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Io annuisco senza
riuscire a togliere gli occhi di dosso alla regina e lascio che
la guardia apra la cella, per poi entrare e sentire i cardini e
la serratura chiudersi alle mie spalle.
Speravo di
incontrarVi in un luogo più consono alla Vostra graziosa persona, mia
Regina...
“Lo speravo anche
io, ma vedi, questo è il prezzo che devo pagare per essere me stessa.
Comunque non ti preoccupare, mio marito mi ha fatto sapere che d’ora in
poi la mia dimora cambierà: sarò una regina prigioniera errante,
condannata ad essere rinchiusa nei numerosi castelli del re, uno dopo
l’altro. Romantico, non trovi?”
Lo trovo assai
crudele. Come può uno spirito libero come il Vostro essere imprigionato
tra quattro mura?
“Non credere che
rinuncerò così facilmente a questo spirito. Se Enrico II manterrà la
parola data, e mi rinchiuderà in qualche oscuro castello, troverò il
modo di liberarmi!”
(CONTINUA)
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