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Le AutoInterviste

IL DELITTO DI VIA VENETO

I coniugi Bebawi 
Colpevoli in libertà
ROMA 1964
Oggi è il 18 Gennaio, lo stesso giorno quando nel 1964 fu scoperto
il cadavere, a pochi passi da qui, di Faruk Chourbagi, ricchissimo
industriale e figlio di un ex ministro del Tesoro del re d’Egitto.

 

 

 

 

Dalla finestra dello studio guardo i tetti e le antenne dei palazzi di Via del Tritone.
Aspetto Adamo che si è allontanato per un bisogno urgente…

Quando rientra ha un ghigno di sofferenza.

Tutto bene?
Insomma, credo di essermi beccato qualche virus fastidioso… Come sta il tuo carissimo papà? E soprattutto che ci fai da queste parti benedetto ragazzo?

Sono in difficoltà!
Ma dico io… quando non lo sei?

Dai non scherzare… oggi ricorre l’anniversario della morte di Faruk Chourbagi e devo assolutamente scrivere qualcosa per il giornale. Ricordi il fatto?
Certo, a quel tempo ero redattore di nera al mio giornale e ricordo benissimo che il mio capo mi incaricò di seguire il caso.

Dai fai il bravo… raccontami qualcosa.
Cosimo prende alcune carte da uno scaffale a lato della scrivania
Eh già era proprio il 18 gennaio da poco passate le 9 quando Karin, segretaria di un'azienda che commerciava in lana – scopre, riverso a terra nel suo studio di via Lazio a due passi da Via Veneto a Roma, il cadavere di Faruk Chourbagi, 27 anni, egiziano di nascita, nazionalità libanese, ricchissimo industriale, figlio di un ex ministro del Tesoro del re d’Egitto.

Karin era appena arrivata in ufficio vero?
Sì. Raccontò alla polizia che, a causa di un guasto dell’ascensore, arrivò trafelata dopo aver fatto le scale a piedi. Come ogni mattina si tolse il cappotto e preparò il caffè. Unica cosa insolita la porta dell’ufficio di Faruk era chiusa. Lei allora decise di bussare senza ottenere risposta.

Che fece Karin, entrò?
Certo che entrò… e da quel momento si aprì uno dei casi più misteriosi che la cronaca nera ricordi e soprattutto fece seguito una vicenda giudiziaria che durò otto lunghi anni impegnando i migliori avvocati dell’epoca, fra i quali Leone e Vassalli.

E cosa vide?
Il suo capo riverso bocconi sul pavimento, immerso in una pozza di sangue. La polizia scientifica accertò in seguito che l’assassino lo aveva freddato con 4 colpi di pistola cal. 7,65, tre alla testa e uno alla schiena. Non ancora soddisfatto lo sfregiò riversando sul viso un’intera boccetta di vetriolo..
 
Chi era la vittima?
Faruk Churbagi, uomo affascinante, laureato ad Oxford, ricco fin dalla nascita e, naturalmente, molto conteso dalle donne che non disdegnavano il suo patrimonio.

Chi l’aveva visto per l’ultima volta?
Il portiere dello stabile nel pomeriggio del sabato precedente.

Ricapitoliamo: l’ultimo a vederlo vivo è stato il portiere il sabato pomeriggio mentre la prima a vederlo morto è stata la segretaria il lunedì mattina… Esatto?
Certo! E tra le due testimonianze nessun altro testimone, nessun evento che in qualche modo potesse aiutare le indagini.

Quindi nessun elemento… che fa la polizia?
Di una cosa si era certi, la porta di ingresso non era stata forzata per cui la vittima doveva conoscere benissimo il suo assassino. Le indagini puntarono subito nella cerchia di amicizie del giovane industriale, conosciuto nella capitale come ricco ed affascinante playboy.

Scoprì qualcosa di interessante?
Dopo alcuni interrogatori la polizia venne a sapere che Faruk intratteneva una strettissima relazione sentimentale con Claire Bebawi, un’egiziana molto avvenente residente in Svizzera.

Tutto normale quindi…
Direi di sì, ma c’era un piccolo particolare che insospettì gli investigatori. Il giorno stesso del delitto la bella Claire era partita dalla Svizzera diretta a Roma assieme al marito. Circostanza confermata dalla segretaria. Infatti quest’ultima, nel primo interrogatorio, aveva dichiarato di aver assistito il venerdì precedente ad una telefonata fra i due e di aver visto Faruk sbiancare dalla paura mentre si accordava con Claire per un appuntamento presso il suo studio proprio nel giorno di sabato. Si cercò quindi di rintracciare immediatamente i coniugi Bebawi.

Chi sono i coniugi Bebawi?
Lui, Youssef, 39 anni era un uomo di affari ricchissimo; lei Gabrielle, detta Claire, coetanea del marito, una donna bellissima. Si erano sposati quando lei aveva appena 13 anni. Matrimonio felice con la nascita di tre figli. Tutto bene finché Claire incontrò Churbagi in Svizzera e se ne innamorò follemente. Per Faruk invece, a quanto dicono le cronache, sembra non fosse altro che una semplice avventura.

Torniamo al soggiorno romano… i Bebawi prendono il treno ed arrivano a Roma, giusto?
Esattamente, ma ciò che insospettisce la polizia è che, arrivati nella capitale attorno alle 17, prendono alloggio in una piccola pensione vicina agli uffici di Chourbagi, per poi partire alla volta di Napoli con il treno delle 19.20, destinazione Brindisi e da lì, con il traghetto, per Atene, in attesa di un volo per Beirut. Come vedi un soggiorno troppo breve per non destare sospetti.

Quindi abbiamo una pista?
E che pista! La polizia localizza i coniugi Bebawi ad Atene e tramite l’Interpool ne ottiene l’estradizione.

Come vanno gli interrogatori?
L’ispettore non crede alle sue orecchie! Yussef accusa immediatamente la propria moglie di essere stata l'autrice del delitto spiegandone le circostanze: quel famoso sabato la donna si era recata da Faruk dicendo al marito di voler rompere definitivamente con lui. Il marito stesso l’accompagnò in via Lazio, ma Claire preferì salire da sola nello studio. Lui rimase di sotto ad attenderla. Lei, dopo alcuni minuti, scese e gli confessò di aver ucciso Farouk con la pistola sfigurandolo con il vetriolo. Per avvalorare questa tesi Youssef aggiunse due particolari importanti: un testimone lo aveva visto in strada, davanti al portone. Claire aveva delle bruciature alle mani, bruciature che solo il vetriolo avrebbe potuto procurarle.

E Claire come si difende da questa accusa?
Secondo Claire le cose erano andate diversamente: lei comunicò al marito di voler chiudere definitivamente la storia con Farouk. Una volta a Roma si fece accompagnare in via Lazio. A quel punto secondo la versione di Claire il marito rimase ad aspettarla sotto il portone. Lei salì, appena entrata nell’ufficio del suo amante venne raggiunta di sorpresa dal marito. Lei assistette all’omicidio senza partecipare minimamente.

Quindi le due versioni coincidono fino sotto il portone in via Lazio…
Sì, ma il testimone e le bruciature sulle mani di Claire fanno pendere la bilancia dalla parte del marito.

 

 

 

Come andò il processo?
Dopo due anni di indagini, non si riuscì a stabilire con certezza chi dei due fosse il vero assassino. I due coniugi continuarono ad accusarsi vicendevolmente e il dibattimento appassionò l’opinione pubblica in modo così morboso che si arrivò addirittura a scrivere minuziosamente gli incontri di sesso tra i due amanti con il calcolo di quante volte erano stati insieme durante i tre anni della loro relazione. Tieni conto tra l’altro che non era stata assolutamente una storia tranquilla, quindi le vicende venivano condite da ingredienti di violenza, liti, fughe, insulti ed addirittura percosse.

Interessante…
Amore e morte, tradimenti e vetriolo… tutti ingredienti che stimolarono la curiosità dell‘opinione pubblica. In più c'era il fascino di Claire Babawi, una donna molto bella che aveva un ascendente fortissimo sugli uomini e, forse, anche su avvocati, giudici e giornalisti.

E la sentenza?
La pubblica accusa sostenne che l'uno e l'altra avevano avuto un movente valido per uccidere: la gelosia di lui, la vendetta di lei, ma come ti ho detto prima non fu possibile risalire all’esecutore materiale del delitto. E’ pur vero che Youssef era un discreto tiratore e sapeva maneggiare un'arma, ma il delitto avvenne ad una distanza molto ravvicinata, per cui era possibile che a sparare fosse stato una persona non esperta.

Quindi?
Tra pianti, liti, insulti colpi di scena, svenimenti, feroci litigate si arrivò alla sentenza dopo 30 lunghissime ore di camera di consiglio: non essendo possibile precisare se lui o lei fosse l'assassino, pur nell'amara consapevolezza che un colpevole sarebbe rimasto impunito, furono assolti per insufficienza di prove!

Scusa ma la presenza del testimone non avrebbe dovuto in qualche modo scagionare il marito?
Il testimone si confuse sugli orari e non fu ritenuto attendibile. Il fascino di lei, secondo me, poi fece il resto.

Quindi fu lei la protagonista indiscussa del processo?
La bella egiziana in aula ammaliò letteralmente il pubblico. Ricordo che un giornale romano iniziava tutti i suoi articoli con la frase: "Una donna così bella non può rimanere in carcere". Dai retta a me benedetto ragazzo… fu la sua bellezza a farla assolvere, prima ancora della mancanza di prove.

Quindi ogni udienza era uno show…
La maggior parte degli articoli dei giornali più che soffermarsi sulle vicende giudiziarie descrivevano dettagliatamente gli occhi da cerbiatta della bella signora, nonché lo sguardo voluttuoso, la pelliccia d'ermellino lasciata scivolare con noncuranza sulle belle gambe ecc…

Come venne accolta la sentenza?
Ricordo un fatto penoso. Durante la lettura ci fu un interminabile e caloroso applauso che stava a dimostrare che in quella storia il popolo aveva fatto il tifo per i colpevoli e non per i giudici.

Naturalmente la pubblica accusa ricorse in Appello, immagino…
Si certo, nel 1968 il processo d'appello si svolse a Firenze, Claire non era più la signora Bebawi, avendo il marito sanzionato il ripudio con il divorzio, e si era trasferita al Cairo. Questa volta furono condannati entrambi a 22 anni. L’accusa riuscì a dimostrare la complicità dai due sia nell’omicidio premeditato che nella successiva fuga in Grecia.

Furono arrestati finalmente!
Eh no, i due si erano ben guardati di partecipare alle sedute della Corte d’Appello e girarono molto alla larga dai nostri confini nazionali. Lei in Egitto e lui in Svizzera.

Quindi… colpevoli in libertà!
Ricordo che, qualche anno dopo, Claire, intervistata al Cairo, dove nel frattempo svolgeva l’attività di guida turistica, si dichiarò fiduciosa che la Cassazione l'avrebbe dichiarata innocente. Ciò, invece, non avvenne. Nel novembre del 1974, venne confermata la condanna di Firenze!

Morale?
Nessuno ha mai pagato per l'orrenda fine di Faruk!





 

 

L'INTERVISTA E' A CURA DI ADAMO BENCIVENGA
REALIZZATA GRAZIE A:

http://www.misteriditalia.it/altri-misteri/bebawi/

http://robertosantini.splinder.com/tag/cronaca+nera+caso+bebawi

http://www.popobawa.it/misteri/cronacanera/bebawi.htm


Foto Sergey Ryzhkov
 

 

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