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Louise de
La Vallière, la prima e sfortunata favorita di Luigi, amò il re e
non la regalità e, per tutta la sua esistenza, amò solo il suo caro
Luigi e nessun altro, lui, l’unico maschio, che ebbe modo
nell’intimità di apprezzare la sua grazia virginale, la sua dolce e
fragile bellezza. L’aveva guardato per giorni senza essere notata,
per settimane intere e se n'era innamorata prima ancora di
accorgersene. Quando venne il momento si ritirò obbediente
senza creare scandalo permettendo ad altre di prendere il suo posto.
Lei si era sempre considerata precaria, aveva conquistato il re
chissà come, neanche lei poteva crederci che un Luigi potesse
innamorarsi di lei, la contadina Louise, la provinciale Louise,
gente di campagna dalla tempra forte e dall’onestà innata.

Louise
lei nasce a Tour nell’estate del 1644, chi era suo padre?
Sono la
figlia primogenita di Laurent de la Baume La Blanc de La Vallière,
proprietario di un modesto feudo nella Valle della Loira.
Cosa
ricorda della sua infanzia?
Sono cresciuta con mio fratello Jean-Francois a contatto con la
natura e possedevo un piccolo asino, regalo dei miei genitori. Amavo
moltissimo gli animali.
Ci
racconta la causa della sua leggerissima zoppia?
Un banale incidente di quando ero adolescente. Mentre cavalcavo
l'asinello, saltando una siepe di bosso davanti alla mia terrazza,
sono caduta fratturandomi irrimediabilmente la caviglia.
Quando
lei aveva sette anni suo padre morì…
Purtroppo sì e lasciò la famiglia in un mare di debiti. Mia madre
decise allora di affidarmi ad un convento di suore orsoline sempre a
Tours dove vivevano due mie zie monache. Dovetti dire addio alla
mia adorata campagna.
Come
prese la decisione?
Naturalmente non fui contenta anche perché dopo pochissimo tempo
appresi la notizia che mia madre si era risposata con il marchese di Saint-Rémy, Jacques de Courtavel.
Ma il
marchese era un uomo molto facoltoso che si occupò immediatamente
della vostra situazione finanziaria ed anche del suo mantenimento…
Nulla da dire, io ero molto attaccata a mio padre, ma giustifico mia
madre: un’occasione del genere non si poteva certo rifiutare…
Ci parli
di suo padre adottivo…
De Courtavel era il primo maitre d'hotel di Gastone d'Orléans, zio
di Luigi XIV. Purtroppo era caduto in disgrazia ed esiliato nei suoi
possedimenti di Blois per il suo comportamento durante la Fronda.
E lei, quali
benefici ebbe da questo matrimonio?
A undici anni
fui mandata nell'immenso castello di Blois, alla corte di Gastone
insieme alle tre principesse, figlie di Gastone, alla Grande
Mademoiselle, trentenne, e alle due figlie di secondo letto
diventando così Dama di compagnia. Ricevetti un’ottima educazione
imparando l’arte del canto e della danza, a fare con grazia la
riverenza, migliorando le mie doti di cavallerizza.
Le
cronache del periodo la descrivono come un’adolescente di rara
bellezza
A Parigi non passai inosservata…
A 17
anni la troviamo infatti a Parigi…
Assistetti alle nozze trionfali di Luigi con Maria Teresa di Spagna
e in quell’occasione entrai a far parte della corte della
principessa Enrichetta Anna Stuart, presso Fontainebleau.
Chi era
Enrichetta Anna?
Era la figlia di Carlo I d'Inghilterra, il re decapitato, e di
Enrichetta Maria di Francia, sorella di Luigi XIII. Era fuggita in
Francia con la madre, si era sposata con il fratello di Luigi XIV,
Filippo I d'Orleans, ottenendo il titolo di Madame.
In quel
periodo Enrichetta Anna ed il re si frequentavano assiduamente…
Luigi rimase abbagliato dalla verve e dalla gioia di vivere di sua
cognata. Anche Enrichetta Anna era stanca di suo marito: narciso,
pieno di anelli e braccialetti, sul quale si vociferavano strane
attitudini.
Enrichetta che non disdegnava la compagnia del re venne allontanata
dalla corte, ma non si perse d’animo ed escogitò un piano per poter
vedere ancora il suo innamorato.
In cosa
consisteva il piano?
Era molto semplice. Luigi doveva fingere di essersi infatuato di una
delle sue dame di corte, così, con la scusa della dama aveva la
possibilità di passare del tempo con la cognata in tutta
tranquillità.
Fu
scelta lei come dama da corteggiare?
Inizialmente fu scelta Mademoiselle de Pons, che però dovette
rientrare a Parigi per prendersi cura del vecchio zio. Poi fu il
turno di un'altra dama di compagnia, Mademoiselle de Chémérault, che
stancò subito il sovrano con la sua irriverenza e sfacciataggine.
Così
Luigi iniziò a corteggiare lei Madame?
All'epoca avevo appena diciassette anni e la mia aria immacolata
stupiva anche i miei più severi osservatori. Luigi si innamorò di
me.

Come
reagì alla proposta del re? Si sentì lusingata?
Io amavo il re, ma allo stesso tempo ero una ragazza con la testa
sulle spalle e sapevo benissimo che quella relazione mi avrebbe
fatto vivere nel peccato causandomi una spaventosa sofferenza. Il re
mi assediò e, dopo quindici giorni, mi chiese di amarlo senza
esitazioni. Gli risposi: "Sire, amo voi come persona e non il vostro
regno".
Quindi
Luigi la prese come amante ufficiale…
Erano molti coloro che desideravano allontanarmi dal re. Primo fra
tutti Nicolas Fouquet, l'intendente del tesoro, che mi offrì una
grossa somma perché lasciassi Luigi. Sdegnata informai Luigi, che
ebbe così il pretesto per far arrestare, dal moschettiere d'Artagnan,
il suo ricco e scomodo ministro.
Comunque
non furono anni tranquilli…
La mia posizione di favorita attirava invidie e pettegolezzi. In
quel periodo la più attiva a corte fu Olimpia Mancini sorella di
Maria, Ortensia e nipote di Mazarino.
Il re
era pazzo di lei…
Ogni volta che rientrava a Parigi veniva a trovarmi. Mi manifestava
il suo amore in ogni modo tanto da commettere molte imprudenze.
Ricordo la sera quando in lacrime annunciai al Re che ero rimasta
incinta. Il Re invece ne fu felicissimo, tanto che volendomi stare
accanto mi invitò per una passeggiata a Louvre, cosa che prima mai
aveva fatto.
Rimase
subito incinta o passò del tempo?
Era il 1663. Ironia della sorte anche la regina aspettava un figlio
dal re. Quindi cercai di nascondere la gravidanza fino a quando il
18 novembre donai al re un figlio maschio. Me lo portarono subito
via, non ebbi neppure tre ore per stare con mio figlio. Fu affidato
ad una coppia di domestici e battezzato con il nome di Charles.
Come la
prese?
Non mi lamentai affatto, del resto non avevo nulla di materno nel
mio cuore, io amavo solo il re. Mio figlio non lo vidi più fino alla
sua morte che avvenne tre anni dopo.
Intanto
in città correva voce che il re aveva avuto un bastardo…
Esatto nonostante non stessi bene, la domestica mi informò delle
dicerie pregandomi per volere del Re di alzarmi e farmi vedere in
pubblico in modo da scongiurare ogni riferimento sulla mia persona.
Il 24 dicembre, pallida, con le gambe tremanti, fui costretta ad
assistere alla messa di mezzanotte nella cappella dei QuinzeVingts.
Tutta la corte mi squadrò con sorrisetti sarcastici. Mi resi conto
che nessuno si era lasciato imbrogliare. Rientrai a casa
singhiozzando.

Quindi i
pettegolezzi sul vostro rapporto non cessavano…
Il re prese la decisione di diradare le nostre frequentazioni. Presi
la residenza a Palais de Berion, vicino al Palais Royal,
naturalmente Luigi non mi fece mai mancare il suo amore e mi mandava
di continuo meravigliosi regali, fra cui uno splendido mobile di
cristallo. Ricambiai con un abito prezioso, che lui portò per
quindici giorni di fila, facendomi quasi impazzire per la gioia.
Poi
venne il secondo figlio…
In quel periodo soffrivo di stati d’animo altalenanti passando da
grandi euforie a sterminate tristezze, il Re volle portare un po’ di
luce nella mia anima afflitta. Mi fece sistemare a Versailles
dedicandomi la più bella festa di tutti i tempi Les Plaisir de l’Ile
Enchantee. La mia reazione fu un pianto ininterrotto per tutta la
festa forse perché sentivo lievitare nel ventre il mio secondo
bastardo, consapevole che come il primo mi sarebbe stato sottratto
dopo alcune ore e affidato a persone che in qualche modo non fossero
collegate al re.
E la
regina in tutto questo?
Maria Teresa era spesso chiusa nel suo appartamento. Le amiche più
intime erano terrorizzate dall’eventualità che lei potesse venire a
conoscenza della tresca. Pensi che una sera mentre mi recavo nelle
stanze del re mi vide passare. Domandò ai suoi amici: “Esta doncella
con las arracadas de diamantes, es esta que el Rey quiere?” (Questa
damigella con gli orecchini di diamanti, è lei che il Re ama?). Solo
madame de Motteville ruppe il silenzio tentando di convincerla “che
tutti i mariti all'apparenza sono infedeli, ma lo fanno per la
moglie che così li vuole”.
Comunque
lei, nonostante le voci insistenti continuò a frequentare la corte…
Beh ero pur sempre la Favorita Ufficiale anche se all’orizzonte nel
cuore di Luigi iniziava a materializzarsi una nuova fiamma…
Parla
della Montespan vero?
I primi tempi fui costretta ad una forzata convivenza e Palais de
Berion era il mio rifugio e la mia tranquillità.
Com’era
?
Lei era molto bella ed io ne soffrii molto. Tenga conto che oltre
alla zoppia ero caduta da cavallo e il cerusico sbagliò l’incisione.
Sentivo forte un senso di inferiorità nei suoi confronti.
Il re
non la amava più…..
Ormai era evidente che tutte le sue attenzioni erano per la
Montespan, allora prese a trattarmi con cattiveria arrivando quasi
ad insultarmi in presenza della corte, su istigazione della nuova
favorita. Così nel 1674 mi ritirai nel convento carmelitano delle
Figlie di Santa Maria di Chaillot per non uscirne più.
Ci
racconta il commiato finale?
Prima di partire salutai con commozione Luigi, la regina, che tanto
avevo fatto soffrire, e persino la mia rivale, con la quale quella
sera cenai per l'ultima volta. Era il 19 aprile, salutai i miei
figli e lasciai definitivamente la corte, dopo tredici anni di
permanenza come favorita del re.
Il 3
giugno 1674 pronunciò i voti nel Capitolo delle suore carmelitane…
Assistette all’evento l'intera corte, tutti si commossero dandomi un
caloroso addio.. Solo il re non era presente preferendo una battuta
di caccia nella foresta di Fontainbleau. E’ chiaro che non voleva
più rivedermi… Ma io ne fui felice, la sua assenza mi convinse che
quello era stato davvero un grande amore...
Morì il 4 giugno
del 1710, nel convento dove si era chiusa trentasei anni prima.

L'INTERVISTA E' STATA REALIZZATA GRAZIE A:
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