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IN ESCLUSIVA PER LIBERAEVA

  LE INTERVISTE IMPOSSIBILI 

Francesca da Rimini

Una passione travolgente

DI FRANCESCA PANZACCHI
 

“Siamo stati una vita, e degna cosa
è che noi siamo una morte”

(Gabriele D’Annunzio, Francesca da Rimini, atto V)

 
 
 
     
 
 
 

Figlia di Guido da Polenta, signore di Ravenna, Francesca andò sposa poco dopo il 1275 a Gianciotto Malatesta, signore di Rimini, zoppo e deforme, da cui ebbe una figlia.

Si narra che egli, impegnato a combattere, decise di sposare per procura la giovane Francesca, inviando al suo posto il fratello Paolo. Un equivoco portò la fanciulla a pensare che Paolo fosse il suo futuro sposo, innamorandosene a prima vista.

 
 

 
     
 
 
 

Paolo e Francesca non poterono sottrarsi alla passione che li univa, ma il marito sorprese i due amanti e li uccise, eternandoli nella storia dell’amore.

Francesca ha uno sguardo infinitamente triste, i capelli lunghissimi e sciolti, le mani tremanti.

Rimane ancora qualche istante in un composto silenzio, ma i suoi occhi grandi ed espressivi non sanno tacere il desiderio di raccontare la propria tragedia.

Raccolgo il muto invito di quegli occhi così fondi e penetranti e, dopo un cenno di saluto le pongo la prima domanda…

 

 
     
 
 

 

     
 

 

 

 

 

 

Francesca… come è nato l’amore per Paolo? E’ nato quando i nostri occhi si sono incontrati per la prima volta… All’istante ho compreso che io appartenevo a lui soltanto…

Ed hai avuto paura dei tuoi sentimenti? Mi sono sentita perduta.

Inizialmente hai cercato di resistere? Ho racchiuso il mio amore per Paolo nelle stanze più remote del mio cuore… L’ho soffocato, ignorato, rinnegato… Ma alla fine sono stata vinta dalla passione…

Sospira mentre gli occhi si fanno lucidi, poi riprende a narrare con voce un po’ tremante mentre io, per nulla indifferente al suo dolore, la incoraggio…

Ti prego continua… Un giorno stavamo leggendo per passatempo dell'amore di Lancillotto. Eravamo soli e non sospettavamo niente. Più volte quella lettura ci spinse a guardarci e ci fece sbiancare... Ma fu in un punto preciso che vinse la nostra volontà: quando leggemmo del bacio tra Lancillotto e Ginevra, Paolo, che da me non verrà mai diviso, la bocca mi baciò tutto tremante. Galeotto fu il libro e chi lo scrisse: quel giorno non andammo più avanti nella lettura…

E’ triste Francesca ricordando i momenti felici con il suo amante, ma è una tristezza dolce, velata di nostalgia.

Hai sposato tuo marito per procura, senza conoscerlo, o meglio senza averlo mai veduto… E’ stato mio padre, Guido da Polenta, signore di Ravenna, ad ordinare le mie nozze con Gianciotto.

Dunque non hai avuto scelta… Nessuna scelta. E so di essere stata ingannata dal mio stesso sangue…

Vuoi raccontarmi cosa accadde veramente? Paolo chiese la mia mano ma in nome di suo fratello. Mi fu invece fatto credere che sarebbe stato lui il mio futuro sposo.

Tu quindi sostieni che l’equivoco non fu chiarito di proposito? Sì, ed ho la certezza di ciò che sostengo. L’equivoco fu alimentato di proposito facendo così in modo che io non venissi a conoscenza delle sembianze deformi del mio vero promesso sposo.

E quando hai compreso di essere stata ingannata come hai reagito? Con rassegnazione, ormai era troppo tardi.

Hai perdonato il folle gesto di tuo marito, la sua furia omicida? Non posso perdonare la brutalità con la quale io ed il mio amante siamo stati uccisi.

Sei pentita del tuo tradimento? Se è vero che Amor c’ha nullo ha amato amar perdona, ovvero l’Amore non permette che chi ama perdutamente non sia a sua volta riamato con la stessa intensità, nulla io e Paolo abbiamo potuto contro il nostro destino, non è possibile in alcun modo arginare la vera passione…

Pronuncia queste frasi con enfasi la bella Francesca da Rimini, quindi senza esitare aggiunge:

Nessuno potrà mai separami dal mio amato, non vi è riuscita neanche la morte…

Dante ha immortalato questo episodio nel canto V dell’Inferno, fondandosi probabilmente su una tradizione orale.

Dal Romanticismo in poi la vicenda di Paolo e Francesca fu trattata da vari poeti drammatici come storia esemplare di amore passionale.

Moltissimi letterati, pittori, scultori e musicisti si sono ispirati alla loro storia d’amore e di morte: da Pellico a D’Annunzio, da Zandonai a Scheffer.

Di lei Francesco De Sanctis scrisse che fu “la prima donna viva e vera apparsa sull’orizzonte poetico dei tempi moderni”

FRANCESCA P.

 

 
 
 
 


 

 
 

 

 
 
 

 

 

 

 

"Le Interviste impossibili" Quattro giornaliste in cerca di scoop! 22 interviste a donne famose della Storia e dell'Arte.

Edizione Filos Collana Bianco & Nero. Co-autrici Eliselle, Lisa Bebette, Ilaria Alessio e LiberaEva

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