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E la sua famiglia…come reagì
alla vostra relazione?
I miei genitori non mi rivolsero più la parola. Neppure quando
nacque la piccola. Per non parlare di quello che fecero dopo la
morte di Modì. Inclassificabile.
Soffrì molto la loro opposizione?
Lui riempì la mia vita e col tempo cancellò ogni male. Ebbe la
pazienza, che solo un vero amore ti può dare, di vedere il
dolore causato dalla mia famiglia dissiparsi lentamente nei miei
occhi. La tenacia è la caratteristica prima di un genio. Lui la
usò mirabilmente anche in quella situazione.
Come descrive la sua vita con Modigliani?
Talvolta un ritratto, qualche altra volta un disegno ci
sfamavano.La vita era davvero dura. Il nostro amico e mercante
d’arte, Zborowsky, trovò molte difficoltà nel vendere i quadri
di Modì. Vivevamo in questa casa, raggrinziti dall’umidità e
dormendo sul pavimento, sopra un materasso rotto. I pochi soldi
in più, quando ce n’erano, Modì li faceva scomparire in alcool e
droghe.
Genio e follia. Perfetto connubio in questo caso.
In tutti i casi. Il genio vede cose che altri non possono vedere
.Percepisce il mondo con sensi amplificati o li amplifica per
usarli al massimo. Ecco il perché di droghe e alcool e di una
vita vissuta al limite. Aneddoti che stimolano la fantasia
del genio a costo della sua stessa salute. Modì dipingeva sempre
con accanto una bottiglia di vino rosso e, quando finiva,
metteva il pennello nella bottiglia vuota. Uno per ogni
bottiglia. Era il suo rito.
Vivendo a stretto contatto con quel mondo di menti straordinarie
e amando un uomo di raro genio capii che, una volta entrata in
quel vortice, non ne sarei mai più uscita. |
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