|

Il
suo mito
supera di gran lunga il talento artistico di un'attrice
sicuramente fuori dal comune. Un sogno proibito per milioni di
uomini. Il fascino che emanava dal grande schermo e dalle
copertine in carta patinata ha contribuito a farne un sex symbol fuori da ogni tempo. La fragilità che ha
contraddistinto la sua esistenza (per molti versi tumultuosa e
culminata in una morte tanto prematura quanto misteriosa) l'ha
resa una vera e propria icona della cultura pop. Esplosiva,
irresistibile, unica. È il simbolo della sensualità per
eccellenza. L'attrice più imitata nel look e negli
atteggiamenti, resta la regina incontrastata delle star
hollywoodiane, a quasi quarant'anni dalla morte. Il suo mito
supera i tempi e le mode.
Cosimo,
stavolta voglio mirare in alto! Che ne pensi della signora
Norma Jeane Mortensen?
La mia amata Marilyn… che vuoi
sapere?
La sua vita è
stata tutto un mistero sin dal nome…
In effetti quando
nacque fu battezzata Norma Jeane Baker. La madre era Gladys
Pearl Monroe, ma sul padre ci sono molti dubbi. I biografi
concordano che l'uomo indicato come il padre nel certificato
di nascita, Martin Edward Mortensen, il secondo marito di
Gladys, non fosse in realtà il suo vero padre. Più probabile
che fosse un impiegato delle vendite dello studio
cinematografico dove la madre lavorava al montaggio.
Come visse i
primi anni?
La madre soffriva di gravi disturbi mentali
che la costringevano a frequenti ricoveri in ospedali
psichiatrici. Per questa ragione la piccola Norma venne
affidata fino all’età di sette anni ad una famiglia molto
religiosa di Hawthorne vicino Los Angeles. Lei crebbe con la
convinzione che quelli fossero i suoi veri genitori.
Poi tornò con
la madre?
Ci fu un tentativo, ma dopo l’ennesima crisi la
madre fu ricoverata di nuovo e Norma venne presa in custodia
dalle autorità statali, finché un’amica della madre, Grace
McKee, si prese cura di lei diventando la sua tutrice.
Un’adolescenza
a dir poco travagliata…
Non è finita… Grace da lì a poco
si sposò e Norma Jeane fu rimandata prima all'orfanotrofio di
Los Angeles e poi affidata a ben dodici diverse famiglie, dove
subì violenze e trascuratezza.
Finché conosce
James Dougherty…
Ah vedo che ti sei documentato! Diciamo
che in questa situazione di sostanziale povertà affettiva
Marilyn cerca un punto di appoggio forte, una certezza e una
guida, trovando tutto ciò in questo giovane ventunenne.
Quindi si
sposa…
Già, a soli sedici anni. Era una ragazza con poca
stima di sé, ma anche con un lato aggressivo ed
opportunistico. Il matrimonio in effetti poteva essere una
strada logica… ma purtroppo quel legame era evidentemente
troppo prematuro ed infatti non durò molto. Dopo il divorzio
avvenuto nel 1946 l’ex marito dichiarò che erano innamorati e
che avrebbero vissuto felici se i sogni di successo di lei non
l'avessero allontanata da lui. Al contrario, la Monroe ha
sempre affermato che fosse un matrimonio di convenienza
organizzato da Grace.
A quel tempo
Norma lavorava?
Nel 1945 era impiegata presso un’industria
aeronautica svolgendo le mansioni di collaudatrice di
paracaduti finché un fotografo impegnato a documentare il
lavoro femminile nel periodo bellico, la notò e le chiese di
posare. L’attività di modella l’affascinava. Dovette decidere
in fretta e in completa solitudine dato che il marito in quel
momento svolgeva servizio presso la Marina militare e si
trovava assai lontano da casa. Insieme alla suocera di recò in
una agenzia di modelle e firmò il suo primo contratto che a
breve le fruttò un contatto con la 20th Century Fox.
Da Norma Jeane
a Marilyn Monroe, come avvenne?
Fu un impiegato della Fox
a suggerire "Marilyn" e Monroe era il nome da nubile di sua
madre. Appena ventenne divorziò dal marito e si schiarì i
capelli, lei era bruna: è la metamorfosi radicale che la
porterà a divenire il sex-symbol del 20° secolo.
Ma quando
avvenne la svolta?
La notte di Capodanno del 1949 ad una
festa del produttore Sam Spiegel conobbe Johnny Hyde che al
tempo aveva già scoperto Lana Turner ed annoverava tra le sue
clienti Rita Hayworth. Non sappiamo quanto Hyde credesse
davvero nel talento di Marilyn, ma siamo sicuri che benché
sposato e vecchio a sufficienza per essere suo padre, Hyde si
innamorò follemente di lei. Con la sua insistenza, comunque,
la fece inserire nei cast di Giungla d'asfalto ed Eva contro
Eva.
Innamorato
pazzo!
Eh sì. Le chiese addirittura e ripetutamente di
sposarlo, assicurandole che sarebbe stata una vedova ricca. Se
lei avesse acconsentito lui avrebbe divorziato il giorno
successivo. Ma lei rifiutò. Gli voleva bene, ma non lo amava.
Lo considerava
un vecchio appiccicoso?
Credo di sì. Ma quando lui ebbe un
attacco di cuore fatale lei si incolpò della sua morte. Fu
anche cacciata dalla sua casa dalla moglie e il giorno
successivo al funerale tentò il suicidio. Comunque prima di
morire Hyde, per dimostrarle eterno amore, le aveva garantito
il futuro professionale procurandole un contratto settennale
alla Fox col compenso di 750 dollari alla settimana.
Quindi
carriera assicurata!
A partire dal gennaio 1951 girò una
serie di film in parti secondarie. Verso la fine dell’anno, la
Fox, convinta del suo talento, le diede un buon lancio
pubblicitario. Apparve sulle copertine di numerose riviste tra
cui il prestigioso e popolarissimo "Life".
In breve
divenne la più grande star del mondo…
La sua sessualità
prorompente, manifestata con candore, fece impazzire gli
uomini di tutto il mondo. Nel 1953 fu la protagonista di
"Niagara", al fianco di Joseph Cotten, un successo mondiale!
Seguirono "Come sposare un milionario" e "Gli uomini
preferiscono le bionde", con i quali si confermò una delle
star più amate dal pubblico. La consacrazione definitiva
avvenne l’anno dopo con "La magnifica preda" del 1954 e
"Quando la moglie è in vacanza" in cui Billy Wilder le affidò
la parte della svampita inquilina del piano di sopra.
Nel 1951 era
entrato in scena il famoso giocatore di baseball, Joe Di
Maggio …
Dopo due anni di corteggiamenti ampiamente
documentati dai rotocalchi dell’epoca si sposarono nel 1954 a
San Francisco ma la loro unione fu difficile a causa delle
loro personalità in conflitto. Joe DiMaggio era geloso e non
riusciva a digerire la vita disinvolta e mondana di sua
moglie.
Si racconta di
una lite furibonda dopo la scena della gonna alzata dall’aria
della metropolitana in Quando la moglie è in vacanza.
In
effetti la scena fu girata in Lexington Avenue a New York
davanti a migliaia di fans e fu la classica goccia che fece
traboccare il vaso.
La loro unione
durò poco…
In occasione del divorzio Marilyn dichiarò "le
nostre carriere sembrano ostacolarsi l'un l'altra". Ma poi si
consolò quasi subito sposando il commediografo Arthur Miller
nel 1956 con doppia cerimonia civile ed ebraica. Ci fu anche
un cambiamento della sua vita artistica…
Si era
stancata dei ruoli di oca bionda?
Ruppe il suo contratto e
si trasferì a New York per studiare all'Actor's Studio. Il
fallimento del matrimonio con Di Maggio le aveva lasciato una
ferita profonda e incancellabile. L’esperienza a l'Actor's
Studio sembrò rigenerarla facendole dimenticare in parte i
suoi travagli interiori.
Come andò con
Miller?
E' il colpo di fulmine. Marilyn credeva davvero di
aver trovato l'uomo della sua vita. Ma ben presto anche questa
relazione traballa. Praticamente Marilyn manteneva
economicamente il marito, oltre a pagare gli alimenti all'ex
moglie di Miller.
Le tentazioni
erano dietro l’angolo…
La nuova segreta fiamma della
passione si chiamava Yves Montand con cui nel 1960 girò
"Facciamo l'amore". Il loro flirt fu breve ma intenso,
dopodiché iniziò le due relazioni pericolose con il presidente
degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy e con il fratello
Robert.
Quindi anche
la relazione con Miller fallì?
Il comportamento di lei era
piuttosto instabile a causa delle droghe e dell’alcol e forse
proprio a causa delle altrettanto instabili storie d'amore in
cui si getta. C’è chi riconduce il tutto all’incapacità di non
avere figli. Comunque quando girarono Gli spostati il
matrimonio era già naufragato.
Incapacità di
non avere figli?
Sfortunatamente lei soffriva di
endometriosi. Quando seppe della propria patologia interruppe
volontariamente la gravidanza per non rischiare la propria
vita. Una seconda gravidanza si concluse con un aborto
spontaneo.
Dopo il
divorzio da Miller sembra che ci fu un riavvicinamento con
DiMaggio. E’ vero?
Loro dichiararono di essere solo amici,
ma la stampa scandalistica ci lavorò sopra e non poco! Sta di
fatto che quando nel febbraio del 1961 lei fu ricoverata in
una clinica psichiatra, DiMaggio le rimase accanto per tutto
il tempo riuscendo anche a farla trasferire in un’altra
clinica più affidabile.
Veniamo al
nostro Giallo Passione!
Marilyn è stata trovata morta tra
le lenzuola rosa del suo letto nella sua casa in California,
aveva 36 anni.
La causa?
Overdose di Nembutal, un forte barbiturico. Sul comodino,
diverse boccette di pillole vuote. La stampa parlò subito di
suicidio e la notizia fece il giro del mondo.
Detta così
sembra davvero suicidio!
Alcuni ricollegarono la sua morte
alla rottura della sua relazione clandestina con il presidente
degli Stati Uniti John F. Kennedy e successivamente con il
fratello Robert. Questo fatto ha indotto molti a pensare che
fosse stata uccisa. Ma non sembra essere un motivo
sufficiente, dato che altre amanti attribuite a Kennedy gli
sono sopravvissute.
Qualche
dettaglio?
Il cadavere fu scoperto dall’infermiera
assegnata a Marilyn dal suo psichiatra, sembra che durante
quella notte Marilyn fosse stata portata all'ospedale St. John
di Santa Monica, ma l'ospedale rifiutò di accettare il caso,
per l'eccessiva notorietà della vittima e che l’autorità
vennero avvertite solo cinque ore dopo il decesso. Questa
ricostruzione ha lasciato aperto negli anni uno strascico di
speculazioni secondo cui l’infermiera sapesse molto di più di
quanto abbia effettivamente raccontato.
Perché?
Ci
sono parecchi lati oscuri, tipo la stanza chiusa a chiave, la
scomparsa delle fotografie dell'inchiesta e dei tabulati
telefonici, e appunto il ritardo dei soccorsi. E poi ancora:
segni di effrazione rilevati nell’abitazione della Monroe
proprio la notte della sua morte, una presunta telefonata
effettuata dall’attrice poco prima di morire, di cui non si
conosce il destinatario, e soprattutto i referti medici
dell’autopsia. Secondo alcuni l’autopsia non rivelava la
presenza di quell’ingente quantità di barbiturico che poi
avrebbe provocato la morte.
Personaggio
chiave l’infermiera!
Qualche giorno dopo la morte tentò di
incassare un assegno di ventimila dollari datole dalla stessa
Marilyn e inoltre due mesi dopo partì per una crociera sulla
Queen Mary. Da notare che la Murray era una vedova dai mezzi
economici piuttosto modesti.
Ma perché
sarebbe stato uccisa secondo te?
Forse all’origine c’era
il rapporto sentimentale con i fratelli Kennedy e a qualcosa
che Kennedy le rivelò. La prima ipotesi parla di un segreto di
stato terribilmente scottante e che i servizi vollero, con la
sua morte, seppellire definitivamente. Si parla di
avvistamenti in Area 51.
E la seconda
ipotesi?
In un documento recente dell’FBI si avanza
l’ipotesi di un finto suicidio. Nel senso che Marilyn avrebbe
solo voluto simulare il suicidio per attirare l’attenzione di
Bob Kennedy e costringerlo a lasciare la moglie. Ma ormai
scomoda fu lasciata morire tradita da chi avrebbe dovuto
salvarla.
Interessante
questa teoria!
Marilyn si sarebbe fidata di Peter Lawford,
marito della sorella di Bob, Patricia Kennedy. Si sarebbe
messa d’accordo con lui per farsi trovare in tempo ed essere
salvata. Marilyn prese un’overdose di barbiturici, come aveva
annunciato a Lawford e ad altri pochi amici intimi, ma venne
lasciata morire senza che nessuno fece nulla per salvarla. La
stessa FBI per avvalorare la tesi riporta la registrazione di
un’agghiacciante telefonata avvenuta tra l’attore Lawford e
Bob Kennedy la notte del suicidio di Marilyn, in cui Kennedy
chiede: «Allora, Marilyn è già morta o no?».
Perché mai si
arrivò fino a questo punto?
Secondo il regista australiano
Philippe Mora, la Monroe era diventata scomoda per i Kennedy
perché aveva capito che Bob non l’avrebbe mai sposata e
minacciava di raccontare tutto del suo legame con i fratelli
Bob e John.
Quindi,
secondo questa ipotesi, Marilyn è stata suicidata?
Affermazione esatta! Possiamo essere certi che dalle
registrazioni delle sedute della diva con il suo psichiatra
non emergono pulsioni suicide. Semmai segnali di degrado
psichico e manie di persecuzione che da un lato la portarono a
vivere il sesso in maniera ossessiva fino ad accettare di
andare a letto con Joan Crawford e dall’altro di nutrire
sospetti verso chiunque fosse al corrente della sua vita
privata. Da queste stesse registrazioni non emerge invece
l’eventualità che fosse incinta, come avanzato in ipotesi
molto fantasiose.
Un quadro
psicologico piuttosto inquietante…
Aggiungici anche che
Norma Jeane aveva una viscerale paura d’invecchiare, e
soprattutto di perdere ciò che l’aveva resa una diva, una dea,
un mito per milioni di persone in tutto il mondo: la sua
bellezza. Sembra uno scherzo del destino ma con il suo gesto
estremo non ha fatto altro che fissare per sempre nel tempo
immortalandola nell’icona di ciò che voleva essere. “Voglio
semplicemente essere meravigliosa”, aveva detto… sembra lo sia
stato, è lo è ancora adesso, dopo 40 anni dalla sua scomparsa,
e qualcuno pensa che lo sarà ancora…
Chi si occupò
dei funerali?
Naturalmente DiMaggio! Si prese cura di
tutte le pratiche. Per vent'anni fece recapitare sulla tomba
di Marilyn una dozzina di rose rosse tre volte alla settimana.
Da notare che a differenza degli altri uomini che la conobbero
intimamente (o dissero di averla conosciuta), non parlò mai
pubblicamente di lei e non scrisse mai un libro sulla loro
relazione.
Un aneddoto da
vera diva?
Marilyn fece promettere al suo truccatore
personale che alla sua morte si sarebbe occupato del trucco.
Il truccatore rispose scherzando che l'avrebbe fatto se il suo
corpo gli fosse portato ancora caldo. Alcuni giorni dopo,
ricevette dei soldi e una nota: "Caro Whitey, mentre sono
ancora calda, Marilyn". Il truccatore mantenne la sua promessa
con l'aiuto di una bottiglia di whisky.
Formosa, forse
volgare, stupidina e ingenua, (nella vita come sul set) fuori
dal proprio tempo e da tutti i tempi, Marilyn Monroe ha
rappresentato inconsapevolmente una figura buona per tutti i
sogni e per tutti i marketing. Molti libri di cinema, o sulle
donne, o sulle icone, sintetizzando per la copertina una sola
immagine, hanno scelto Marilyn. Piaceva agli occidentali, come
ai mediorientali o ai cinesi che non l'avevano mai vista. Ha
creato un precedente per sempre, quello sessuale, che è molto
importante.
L'INTERVISTA E' STATA REALIZZATA GRAZIE A:
www.cosenascoste.com/marilyn/marilyn.php
www.corriere.it
http://it.wikipedia.org/wiki/Marilyn_Monroe
http://biografie.leonardo.it
www.internottola.it
http://web.dsc.unibo.it
www.archivio.raiuno.rai.it
www.mymovies.it
|