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Nella
saletta interna del Caffè Greco Cosimo Salini mi parla del suo
viaggio in Tunisia prenotato da tempo. Passerà il Capodanno in
mezzo al deserto del Sahara sotto una tenda beduina. E’
entusiasta della cosa.
“Vado con tre amici di vecchia data. Tutti rigorosamente
single!”
Sopra il tavolino di marmo tondo una pila di giornali. I fogli
sono ingialliti. Presumo che non siano giornali recentissimi.
“Cosa guardi con tanto interesse?” Ride.
“Beh sai per deformazione personale, mi incuriosirebbe sapere
a cosa stai lavorando!”
“Una
produzione televisiva tedesca mi ha chiesto delle informazioni
sullo scandalo Casati Stampa, vogliono farci una fiction
a puntate in seconda serata!”
“Fammi ricordare…… Anna Fallarino vero?”
“Si
proprio lei, la moglie del marchese.”
“Gente in vista!”
“Molto e
soprattutto ricchi."
“Chi erano?”
I
coniugi Casati Stampa si sono sposati nel 1959. Abitano nella
capitale e fanno parte della high-society. Conducono una
intensa vita mondana onorando svariati salotti romani e
presenziando ogni anno alla prima della Scala.”
“Lei morì in circostanze tragiche, vero?”
“Fu
trovata morta la sera del 30 agosto 1970, insieme al marito e all’amante nel suo attico in
Via Puccini nell’elegante ed esclusivo quartiere dei Parioli.”
“Chi li ha trovati?”
“Una
telefonata alla questura avvisa la Polizia dell’omicidio. Lo
spettacolo che si presenta agli occhi increduli degli uomini
della Squadra Mobile è sconvolgente. Anna Fallarino, la
bellissima moglie del marchese Casati, è seduta sulla poltrona
priva di vita con un seno trafitto da una raffica di pallini
sparati da un fucile da caccia e gli occhi ancora spalancati
per il terrore. In un angolo c’è il cadavere di Massimo
Minorenti, studente di Scienze Politiche di 25 anni, amante
della donna da quattro mesi. Sdraiato a terra, il corpo del
marchese Casati, 43 anni, con accanto il fucile ancora caldo.”
“Mi sembra il classico delitto passionale!”
“Già,
nessun mistero. Lo studente e la donna si incontravano di
nascosto.”
Il marchese come aveva scoperto la tresca?”
“La
cronaca racconta che la notte precedente al delitto dalla sua
villa veneta, dopo una battuta di caccia, il marchese telefona
a Roma e rimane sconvolto. Chi risponde al telefono di casa
sua a quell'ora insolita è il giovane Massimo Minorenti.”
“Immagino che si precipita immediatamente a Roma.”
“Immagini
bene! Non
sappiamo se i due confessano oppure vengono colti in
flagrante. Sappiamo con certezza però che quella sera il
marchese dice alla servitù di non disturbarlo per nessun
motivo. Anna era in short attillati e una camicetta
scollata. Lui molto probabilmente si rende conto che qualcosa
gli è sfuggito di mano e che tra i due c’è un legame molto più
forte di quanto pensasse. In preda ad un raptus di gelosia
spara ai due amanti e si toglie la vita con la stessa arma. Il
colpo a distanza ravvicinata gli spappola il cervello. Tracce
di materia cerebrale sono state ritrovate sui quadri attaccati
al muro.”
“Scusa il mio cinismo, ma dov’è lo scandalo?”
“Nulla
caso chiuso. Abbiamo un assassino, due omicidi e un suicidio
con tanto di movente. Stop.
“Qundi...”
Le
sorprese vengono fuori al momento della perquisizione
dell’appartamento.”
“Cioè?”
“In un
cassetto viene trovata una sterminata collezione di foto che
ritraggono nuda la bellissima e seducente Anna Fallarino, da
sola oppure con altri uomini, in
posizioni a dir poco oscene.
Viene trovato anche un diario con la copertina di pelle verde,
dove il marchese Camillo descrive minuziosamente gli incontri
erotici della moglie con numerosi amanti spesso inconsapevoli
e le sensazioni che prova a vederla posseduta da altri
maschi.”
“Dio mio! Dai racconta.”
“Ti leggo
qualche passo: “Oggi Anna ha incontrato un aviere. Era giovane
e bellissimo. E’ stato un incontro fantastico. Anna era felice
ed ha partecipato intensamente.” Oppure: "Oggi Anna mi ha
fatto impazzire di piacere. Ha fatto l’amore con un soldatino
in modo così efficace che da lontano anche io ho partecipato
alla sua gioia. Mi è costato trentamila lire, ma ne valeva la
pena". O ancora: “Oggi siamo stati sul litorale di Fiumicino,
in molti la guardavano. Indossava un cappello nero ed un
vestito con una scollatura molto profonda. Ci siamo seduti in
un bar e lei ha accavallato oscenamente le gambe. Abbiamo
scelto un giovane. E’ stato appagante. Per ricompensarlo gli
ho regalato cinquantamila lire.”
“Interessante…”
“Nella
sua ossessione erotica, il marchese spinge la moglie ad andare
oltre ogni limite compiacendosi della totale dipendenza
psicologica. Lui le dà istruzioni come vestire, come sedurre e
diventare preda di attenzioni da parte di sconosciuti. Lei si
lascia fotografare e filmare tra le braccia di robusti giovani
quasi tutti militari di leva o borgatari delle periferie di
Roma.”
“Quando scoppia il caso?”
“Quando
foto e diario giungono alla stampa. Tieni conto che siamo
ancora negli anni Settanta dove l’italiano medio legge di
nascosto quel Playboy dove al massimo si può intravedere un
seno velato. La storia di quel triangolo maledetto appassiona
il pubblico al punto che i giornali cominciano a pubblicare
addirittura a puntate le prodezze erotiche dei coniugi
viziosi. Il Messaggero di Roma aumenta la propria tiratura a 500 mila
copie al giorno. Le foto della marchesa vengono riportate su
parecchie riviste tipo il mitico Men e L’Europeo. Si tratta di
oltre 1500 immagini dove Anna è immortalata su spiagge
private, in casa da sola o durante caldissime performance.”
“E’ davvero bella Anna Fallarino?”
“Non
solo… Una quarantenne di classe che mostra meno della sua età.
Per far risaltare ancora di più il suo meraviglioso corpo, non
esita, già a quel tempo, a ricorrere al chirurgo estetico
rifacendosi ad esempio il seno con protesi di silicone. A
giudicare dalle fotografie uscite sui rotocalchi lo sguardo
appare comunque ingenuo in contrasto con le labbra sensuali
tenute sempre semiaperte.”
“Chi è davvero Anna?”
“Anna è
di origini povere, non è nobile. All’età di tre anni è stata
abbandonata dalla madre fuggita con un altro uomo. Nel 1945,
all’età di 16 anni, si trasferisce da Benevento a Roma con
l’idea di darsi al cinema, ma non farà più di una comparsa nel
film Totò Tarzan. Grazie alla sua bellezza prorompente scala
rapidamente i gradini della scala sociale attraverso i letti
caldi della Roma Bene. Conosce un facoltoso ingegnere,
Giuseppe Drommi, che la sposa e la introduce nel giro
dell’alta società. Un mondo insolito per lei, e
immancabilmente ne viene
stordita e travolta.
“Quando conosce Casati?”
“Si erano
incontrati per la prima volta a Cannes nel 1958. Tra loro
scoppia subito la scintilla, ma lui è sposato e quindi ne
diventa dapprima l’amante. Poi decidono di sposarsi.”
“Quindi tutti e due in seconde nozze…”
“Sì.
Casati, in prime nozze aveva sposato Letizia Izzo in arte
Lydia Holt una soubrette di rivista dalla
quale aveva avuto l’unica figlia Annamaria. Poi la moglie
muore e il
marchese per sposare Anna spese circa un miliardo di
lire per annullare il
matrimonio di lei alla Sacra Rota… con la promessa che
Anna avrebbe rinunciato per sempre alle sue ambizioni
cinematografiche.”
“Scusa qualche domanda mi viene spontanea. Prima hai parlato
di dipendenza psicologica, ma cosa spinge Anna a compiacere un
marito fino a quel punto? Quali possono essere le
motivazioni?”
“Le
risposte possono essere diverse. Le sue origini, il suo
arrivismo probabilmente pesano nel rapporto. Perciò accetta il
gioco per una sorta di continuo recupero scambiando l’intrigo
con il degrado. Tieni conto che Camillo Casati Stampa era
discendente di una tra le più antiche famiglie nobili
italiane, con un patrimonio all’epoca valutato circa 400 miliardi
di lire.”
“L’altra domanda è: come mai il marchese, così geloso da
uccidere, organizza questi incontri con ragazzi mercenari?”
“Mi viene
da rispondere che le vie della trasgressione sono infinite.
Comunque questi ragazzi vengono regolarmente pagati quasi a
suggellare il rapporto mercenario, lo scambio di merce e
quindi nulla a che vedere con l’amore. C’è da dire che più
volte il marchese nel suo diario fa trapelare il timore di un
possibile coinvolgimento sentimentale della moglie, ma
l’ossessione erotica è più forte fino a vincere queste paure.”
“A quanto pare quei timori più volte scongiurati si sono
avverati…”
“Eh sì,
Anna si innamora, Massimo Minorenti è giovane, studente fuori
corso, bello e squattrinato. Verso di lui non nutre solo una
semplice attrazione sessuale. Così decidono di incontrarsi di
nascosto, ed iniziano un rapporto clandestino, finché Camillo
scopre tutto.”
“Si arriva così all’epilogo del dramma….”
“Il
giorno dell’omicidio il marchese dice al maggiordomo che vuole
essere lasciato solo. I tre quindi si trovano
nell’appartamento. Poi scoppia la tragedia... Forse Anna oltre
a confessare la relazione dice al marito di essere stufa di
quei giochi erotici sognando di rifarsi una vita.”
“Quindi un epilogo che riabilita i viziosi…”
“Hai
ragione non ci avevo pensato! Lei che dopo anni di giochi
erotici scopre l’amore. Lui che aveva costretto la propria
moglie ad andare con altri uomini, impazzisce quando scopre
che oltre al corpo qualcuno possiede anche il cuore di lei.
Questo no! Non può sopportarlo! Scrive frasi piene di amarezza
sul suo diario: “E’ la più grande delusione della mia vita,
vorrei essere morto e sepolto. Che schifo, piccineria,
voltastomaco quello che mi ha fatto Anna. Solo lei, con la sua
mentalità piccolo borghese, poteva farmi una cosa così losca.
Pensavo che fossimo l’unica coppia legata veramente, e invece…
Sto letteralmente morendo internamente e ho perso tutto.” Il
24 Agosto poco prima della strage pensa al suicidio, scrive
alla sua amata chiedendole di andarlo a trovare al cimitero
una volta morto. Poi, però, ci ripensa. L’estremo messaggio lo
scrisse sul retro di un calendario erotico, pochi istanti prima
di irrompere nel salotto della sua casa romana imbracciando
l'arma del delitto: «Amore mio, vita mia, perdonami, ma quello
che farò lo debbo fare. Addio, mia unica gioia passata».
“Ma secondo te, i due avevano rapporti regolari?”
“Ho
capito dove vuoi arrivare… In Camillo Casati c’è una forte
componente femminile inconsapevole. La donna inconsciamente
rappresenta una parte femminile del proprio "io". La sua
ragione di vita è vedere la propria moglie godere tra le
braccia di un altro, creare una specie di sostituto alla
propria impotenza.”
“In quei rapporti a tre, il marchese scatta foto, li riprende
con una cinepresa, ma non partecipa mai attivamente, quindi
niente omosessualità?”
“Eh no!
Lui non è protagonista di queste storie, gode nel vederla
godere. Le procura i partner, li avvicina, combina gli
incontri, pattuisce il prezzo, valuta e li sceglie anche dal punto di vista
fisico, per poi suggellare quegli incontri con migliaia di
foto.”
“Io ci vedo solo deviazione o come si diceva una volta
perversione.”
“Benedetto
ragazzo! Non ti
facevo così moralista! Oggi è quasi normale venire a
sapere di un marito che porta la donna in un privé e la cede
in comodato d’uso. In questo caso invece ciò che è diverso è
la non occasionalità, il gusto del dettaglio, la
programmazione di una pratica… Tieni conto che lui partecipava
attivamente alla preparazione della moglie, consigliandole il
trucco, i vestiti, il modo come approcciare ecc.”
“E Anna è solo una vittima?”
“Credo
proprio di no! La calda Anna che apre le gambe davanti
all’obiettivo è un animale che si lascia condurre facilmente,
ma non ne è vittima. Anche lei ricava piacere diretto da
quelle situazioni anormali che sicuramente appagano la sua
forte componente di esibizionismo. Le foto e l’attenzione
degli altri uomini ne sono l'esempio. Si racconta che
addirittura durante il viaggio di nozze il marchese invita la
moglie ad abbandonarsi alle attenzioni di un cameriere di
albergo. Anna si concede dando piena soddisfazione alle
fantasie del marito e all’incredulo cameriere che verrà
liquidato con una generosa mancia.”
“A chi va la consistente eredità del marchese?”
“La
coppia non ha figli. E’ la figlia di primo letto di Camillo
Casati, Anna Maria, la beneficiaria del patrimonio. La stessa
Anna Maria riesce ad ottenere il sequestro di una
pubblicazione oscena in cui erano presenti molte delle famose
foto. Non si scoprirà mai come
giunse il materiale alla stampa.”
Cosimo si alza, ha fretta.
“Scusa ma ora devo andare. Mi aspettano i tedeschi e sai che
non tollerano ritardi…… ah dimenticavo. Chiaro che quello che
ti ho detto resta tra noi…”
“Certo, non scriverò neppure una parola di quello che ci siamo
detti.”
Cosimo esce ed io frugo nella mia tasca sinistra della giacca
alla ricerca del mio piccolo Sony.
Click.

L'INTERVISTA
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Foto di DONATOTESTONI
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