescovo di Reims, il quale la
consegnò al re. La corona era d’oro fino, non saprei dirne il
valore, talmente bella e preziosa da non potere essere creata da
mano umana. Tutto questo accadde dopo Pasqua.
Non temevi gli inglesi?
No, ero felice, volevo solo spaccar loro la faccia quanto
prima possibile (Dio mi perdoni).
Imparasti velocemente l’arte della guerra e convincesti
l’esercito a seguirti…
E vincemmo a Orleans. Gli inglesi all’inizio delle battaglie
mi credevano una strega mandata dall’inferno. Una freccia mi
colpì vicino al cuore e i nemici mi credettero morta, ma si
zittirono quando mi alzai all’alba per soffocare le loro
bestemmie, col mio stendardo bianco,completamente guarita. Nelle
battaglie successive avemmo la meglio; quindi mandai una lettera
al re d’Inghilterra invitandolo a ritirarsi o avrebbe visto la
sua morte in quel campo. L’esercito inglese si ritirò e Orleans
fu libera.
L’esercito inglese scacciato da una lettera dettata da una
contadina analfabeta. Eppure fu così, se ne andò.
Un miracolo. Il miracolo fu vedere incoronato Re Carlo VII nella
cattedrale di Reims, il 7 luglio 1429; ricordo i profumi, gli
applausi. La gioia, il re raggiante, la Francia, splendida.
Susseguirono tue battaglie accompagnata da un esercito fedele
e tenace, parliamo di questi episodi.
No, non mi piacque tutto il sangue che vidi. Tanto, troppo.
L’uomo sa essere una bestia. Preferisco non ricordarle.
Perché continuasti a lottare nonostante la tua missione fosse
terminata, dopo l’incoronazione di re Carlo?
Sbagliai. Ero un essere umano giovane, ero diventata
inarrestabile, accecata dalla vittoria d’Orleans feci il passo
più lungo della gamba, battaglie su battaglie senza che il re mi
rifornisse.
Mai un attimo di paura?
Temevo solo il tradimento e non si fece aspettare. A
Compiegne fui catturata durante una battaglia dai Borgognoni che
successivamente mi vendettero per 10.000 scudi d’oro al migliore
offerente tra Francia e Inghilterra. Re Carlo non mosse un dito
in mia difesa, ero diventata una minaccia per lui con la mia
fama crescente e l’Inghilterra mi comprò, facendo di me carne da
macello.
Hai perdonato re Carlo?
Ho impiegato un po’, ma se così non fosse, non sarei ciò che
sono ora.
E la Chiesa?
Errare è umano e ai tempi il potere temporale e quello
spirituale erano purtroppo molto legati. La mia morte fu una
mossa politica, la Chiesa ha già chiesto perdono per molti dei
suoi errori e hanno proceduto alla mia beatificazione.
Come affrontò una ragazzina di 18 anni il tribunale
dell’Inquisizione, 19 controinterrogatori in 14 mesi e le
torture che li accompagnarono?
Come affrontai un esercito di migliaia di inglesi inferociti,
così mi posi davanti a quei musi lunghi dalla lunghe vesti scure
e le loro domande tendenziose.
Un ricordo particolare del processo…
Lo svenimento di Cauchon (vescovo di Beauvais) quando
sorridendo gli ricordai di stare attento a giudicarmi, in quanto
anche lui un giorno sarebbe stato giudicato. Un momento di
soddisfazione in mezzo a tanto caos. Non ne azzeccavano una. Non
mi convinsero a rinnegare la missione affidatami da Dio; ma in
cuor mio confidavo ancora nel re di Francia,nel caso in cui mi
avessero accusata e condannata per stregoneria.
Quando ti rendesti conto che Carlo VII ti aveva abbandonata?
Quando accesero i ceppi ai miei piedi il 30 maggio 1431, per
bruciarmi nella piazza del mercato di Rouen.
La guardavo e mi chiedevo come potesse esserci tanta forza in
quel piccolo e giovanissimo corpo. La mia mente era svuotata.
Nulla.
Io non so leggere, né scrivere, non conosco l’arte del parlare e
non brillo di intelletto. Sono magra e non ho molta forza
fisica; tuttavia ho affrontato 14 mesi un tribunale che avrebbe
sentenziato anche in un solo giorno, sopportato torture che lei
non può neanche immaginare e sconfitto uno degli eserciti più
potenti del mondo. Sono un’eroina? Una grande? Sono forte? Sono
un gigante? Sono una Santa? Una guerriera? Lo vede anche lei che
non è così. Ho solo un grande cuore e Dio attraverso di esso ha
compiuto un’opera immensa, risollevando le sorti della Francia e
cambiando la storia…ma oggi ve ne state dimenticando. Da voi,
una contadina analfabeta, bassa e maldestra, neanche troppo
intelligente o furba, sarebbe solo derisa e non considerata , ma
Dio 500 anni fa la trovò talmente bella da renderla immortale
nei secoli. Cos’avevo? Cuore, coraggio… ma soprattutto Fede.
Abbiateli anche voi oggi e cambierete la storia, esattamente
come feci io secoli fa.
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