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Due uomini nella sua vita: suo padre ingombrante ed estraneo, il suo
amante egoista e vanitoso.
In effetti la mia storia è l’estremo bisogno di queste due
figure. Li amavo e li odiavo follemente.
Tutto ciò porta alla pazzia…
Infatti non ha tardato ad impadronirsi della mia mente. Aspiravo
all’assoluto, ma il male cresceva a misura della mia frenetica
attività, minandomi anche fisicamente. Prima la polmonite, poi
il male agli occhi.
Tanto da non riconoscere il suo amato…
Fu l'ultimo folle viaggio, all'inseguimento del mio immenso
amore trasferito alle Barbados…
Adele, mi scusi…..
I suoi occhi
si velano nell’immensità del ricordo. Troppo grande per
raccontarlo a parole, per narrare la progressione della sua
follia minacciata continuamente dalle tenebre del silenzio. Muta
mi guarda e nei suoi occhi scorrono, ora rapide, ora distese nel
ritmo febbricitante della malattia le sequenze nitide di un
giovane, bellissimo ufficiale inglese, che scorge Adele per
strada e la segue nel bianco labirinto delle viuzze indigene. La
raggiunge e la chiama per nome. Lo ripete più volte in un
crescendo di pietà e misericordia. Lo urla per rendersi conto
che quella donna oramai compromessa nel fisico e nella mente è
Adele, Adele H. Ma ben presto deve rassegnarsi: la persona che
delirava per lui ora è solo un relitto.
un'automa. Lei passa oltre, lo sguardo perduto negli
allucinati spazi della follia...
Faccio per
salutarla, ma non servirebbe a niente. Lei continua a fissare il
suo mare. Esco in punta di piedi, ha smesso di piovere.
Soccorsa
da una donna di colore, Madame Baa, tornerà con lei in Europa
per morire quarant'anni dopo, in estrema solitudine in una casa
di cura per malati di mente. |