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Intanto a Londra il padre re venne dichiarato traditore, condannato
a morte e decapitato dinnanzi alla residenza reale il 30 gennaio
1649.
Alla morte del padre Carlo divenne re. Tuttavia il Parlamento si
rifiutò di proclamare Carlo Re in Inghilterra ebbe inizio il periodo
repubblicano, sotto il Protettorato di Oliver Cromwell.
Carlo non riuscì ad organizzare con efficienza la campagna di
invasione. Per sei settimane il re fuggì, seguito dai suoi
avversari, bramosi di catturarlo. Fu costretto a lasciare
l'Inghilterra e fuggire in Normandia mascherato.
Si racconta che preparare una maschera per il sovrano non sia stata
un'impresa facile, viste le sue insolite dimensioni (era alto più di
185 cm).
Per nove anni si rifugiò in Francia dove risiedeva già la madre,
presso la corte del cugino Luigi XIV. Alla morte di Cromwell, il
generale George Monck invitò formalmente Carlo a tornare in patria.
Il 25 maggio del 1660 Carlo sbarcò su suolo inglese e il 29, giorno
del suo trentesimo compleanno, entrò trionfalmente a Londra. Il 23
aprile 1661 venne incoronato Re d'Inghilterra, Scozia e Irlanda
nella Abbazia di Westminster, come tradizione.
Dopo l'incoronazione di Carlo II venne costituito un nuovo
parlamento, il Cavalier Parliament, caratterizzato da un forte
sentimento anglicano e realista, che rimase in carica per
diciassette anni.
Inizialmente favorevole alla linea politica del sovrano, all'inizio
degli anni settanta il Parlamento cominciò ad osteggiare le
decisioni prese da Carlo. Nel 1672 il re emanò la Royal Declaration
of Indulgence, con la quale permetteva la libertà di culto ai
cattolici e poneva fine all'atteggiamento anti-cattolico della
Corte. Nello stesso anno diede inoltre pieno appoggio alla Francia
cattolica del cugino Luigi XIV e diede inizio alla Terza guerra
anglo-olandese.
Il Cavalier Parliament si oppose con decisione alla Dichiarazione di
Indulgenza promossa da Carlo, affermando che il re non poteva
modificare le leggi a suo piacimento senza la consultazione del
Parlamento. Carlo revocò la Dichiarazione e fu costretto a
sottoscrivere il Test Act, che imponeva diverse inabilità civili ai
cattolici: per occupare una carica pubblica, per esempio, era
necessario appartenere alla religione di Stato. Alcuni degli
insegnamenti della Chiesa cattolica furono bollati come
superstiziosi e tendenti all'idolatria.
La moglie di Carlo, Caterina, non riusciva a dargli un erede: ben
quattro gravidanze furono fallimentari. L'erede di Carlo più
probabile divenne perciò suo fratello, il cattolico Giacomo, duca di
York. Per rassicurare Parlamento e popolo, Carlo diede la sua
approvazione affinché la figlia di Giacomo, Maria, sposasse il
protestante Guglielmo d'Orange.

Nel 1678, il sacerdote anglicano Titus Oates, che era stato gesuita,
parlò pubblicamente di un Complotto papale, il "Popish Plot", che
mirava, con la complicità della regina, ad eliminare fisicamente il
re. Dopo una rapida inchiesta, furono processati e condannati a
morte numerosi cattolici innocenti: il Popish Plot in realtà non
esisteva, ma era una menzogna inventata probabilmente per confermare
l'ostilità già dilagante nel regno verso il cattolicesimo, che con
questo episodio raggiunse il vertice della crudeltà.
Nel 1679 Carlo decise di abolire il Parlamento e governò da sovrano
assoluto. La mattina del 2 febbraio 1685 un ictus colpì il sovrano.
Si spense quattro giorni più tardi presso il Palazzo di Whitehall
all'età di 54 anni. Sul letto di morte, Carlo si convertì al
cattolicesimo romano. A prenderne il posto fu il fratello Giacomo,
che governò con il nome di Giacomo.
Come il padre Carlo I, protettore di grandi artisti, Carlo II fu un
munifico patrono delle arti e delle scienze.
Inoltre Carlo, nel 1683, fu il primo sovrano inglese a permettere
che a teatro i ruoli femminili fossero interpretati da donne e non
da uomini travestiti, come accadeva sino ad allora.
Carlo II fu noto anche con il nome Merrie Monarch (Monarca allegro),
a sottolineare il clima di edonismo della sua corte e il sollievo
generale procurato dal ritorno ad una situazione di normalità dopo
l'esperienza repubblicana con i Cromwell e i Puritani.
Morendo, Carlo non lasciò una discendenza diretta,. tuttavia il
sovrano ebbe all'incirca dodici figli da sette diverse amanti; sei
di essi nacquero dalla sua relazione con la sua amante Barbara
Palmer, che fu insignita del ducato di Cleveland. Le altre sue
amanti riconosciute furono Catherine Pegge, Louise de Kérouaille,
duchessa di Portsmouth, Lucy Walter, Elizabeth Killigrew, Nell Gwyn
e Moll Davis.
La maggior parte dei figli illegittimi di Carlo ricevette contee o
ducati; gli attuali duca di Buccleuch e Queensberry, duca di
Richmond e Gordon, duca di Grafton e duca di St. Albans discendono
tutti in linea maschile da Carlo II.
Il popolo inglese si mostrava scontento di dover mantenere amanti e
figli dei sovrani: di Carlo scrisse John Wilmot, celebre scrittore
di satire:
«Senza tregua andava da una prostituta all'altra. Un monarca
allegro, scandaloso e povero.»
Anche la principessa Diana Spencer discendeva da due dei figli di
Carlo, Henry FitzRoy, primo duca di Grafton e da Charles Lennox.
William, duca di Cambridge, figlio di Carlo e Diana e secondo in
successione al trono, sarebbe il primo sovrano d'Inghilterra a
discendere da Carlo II.
Elenco delle amanti e figli illegittimi:
Da Margaret de Carteret
James de la Cloche
Da Lucy Walter
James Crofts (Antenato di Sara Ferguson).
James Crofts-Scott.
Da Elizabeth Killigrew
Charlotte Jemima Henrietta Maria FitzRoy
Da Catherine Pegge
Charles FitzCharles,
Catherine FitzCharles
Da Barbara Villiers Palmer
Anne Lennard
Charles FitzRoy
Henry Fitzroy (antenato di Diana Spencer)
Charlotte FitzRoy
George FitzRoy
Barbara FitzRoy
Da Nell Gwyn
Charles Beauclerk
James, Lord Beauclerk
Da Louise Renée de Penancoet de Kérouaille
Charles Lennox (antenato di Diana Spencer)
Da Mary Moll Davis
Lady Mary Tudor
Da
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