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INTERVISTA IMPOSSIBILE

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Eva Kant
La Grande
È una ladra professionista e la compagna del genio del
male Diabolik, il criminale creato dalle sorelle Giussani,
ma, più che una remissiva classica fidanzata, è
l'immagine speculare al femminile del personaggio
e soprattutto una valida complice nell'esecuzione dei
colpi. Nel mondo di Diabolik è considerata
una delle donne più belle del pianeta.





(Perth, 7 maggio 1828 – Perth, 23 dicembre 1897)

 

 

Non è stato un buon inizio di giornata. Mi attende un’importante intervista e io ho dimenticato l’orologio nel mio piccolo motel appena fuori città. Temendo di essere in ritardo, ho pigiato troppo il piede sull’acceleratore ed ecco che dalla mia borsa fa capolino una multa per eccesso di velocità, che pagherò in due anni con rate dilazionate. E’ dura fare la giornalista.

Quel che conta è che ora sono qui e finalmente sto per incontrare una donna che ho sempre ammirato per la sua fama: sono curiosa di vederla e conoscerla di persona, se è davvero come la descrivono è di quelle da far girare la testa.

Entro trafelata nella hall del Grand Hotel di Clerville, mi ricompongo davanti allo specchio immenso alla mia destra, mi dò un tocco di rossetto e mi reco alla reception, chiedendo informazioni su una certa Eva Minori: questo è il nome con cui si è registrata e che mi ha fatto sapere, e questo è il nome con cui chiedo di lei.

L’ometto mi sorride e mi indica con gentilezza una figura sottile e tonica, seduta di spalle su un divanetto color salmone, proprio di fronte a me. Lo ringrazio e mi incammino verso di lei: posso vedere il suo collo lungo e bianco, scoperto dai capelli biondi raccolti in un’alta crocchia. Indossa un semplice dolcevita nero, su pantaloni a sigaretta dello stesso colore, e dalla grazia con cui lascia scivolare la bellissima mano sul bordo del divanetto capisco che non ho commesso errori. E’ sicuramente lei.


“Buongiorno lady... lady Eva” non posso permettermi di chiamarla col suo cognome o metterei nei guai entrambe. Si volta tranquillamente verso di me, e mi sento d’un tratto trafiggere dal suo sguardo: i suoi occhi colore del cielo, i suoi tratti delicati e alteri, le sue labbra rosse, la sua bellezza rara e solare. Capisco che chi mi diceva che era splendida, in realtà non aveva saputo trovare un aggettivo migliore. In effetti, non ne sarei in grado nemmeno io.
“Buongiorno mia cara, la stavo aspettando” la sua voce sensuale riempie le mie orecchie e non riesco a dire una parola. “Vogliamo iniziare? Non vorrei che ci fossero... dei contrattempi...” mi strizza l’occhio e io annuisco.

Si alza in piedi, è più alta di me di una spanna e sono costretta a guardarla dal basso verso l’alto: ha un corpo che definirei perfetto. Mi invita a spostarci sul terrazzo, lontano da sguardi indiscreti: percepisco la sua forza attraverso le mosse feline, l’andatura sicura e armoniosa, la naturalezza dei suoi passi. Ci sediamo a un tavolino un po’ in disparte, sorridendo prendo dalla borsetta il registratore e pigio il tasto recording. Non mi sembra vero di essere qui con la più imprendibile e la più fascinosa delle ladre, Eva Kant.

Signora...
Mi chiami Eva, è più semplice e immediato... non trova sia bello il mio nome?

E’ bellissimo. Sa che vuol dire madre dei viventi? Nel suo nome c’è la vita.
E’ un punto di vista molto romantico, ma ti dà una grande responsabilità. Responsabilità che non voglio assolutamente.

Non la vuole perchè sa di aver già tolto la vita o perchè la toglierà ancora in futuro?
Tagliente questa domanda. Deve sapere, mia cara, che io posso arrivare ad uccidere se mi sento minacciata o se minacciano l’uomo che amo. Non è un crimine la legittima difesa, no?

Rimango freddata dalla risposta. E’ riuscita a girarla a proprio vantaggio, con grande maestria. La vittima sembra lei, ora. Scaltra e intelligente, acuta e volitiva: e poi vanno ancora dicendo, con ostinata ottusità, che le donne non possono essere tutto questo. Io ho le prove, proprio davanti a me, che donne così esistono eccome.

Ha accennato all’uomo che ama: parliamo allora del suo rapporto d’amore...
A dire il vero non c’è molto da dire. Ok è fatto a modo suo e io lo so meglio di tutti. Ci siamo conosciuti in un modo molto particolare: io ho assistito al suo arresto, e quando lui mi ha vista dice di essersi innamorato di me all’istante. Un colpo di fulmine... molto pericolosi, i colpi di fulmine.

Pericolosi? E perchè mai? Possono succedere, ci sono coppie solide che si sono innamorate così. Mi sta dicendo che non siete una coppia solida?
Sto dicendo che in una coppia dove l’amore brucia in fretta, a volte durante il cammino qualcuno si prende... una pausa di riflessione.

Sento nella sua voce una nota stonata. Ho come la sensazione che si sia interrotta per trattenenrsi dal raccontare troppo, e decido di approfittare del momento per scavare più a fondo: forse ho trovato il suo tallone d’Achille.

Sente che il suo uomo non la ama più?
Voi giornalisti non siete dissimili l’uno dall’altro. Cercate sempre un punto debole per giocare coi sentimenti delle persone. Sappia che con me non funziona, comunque risponderò alla sua domanda: sento che sta accadendo qualcosa tra me e lui, e ha a che fare con un’altra donna. Le dico solo questo, e la prego di non scriverlo nell’intervista e di non inventare nulla, quello che le dico è confidenziale.

Un’altra donna?
E’ una sensazione, ma lo sa meglio di me che noi donne abbiamo un sesto senso per queste cose. Sto cercando di comprendere la situazione, prima o poi arriverò alla conclusione e capirò che cosa è successo. Ma nel frattempo...

Nel frattempo?
Nel frattempo cerco di comportarmi come se nulla fosse. La dissimulazione in questi momenti può essere l’unico modo per trovare la soluzione al problema.

Lei per il suo uomo si sente di più amante, complice o fidanzata?
Le rispondo come se quello che ho appena detto non fosse mai uscito dalla mia bocca. Mi sono sempre sentita complice. C’è stato un momento in cui lui mi considerava come un oggetto, era molto possessivo, ma poi io sono cambiata e lui è cambiato insieme a me. Ora mi ama e mi rispetta per quello che sono, per il mio cervello e la mia astuzia, oltrechè per la mia anima. Siamo due lati della stessa medaglia, ci completiamo e abbiamo lo stesso Destino. Lo sa che io ero una ladra anche prima di conoscerlo, vero?

Sì, lo so. Ma il suo uomo lo sa?
Quanto basta.

Enigmatica Eva. Nemmeno Dk conosce bene chi era prima di lui la sua donna, presumo che tra loro vi sia un tacito accordo per cui nessuno dei due riveli troppo all’altro. Inutile che le chieda qual’è stato il suo passato, sarebbe fiato sprecato e non mi risponderebbe. So anche io quando demordere e rinunciare allo scoop.

Nel vostro rapporto quanto conta l’erotismo?
Vuole entrare nelle nostre questioni di letto? Mi guardi.

Silenziosa, si alza elegantemente in piedi, spostando la sedia senza fare il minimo rumore. Fa una piroetta mostrando il corpo perfetto e le forme fasciate nei semplici capi neri, poi si siede di nuovo. Io rimango senza parole, non so che cosa dire. Riesco solamente a spiccicare un banalissimo e timidissimo...

... quindi?
Quindi, mia cara, quale pensa che sia la risposta alla sua domanda?

Sorride, divertita. Colgo una nota maliziosa nel suo sorriso, ma forse è solo una mia impressione sbagliata.

Devo presumere che sotto a quel dolcevita nero e a quei semplici pantaloni a sigaretta vi sia una guepiere da favola?
Forse sì, forse no. Ma le assicuro: Dk l’ho conquistato per la mia bellezza, ma anche per il mio fascino misterioso che ha saputo cogliere. L’ho colpito per la mia intelligenza e la mia devozione. Ma quale crede che sia il collante che tiene unita una coppia e che la rende davvero speciale, e che può farle superare le famore “pause di riflessione” di cui parlavammo prima?

Mi strizza l’occhio, complice. Non è serena e questo lo capirebbe anche un cieco. Di certo davanti a i miei occhi ho una donna sicura di sé, consapevole delle proprie capacità, sensuale e bella all’inverosimile. Ma ho anche una donna che ama fin nell’anima il suo uomo e farebbe di tutto per non perderlo. Anche uccidere.

Ringrazio Eva Kant per avermi concesso un po’ del suo tempo e aver rischiato esponendosi in pubblico, nella hall di un grande albergo davanti agli occhi di tante persone. E’ stato un incontro speciale. Sono certa che non dimenticherò facilmente il fascino puro e intatto di questa ladra straordinaria.

Mentre mi allontano, prendo le chiavi dell’auto dalla borsa e mi accorgo che manca qualcosa: la multa è scomparsa, al suo posto un biglietto.


“A questa penserò io. Non faccia parola a nessuno sull’altra donna. Un bacio, EK”

Eliselle














 

 
 
 



L'INTERVISTA A CURA DI ELISELLE


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