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“Onorata mi inchino di nuovo alla sua maestà e la prego con
reverenza di iniziare l'intervista.”
Mi fa
cenno di mettermi comoda.
“Maestà quanto ha inciso la figura di sua madre nella sua
formazione ma soprattutto nella sua vita?”
“Mia madre Isabella di Castiglia con la sua Santa Inquisizione e
le sue crociate, ma soprattutto con il suo carattere duro e
bigotto, ha influito negativamente sulla mia anima. Sin da
piccola ero costretta a privarmi di qualsiasi gioco o ''pensiero''
che non rientrasse nella stretta educazione dei miei precettori.
Nonostante io fossi di carattere brillante dovevo sempre
moderarmi anche nell'esprimere le mie capacità intellettive così
da essere sempre in sintonia con il volere di mia madre che mi
voleva remissiva e devota.”
“Quindi il matrimonio con Filippo il bello deve essere stato per
lei una vera liberazione?”
“Certo, mi ha permesso di fuggire da quelle braccia materne che
non stringevano per amore ma per calcolo e potere. Con
entusiasmo mi sono catapultata nelle braccia più dolci e focose
che potessi sperare. Con Filippo i primi anni furono
meravigliosi, era un bellissimo uomo, ma soprattutto un amante
appagante; feste, abiti scollati tutto quello di cui ero stata
privata.”
“Ma non durò molto, vero?”
“Gli intrighi di corte ebbero la meglio sull'amore, la passione
del mio Filippo piano piano affievolì e per me iniziò un secondo
tormento.”
Allibita
la guardo, è strano per me vedere una regina che abbassa gli
occhi per pudore.
(CONTINUA) |