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Solo
adesso dopo 46 anni di prigionia in questo castello riesco a
vedere chiaramente quello che a 20 anni non riuscivo neanche ad
immaginare. Il mio Filippo è stato manovrato, era anche lui
molto giovane e la sete di potere di suo padre e dei suoi
consiglieri lo portarono sempre più lontano da me.
Mi permetta maestà, le diverse scappatelle che suo marito si
concedeva avvenivano alla luce del sole senza alcun rispetto per
la sua persona. Lei come reagiva?
Il mio amore per lui divenne ossessione. Il mio umore cambiava
così repentinamente ogni volta che il sospetto si insinuava tra
le pieghe dei miei pensieri. Il solo non essergli accanto o non
aver ricevuto un sorriso poteva scaturire delle vere scenate di
pura follia da parte mia.
Lei parla di follia d'amore che fu facilmente scambiata per
pazzia così da renderla innocua e succube delle malvagità dei
suoi nemici e parenti. Non si accorgeva che le sue reazioni a
volte sicuramente anche provocate non facevano altro che
avallare l'ipotesi della sua pazzia?
Purtroppo la mia fragilità, retaggio anche della mia educazione
così rigida, ma soprattutto la mancanza di amore vero, mi portò
sempre più lontano. Quando Filippo decise di tornare in patria,
lasciandomi sola e con un figlio in attesa fu un duro colpo per
me. Poco tempo dopo morì mia madre Isabella, e la mia mente
vacillò a tal punto che quando morì anche Filippo caddi in un
pozzo nero che ingoiò definitivamente quello che era rimasto del
mio essere persona. Il mio unico pensiero fu quello di tenerlo
sempre con me e trovai l'unico modo possibile facendolo mettere
in una bara dopo averlo fatto imbalsamare. Così era facilmente
trasportabile ovunque io dovessi andare.
Lei divenne finalmente Regina di Castiglia.
A solo ventisei anni ero vedova e madre di sei figli, ma non
vidi la corona perché mio padre, soprattutto per avidità di
potere, mi fece rinchiudere in questo castello.
Perché ha accettato senza neanche provare alcuna opposizione la
sua reclusione e soprattutto che le togliessero corona e figli?
Il suo corpo malridotto da anni da torture anche fisiche la
fanno apparire piccola ed indifesa, ma il solo parlare di
Filippo riaccende in quegli occhi neri la brace viva dell’amore.
La mia vita era Filippo io ero Filippo, con lui sono morta anche
io! Non mi importava quello che mi facevano non ho mai pensato
al potere non mi interessava. I miei figli... quelli sì! Ho
sofferto le fiamme dell’anima per la separazione, ma in cuor mio
sapevo che avrebbero vissuto meglio lontani da me e dal mio
dolore.
Se avesse un'altra occasione e potesse vivere nuovamente, cosa
cambierebbe della sua vita?
Lei è molto giovane i sogni alla vostra età sono la carica della
vita. Ebbene, non cambierei nulla perché, comunque sia, quella
donna ero e sono io e il dolore che porto dentro è stato solo
una conseguenza del mio grande amore unico, che, ne sono certa,
non è alla portata di qualsiasi donna. La mia follia d'amore mi
ha reso più viva di quanto lo sarei stata in una vita senza
passione…….
Mi fa cenno d’alzarmi, la vedo stanca ed assorta, l’intervista è
finita.
Passando di nuovo lungo quel corridoio rivedo tutti i suoi
ritratti. Mi colpisce l'unico in cui la vedo sorridere: Giovanna
poco più che adolescente, il giorno delle sue nozze con il suo
bellissimo abito scollato.
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