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Vi
lasciò con ridottissime risorse finanziarie.
Aveva investito la sua considerevole fortuna sui cavalli e munizioni
per il suo reggimento di Cavalieri lasciando me e mia madre in
condizioni precarie.
Lei
amava suo padre, vero?
Beh ero troppo piccola quando ci lasciò, ma anni dopo feci erigere
un monumento alla sua memoria nella cattedrale di Christ Church a
Oxford.
E sua
madre, da quanto leggo, si consolò molto presto…
Mia madre si risposò con Charles Villiers, conte di Anglesea, che poi
era un cugino di mio padre.
Nonostante fosse considerata una delle dame più affascinanti del
regno, non ebbe grande fortuna in amore…
La mia prima relazione, poco più che adolescente, la ebbi con Philip
Stanhope, II conte di Chesterfield; ma le intenzioni di Philip erano
quelle di sposare una donna facoltosa per cui interrompemmo la
relazione.
Ma il 14
aprile del 1659 sposò Roger Palmer…
Avevo diciannove anni e al tempo ero già considerata una zitella per
cui non ebbi scelta. Tra le altre cose ci sposammo contro il volere
della famiglia di Roger.
Questo
matrimonio non nacque sotto una buona stella…
Purtroppo no, subentrarono varie difficoltà ed incomprensioni. Durò
appena tre anni e dopo la nascita del mio primo figlio ci separammo.

Senza
però avviare le pratiche di divorzio.
Con Roger rimasi sposata sino alla sua morte.
E
l’incontro con Carlo II quando avvenne?
Lo incontrai nel 1660 e pochi mesi dopo divenni l’amante ufficiale
del re.
Quindi
nel pieno del suo matrimonio… E suo marito come reagì?
Mio marito fu nominato barone di Limerick e conte di Castlemaine.
Cosa
trovò in lei il re?
Carlo in quel periodo era in esilio ed era sconvolto per la
decapitazione del padre. Io riuscii a dargli quell’affetto che gli
mancava.
Lei ebbe
sei figli giusto?
So cosa mi vuole chiedere, sì esattamente i figli furono sei per cui
cinque erano di Carlo ed il primo, posso affermare con sicurezza,
che fosse di mio marito.
A corte
incontrò non poche difficoltà…
Non tante ma una in particolare, Edward Hyde, era un influente
consigliere e sostenitore del re, mi fece una guerra così spietata
che mi mise in cattiva luce presso la regina… Per cui non divenni
mai dama di corte della regina Caterina, come si usava al tempo per
la maggior parte delle favorite.

Ben
presto però la sua posizione iniziò a vacillare…
Ero al corrente delle tante scappatelle di Carlo, in quel periodo
frequentava spesso Frances Stuart, ma io ero la favorita ufficiale
per cui la cosa non mi destava preoccupazione.
Nel
dicembre del 1663 lei annunciò la sua conversione al cattolicesimo
romano. Ci può spiegare il motivo?
Beh i motivi erano più di uno, oltre naturalmente al travaglio
interiore. Da un lato avevo la necessità di confermare la mia
posizione di favorita che il re vedeva di buon occhio e dall’altra
io ero comunque sposata con un cattolico e vista la mia precaria
posizione a corte decisi di mettere le basi per un riavvicinamento.
Lei era
famosa per la sua stravaganza scambiata da molti per sfrontatezza ed
arroganza…
Ero la favorita no? Per cui il re soddisfaceva ogni mio desiderio.
Nel 1670
il re la nominò baronessa di Nonsuch, contessa di Southampton e
duchessa di Cleveland. Per quale motivo?
Il nostro rapporto era agli sgoccioli, devo dire che il re fu
magnanimo. Lui ormai mi trascurava sovente con altre amanti.
Ma lei
non si annoiava vero?
Cosa dovevo fare? Assistere tacitamente alle sue performance
sessuali? In effetti sì, tra gli altri ricordo le attenzioni di mio
cugino di secondo grado John Churchill.
Il re lo venne
a sapere…
In realtà fu solo un pretesto, dopo il Test Act mi sostituì con
Louise de Kérouaille.

Finiamo qui
l’intervista, Barbara aveva circa trentacinque anni quando sola,
senza marito ed amante, si trasferì a Parigi con suo figlio più
giovane. Dopo la morte di Roger Palmer, suo marito, nel 1705,
Barbara sposò in seconde nozze il generale Robert Feilding, che in
seguito accusò di bigamia. Morì nel 1709 a causa di un edema.
L'INTERVISTA E' STATA REALIZZATA GRAZIE A:
http://it.wikipedia.org
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