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Nel 1874 sposasti Eugène Manet,
fratello di Edouard…
Da quel giorno smisi di posare per Edouard. Dalla nostra unione
nacque nel 1878 la mia bellissima figlia Julie che divenne il
mio modello preferito.
Fu un matrimonio felice?
Diciamo che eravamo in sintonia e nutrivamo lo stesso interesse
per l’arte. Anche Eugene si dedicò alla pittura. La nostra casa
divenne un luogo di incontro di intellettuali come Renoir, Zola,
Mallarmé, Renoir, Monet e Degas.
Quando ti sei sentita una vera pittrice?
Ma sai io sono sempre stata molto critica con me stessa. Forse
nel 1982 quando tenni la mia seconda personale e riscossi un
riconoscimento inaspettato. Purtroppo sempre in quell’anno persi
mio marito.
La sua morte mi scosse profondamente. Cominciai a disamorarmi
della pittura…
L’intervista si conclude qua come nel quadro insieme a sua
figlia dove si è ritratta stanca e con i capelli bianchi. La
morte la colse a Parigi il 2 marzo 1895, a soli 54 anni, in
seguito a una congestione polmonare.
La retrospettiva postuma del 1896 da Durand Ruel riscuote il
plauso unanime della critica, che riconobbe il valore universale
della sua pittura con l’ innegabile contributo che apportò al
movimento impressionista: lo charme, il lirismo e la delicatezza
di trattare la luce, la sensualità dei colori, che hanno
contribuito a segnalarla, insieme a Mary Cassatt, come la
pittrice più importante del diciannovesimo secolo.
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