|
Negli anni che vanno dal 1648 al 1652 la Francia, in particolar modo
Parigi, e’ invasa dalla rivolta della Fronda, movimento di
opposizione alla politica del Cardinale Mazarino, che coinvolge sia
il popolo che una parte di nobilta’. Durante questi anni avviene un
episodio che turba profondamente Luigi XIV ancora bambino, alcuni
frondisti invadono il castello e costringono la famiglia Reale e il
Cardinale Mazarino a fuggire nel cuore della notte.
A
seguito di questo episodio Luigi XIV quando sale al potere prende un
serio provvedimento contro la nobilta’, si allontana da Parigi e fa
costruire a Versailles, al posto della vecchia residenza di caccia
di suo padre, un'immensa reggia dove fa alloggiare i nobili e
istituisce un complesso cerimoniale per tenerli occupati e distrarli
dalla politica.
Luigi XIV sceglie per emblema il sole: il simbolo di ordine e
regolarità. Regna il sole sulla corte, i cortigiani e la Francia.
Il
Re Sole addomestica tutti coloro che gli contestano il potere
facendo della sua vita di monarca un teatro perpetuo: il suo andare
a dormire, il suo svegliarsi, i suoi pasti, le sue scappatelle
amorose, le sue vestizioni, i suoi abiti, i suoi animali da
compagnia, i suoi intrattenimenti e i suoi piaceri intimi.
Il
10 giugno del 1660 Luigi XIV sposa , a Saint-Jean-de-Luz, l’infanta
di Spagna Maria Teresa D’Austria , doppiamente sua prima cugina (i
genitori di Maria Teresa sono fratelli dei genitori di Luigi).
Il
matrimonio, imposto per ragioni politiche non va giù a Luigi, che
non sopporta la moglie fin dal primo momento, si circonda di una
considerevole quantità di amanti e genera diversi figli illegittimi.
La leggenda narra che il giorno della morte di Maria Teresa il Re
pronunci questa frase:
“E’ la prima volta che la Regina riesce a darmi un’emozione”.
Dalla moglie Maria Teresa di Spagna ebbe sei figli che morirono
tutti prima di lui:
Luigi, il Gran Delfino (1661-1711);
Anna Elisabetta (1662), morta nel primo anno di vita;
Maria Anna (1664), morta nel primo anno di vita;
Maria Teresa (1667-1672);
Filippo (1668 – 1671);
Luigi Francesco (1672), morto nel primo anno di vita.
Dopo la morte della regina, Luigi XIV sposò morganaticamente
Françoise d'Aubigné, marchesa di Maintenon dalla quale non ebbe
figli.
Luigi XIV
ebbe molte amanti tra cui Françoise Athénaïs de Rochechouart de
Montermart, marchesa di Montespan e Françoise d'Aubigné, marchesa di
Maintenon che si era occupata, come governante, dei figli avuti dal
re e dalla Marchesa di Montespan e che il re sposò in segreto dopo
la morte della regina Maria Teresa, avvenuta nel 1683.
A Versailles fece allestire scale segrete per raggiungere più
facilmente le sue amiche.
Dalle amanti ebbe i seguenti figli illegittimi (molti dei quali
successivamente legittimati):
da Louise de La Baume Le Blanc, duchessa de La Vallière:
Carlo (1663), morto entro un anno
Filippo (1665 – 1666)
Luigi (1665 – 1666)
una figlia morta appena nata
Marie Anne de Bourbon, Mademoiselle de Blois, duchessa de La
Vallière, principessa de Conti, (1666 – 1739); sposò Louis Armand de
Bourbon
Luigi, conte di Vermandois (1667 – 1683)
da Françoise Athénaïs de Rochechouart de Montermart, Marchesa di
Montespan:
un figlio morto entro un anno (1669)
una figlia (1669 – 1672)
Luigi Augusto (1670 – 1736), duca di Maine (legittimato)
Luigi Cesare (1672 – 1683), conte di Vexin (legittimato)
Luisa Francesca (1673 – 1743), Mademoiselle de Nantes (legittimata)
Luisa Maria Anna (1674 – 1681), Mademoiselle de Tours (legittimata)
Francesca Maria (1677 – 1749), Seconda Mademoiselle de Blois
(legittimata); sposa Filippo II di Borbone-Orléans
Luigi Alessandro (1678 – 1737), conte di Tolosa (legittimato)
da Claudia de Vins des Oeillets:
Luisa di Maisonblanche (1676 – 1718)
da Maria Angelica de Scorailles de Roussille, duchessa di Fontanges
(1681)
una figlia
Dall'ultima amante ufficiale, la marchesa di Maintenon, il re non
ebbe figli. Rimane il fatto che quest'ultima fu quella più
fortunata, perché Luigi XIV la sposò segretamente dopo la morte
della moglie. La marchesa divenne consorte morganatica e sostenne il
sovrano negli ultimi anni di vita, sopravvivendogli per quattro
anni.
Diede prova di essere anche capace di spendere ingenti quantità di
denaro, supportando gli artisti che lavoravano al suo comando per
rendere sempre più potente la monarchia francese anche sotto
l'aspetto dell'immagine pubblica. Egli fondò l'Académie française e
la pose sotto il proprio patronato.
Luigi XIV ordinò inoltre la costruzione del complesso militare
dell'Hôtel des Invalides, per adibirlo a casa di riposo per
militari. Ampliò inoltre il palazzo del Louvre, così come altre
residenze reali. Negli anni ottanta del Seicento Luigi XIV raggiunse
il culmine della propria potenza ed influenza nell'Europa e nel
mondo.
La
celebre espressione "L'état, c'est moi" ("Lo Stato sono io") gli
viene attribuita, perché famoso per aver instaurato una monarchia
assoluta, accentrando i poteri dello Stato nella propria persona.
Il
legame stretto di parentela con la moglie e' probabilmente causa
dell'alta mortalità dei loro figli (di essi sopravvive all'infanzia
solo Luigi detto il Gran Delfino che tuttavia non sopravvive al
padre). Oltretutto, l'anno seguente ci fu un focolaio di vaiolo di
cui morirono Luigi, duca di Borgogna (figlio del Gran Delfino)
assieme alla moglie Maria Adelaide di Savoia e al loro figlio
maggiore, il duca di Bretagna. Degli altri due figli del Gran
Delfino, uno, re di Spagna con il nome di Filippo V di Spagna,
dovette rinunciare alla successione al trono di Francia in forza
della Guerra di successione spagnola, e l'altro, Carlo, morì
anch'egli prima di Luigi XIV.
Il
re decise allora di estendere il diritto di successione a due dei
sette figli avuti dalla Montespan, Luigi Augusto di Borbone, Duca
del Maine e Luigi Alessandro, Conte di Tolosa anche per impedire che
salisse al trono suo nipote Filippo II d'Orléans (che comunque ebbe
la reggenza per il piccolo Luigi XV).
Il
1° settembre 1715 alle ore 8:15 della mattina, alla vigilia dei suoi
77 anni, Luigi XIV muore per una cancrena senile alla gamba,
circondato dai suoi cortigiani, pochi giorni prima del suo
settantasettesimo compleanno e dopo 72 anni 3 mesi e 18 giorni di
regno. Gli successe il pronipote Luigi, Duca d'Angiò con il nome di
Luigi XV; unico principe di sangue reale erede legittimo.
Pare che, alla notizia della sua morte, la Francia intera esultò e
festeggiò, accendendo dei fuochi di gioia; il suo feretro,
trasportato a Saint Denis, fu oltraggiato da sputi e fango che
lanciava la folla: il suo regno era stato troppo lungo per poterlo
rimpiangere. Il suo corpo fu sepolto nella basilica di Saint Denis,
dove, durante la Rivoluzione i resti vennero dispersi dai
rivoluzionari.
Da
http://it.wikipedia.org
|