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Il
dolore passa in fretta, lascia il posto a un piacere sleale, il desiderio
squassa la testa. Ti sento scardinare la coscienza mentre il mio mare
trabocca, la mia anima è simile a un binario sul quale procedo dritta
guardando le mie certezze cadere. Mi sento venire.
Sei Tu
che mi conduci alla voracità di una bestia senza pudore. Ti sento carpire
ogni mia bocca, liquefarla e annusarla. Tu preferisci guardarmi sbocciare,
espandere e appassire, morire sullo stelo che mi irrita ma non mi lascia
deserta. Prigioniera, stremata da un desiderio tiranno, Tu mi prometti il
pianto.
La cera
profuma ogni passaggio e mi lascia martoriata. Scortichi agli angoli le
labbra e mi scavi il ventre, noncurante ed egoista non esistono barriere
tra le mie pieghe e i miei anfratti, mi schiudi in gemiti di sofferenza.
Ti sento squassarmi alla sorgente, immancabilmente darmi forma, il gusto
che ci provi mi fa ingorda. Mi perdo. Davanti alle bocche ripulite, ai
colli circondati, alle natiche graffiate, Tu mi rendi mercenaria.
Ti
sento colare cera sulle mie labbra e le mie carni invece di contrarsi,
brillano, si lasciano allargare. Ogni mia entrata resta tenera, si
inumidisce e gonfia, Tu mi rendi torrida. Aggredita dalla morsa di un
orgasmo che mi ubriaca. I miei pensieri si annidano di urla, la più
sublime delle infamie, e Ti sento, trabocchi dalla mia parte interna.
La mia
figa viene inflitta, le mie labbra pulsano battute. Sotto la Tua mano che
va e che viene mi fai complice di una carne capricciosa. Dalle mie gambe
fino al volto che mi invadi, Tu mi mordi, e del mio amore fai incesto con
un cucciolo impaziente. Come un folle, dalla mia pelle sradichi il
godimento, spietato come un lampo mi strappi grida involontarie.
Tu mi
sconvolgi, e nient’altro conta, solo ogni contrazione sottomessa e ogni
suono sordo con cui Ti imploro: ho ancora voglia. Come l’acqua al fuoco,
con la lingua per punirmi, mi comprimi, mi devasti il sesso e mi incateni
al pianto la manifestazione del piacere. Ti sento adagiare il mio
clitoride sull’indice e comprensivo sostenerlo, Tu mi possiedi e nella mia
rigidità mi stanchi. Un’inquietudine mi arrechi da scoppiarmi il cuore.
Cambi il mio linguaggio e la concatenazione dei miei pensieri, come una
bambina quando giura una promessa mi rendi pura la coscienza: Mio Signore
sgomentami nel cuore purifica il mio sesso nell’Essenza. (A Michael)
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