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INTERVISTA IMPOSSIBILE

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Ava Gardner
L'animale più bello del mondo
Ecco la Spagna, terra di corride e flamenco, terra
intrigante come la bellissima Ava Lavinia Gardner,
che mi riceve in un ordinario appartamento alla
periferia di Madrid seduta su un piccolo divano
assieme al suo fedele cagnolino Morgan.







 

 

"Viene dall'Italia, vero?” Ma non mi dà il tempo di rispondere.
“Amavo l’Italia, ci ho trascorso un periodo indimenticabile… ma anche burrascoso!”  
Sorride.
“Ho conosciuto Walter Chiari durante la lavorazione di un film, non mi chieda quale, l’ho cancellato dalla memoria. L'unica cose che ricordo è che ero innamorata persa! Ma dopo i primi entusiasmi, forse per il clamore della stampa o per le mie continue alzate di gomito, ho mollato tutto e sono fuggita qua.”
  
 “I giornali del tempo parlavano di ceffoni e quant’altro.”
“Sì in effetti è finita in malo modo, ma eravamo giovani e tutti e due insofferenti alle regole. Ci piaceva scandalizzare!”

Mentre parla cerco di sbirciare tra i miei appunti.
“Lei nasce nel 22 nel profondo Sud degli Stati Uniti da una famiglia poverissima.”
“Ero la settima figlia d’una contadina e di un irlandese coltivatore di tabacco.”

Le biografie la definiscono, per così dire, ignorante.”
“E’ vero, pensi che a ventitré anni avevo letto solo la Bibbia e Via col vento! E solo perché era ambientato dalle mie parti.”

“La sua famiglia faticava non poco a tirare avanti durante gli anni della Grande Depressione.”
“Era morto mio padre e terminate le scuole superiori avevo deciso di diventare segretaria di azienda.”

Nonostante tutto non avrebbe mai accettato una modesta carriera impiegatizia?”
“Il destino aveva in serbo per me ben altri traguardi ed il caso vuole che un agente della Mgm vede una mia fotografia esposta a New York nel negozio di mio cognato fotografo.”

“Da quel giorno tutto è cambiato…”
“Ero bella e ho cercato di sfruttare la mia bellezza. Così non mi sono lasciata scappare un contratto con la Mgm.”

“Anche al tempo era insofferente.”
“Ero poco più che una bambina, approdata a 18 anni nel magico mondo di Hollywood.”

Mi mostra delle foto, in effetti si nota una giovane bruna dal fascino altero, una fossetta sul mento, lo sguardo intenso, l'incedere sicuro, le spalle da regina, l’ostentazione dei bellissimi piedi molto piccoli.
“Come si sentiva quando la definivano: una bellezza notturna e dolente?”
“Godevo quando mi vedevo sulle prime pagine dei rotocalchi, ma non davo molta importanza alle critiche.”

“Di lei dicevano - Non sa recitare, ma è sensazionale! –"
“Avevano ragione, ero goffa con un marcato accento che tradiva le mie origini.”

Mi mostra una foto con Mickey Rooney.

“Dopo due anni è arrivato il matrimonio…”
“Mickey l’avevo conosciuto poco prima, pensi stavo per debuttare sul grande schermo con Maschere di lusso. Avevo 20 anni e lui era già famoso come ragazzo prodigio. Il matrimonio è durato pochissimo!”

“Le ha lasciato un buon ricordo?”
“Beh, devo dire, che in campo professionale è stato proprio lui ad insegnarmi i trucchi del mestiere proprio nel periodo mentre collezionavo una lunga serie di fugaci apparizioni. Per il resto, stenderei un velo pietoso.”

“Malgrado gli esiti deludenti dei primi provini e qualche particina, nel 46 arriva l’occasione della sua vita.”
“Ero la dark lady avida e sensuale ne Il gangster, al fianco di Burt Lancaster.”

“E poi un successo incredibile fino diventare la Diva…”
“Ma non avevo simpatia per Hollywood. Avrei dovuto avere più orgoglio, più ambizione. Avrei dovuto imparare a recitare, ma non è stato possibile.”

“Nonostante tutto ha lavorato in una serie infinita di grandi film.”
“Per diciassette anni sono stata schiava della Metro Goldwyn Mayer. Il contratto era più greve d’una catena. Ti dicevano: fa’ questo, e tu dovevi farlo. Se disubbidivi ti toglievano lo stipendio: restavi senza soldi, senza lavoro. Quando pensavi d’essere ormai una star, ti davano apposta particine umilianti. Potevano toglierti mezzo per il tempo che volevano, tanto da far dimenticare la tua faccia, la tua esistenza. Dovevi appartenere a loro anima e corpo, ubbidire sempre: la rivolta degli schiavi non era prevista né tollerata. D’altra parte, senza la Mgm non sarei mai diventata una diva. Ero soltanto una tra i bellissimi ragazzi e ragazze a cui facevano un contrattino...”

“Ma oltre alle sue performance di attrice si fa conoscere anche per i suoi matrimoni (Mickey Rooney, Artie Shaw, Frank Sinatra).”
“Beh soltanto tre e quello con Frank è durato circa 10 anni, un record visto che gli altri non hanno superato l'anno.”

“Ma anche una sfrenata vita mondana e molti amanti tra cui l’aviatore ipocondriaco Howard Hughes e lontano dagli Usa con il torero Luis Miguel Dominguin.”
“Sono sempre stata appassionata di aerei e corride…”

Nella sua biografia si parla anche di un bambino perso. E’ vera la storia?”
“Era il 53 stavo girando in Africa Mogambo.”

Non oso chiederle se fu lei stessa, come dicono i soliti bene informati, a non volere quel figlio da Frank Sinatra, dopo che la loro unione era andata definitivamente a rotoli.
“A dispetto della sua fama di donna inquieta e capricciosa, il poeta inglese Robert Graves le dedicò questi versi :"Lei parla sempre con la sua voce. Anche con gli estranei. E' selvaggia ed ingenua, fedele all'amore, malgrado ogni fallimento.”
“Beh forse lui mi ha conosciuta meglio di chi fisicamente mi è stato accanto.”

“E’ d’accordo con chi afferma che La contessa scalza segna la sua vita?”
“Sì in effetti hanno ragione. Il film racconta di una gitana di umili origini che diventa una stella di Hollywood . Per interpretarlo ho dovuto imparare a ballare il flamenco e mi ci sono appassionata al punto che proprio questo ballo ha condizionato le mie scelte future.”

“Ed è soddisfatta delle sue scelte?”
“Vede, io sono sempre stata una donna ambiziosa, volevo riuscire ad ogni costo e dovrei considerarmi felice, ma è l’ambizione stessa che ti porta ogni qualvolta a nuovi traguardi scoprendomi incapace di dominare gli istinti. Nonostante l’irrequietezza volevo guidare, pianificare, ma ero dispersiva, ma anche dura e inattaccabile nelle mie certezze.”

“Ed ora?”
“Ora faccio la spola tra la Spagna e l’Inghilterra, tra la passione del flamenco e della corrida e i miei affetti, a Londra vive mia sorella Beatrice. Di tutto il mio successo mi piace ricordare quest’ultimo periodo, questa terra del Sud dove ho nutrito la mia voglia di libertà senza regole dell’Mgm, all’ombra dei rotocalchi scandalistici, ma con il desiderio della passione, del sangue caliente tra la sensualità del flamenco che ho ballato fino all’alba, toreri con i quali ho avute storie vere e me lo lasci dire … sbornie colossali.”

Distrutta dall'alcol e dagli uomini, muore a Londra di polmonite cronica nell'indifferenza generale. Al suo funerale nessuno presente del cinema che conta, e nessuno dei suoi ex mariti. Il regista, Robert Siodmak, con il quale aveva lavorato in varie pellicole, disse lei.: "E' l'animale più bello del mondo".
 























 

 
 
 



L'INTERVISTA A CURA DI ADAMO BENCIVENGA
E' STATA REALIZZATA
 GRAZIE A:

http:/www.mymovies.it
www.arcobaleno.net
film.spettacolo.virgilio.it
www.geocities.com

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