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"A signura cchi minni grossi - 'a ricuttiata"
A signura cchi minni grossi stava rincasando dopo aver trascorso la serata a un corredu, a giorni infatti si sarebbe sposata la figlia di una sua amica e quella sera c'era lu corredu espostu.
Era una serata buia senza luna e con poca gente per le strada, affrettò il passo perchè le parve che qualcuno la seguisse, un'ombra li' in fondo alla via; si fermò davanti a una vetrina e con la coda dell'occhio cercò di guardare meglio.
Si', qualcuno la seguiva, "Bedda madri ma cu è? chi voli chistu?" pensava tra sè.
Attraversò la strada per camminare nella parte meglio illuminata dai lampioni, passando sotto il ono di luce di uno di questi le parve di riconscere quell'ombra che la seguiva "Gesummaria iddu è! Uhhuuu, ma chi voli?".
L'averlo riconosciuto e il fatto che quell'uomo la stesse seguendo furtivo le faceva buttiari lu cori " chi voli chistu stasira?" si dumannava; pensò di fermarsi, facendo finta di aggiustarsi la fibbia di una scarpa, per guardarlo meglio e ne fu sicura "Propriu iddu è!"
Quell'uomo che la seguiva era il futuro sposo, ma perchè la stava seguendo?, che voleva?
A signura si sentiva le cartati di cavuru acchianarici, quella situazione la stava eccitando assai.
Le scorsero davanti gli ochhi le immagini della serata:l'amica con la figlia e lu zitu, il futuro marito; un beddru pezzu di masculu che l'aveva subito colpita "Uhuu un toru è!" fu la sua prima impressione ammirandone la figura muscolosa e tarchiata con un collo taurino da lottatore che esprimeva una virilità prorompente.
Nel corso della serata fu certa che anche lui non era rimasto indifferente al suo fascino, e come avrebbe potuto? a signura cchi minni grossi era uno spettacolo! la veste rossa che portava la rendeva ancora più vistosa, la vita stretta ad arte da
un bustino, che con l'aiuto di un capiente reggiseno metteva in bella mostra i seni enormi e lussuriosi.
Gli occhi di quel masculu per tutta la serata furono fissi su di lei e talvolta le sembrava che la spogliassero, "Gesummaria comu mi talia, e comu pari nfuculiatu! Uhhuu!" diceva tra sè tutta livata di versu.
Dapprima ne fu infastidita ma poi trovava la cosa intrigante assai, il fatto che il futuro sposo non avesse occhi che per lei la faceva arrussiari di piaciri; cominciò allora a stuzzicarlo con certe occhiate languide e maliziose da ammaliatrice che erano ripagate dall'uomo con vistosi attrantamenti di cavusi che la facevano avvampari di desiderio.
La sua amica le diceva che il genero era di un paese vicino e che fosse un buggisi assai ricco, proprietario di estesi feudi intorno a u paisi; insomma un buon partito per la figlia della quale cominciò a magnificare a biddizza e le virtù che dovevano essere molte per meritarsi un cosi' beddu masculu.
A signura cchi minni grossi annuiva sorniona, tuttavia guardando la figlia non le trovava proprio nessuna biddizza, "na scecca è! comu fici a capitari stu beddu masculu?" e per quanto riguardava le virtù: le malelingue dicevano che era na gran pampinara; "Veru avi a essere, la faccia di pampinara ci l'avi e avi na funcia di porcu propriu precisa pi sucari masculi" diceva tra sè
"Non ti dimenticare di prenderti il pacchetto con i cannoli da portari a tu maritu" si raccomdò l'amica prima di accomiatarsi per accogliere altri ospiti.
Seduta su un divanetto con alle spalle la finestra spalancata 'a signura si gustava simenza e calia, l'uomo le si avvicinò porgendole una coppa di vino "Favorite? tastiatilo e sintiti chi gran vinu, è fattu cu la me racina"
"Davvero?" disse lei con un sorriso seducente; ebbe appena il tempo di un primo sorso che l'uomo la vasò sull'enorme decolletè.."Uhhuuu ma chi faciti?!" balbettò sorpresa, quel bacio le tolse il respiro provocandole un lungo brivido di piacere; l'ardore di quella vasata e l'insolenza di quel masculu le facero svampuliari lu focu 'mezzu i cosci.
A signura cchi minni grossi era arrivata davanti a casa e l'uomo non si decideva ancora a raggiungerla, apri' lentamente il portone Uhhuuu si sentia u cori buttiari e i cartati acchianarici; senti' l'uomo dietro di sè e si voltò:
"Gesummaria siete voi! mi avete messo paura, ma chi vuliti?"
"Mi scusassi signura, le ho portato il pacchetto di cannoli, ve lo siete dimenticati!"
"Uhuu solo per questo mi avete seguita?" rise maliziosa guardando come fossero attrantati i so cavusi e entrò nella 'ntrata seguita dall'uomo che le smanciunava i fianchi "Non ho mai visto na fimmina accussi'bedda e sciaquata...facitivi vasari!" e la baciava sul decolletè sussultante di lussuria.
"Ma pi piaciri, Arrera?..ma chi faciti!"
Come risposta l'uomo la strinse a sè ancora di più affondando il testone tra i minni surati e smanciunannu a piene mani le natiche enormi e stricannu i cavusi attrantati "sintiti stu me cannolu, lu vuliti stasira? "
Uhhhuuu certu chi a signura lu sintia lu cannolu, eccome se lo sentiva e si stava arricriannu tutta, "Beddra madri comu l'avi trantu! Uhuu chi masculazzu!" diceva tra sè e sentiva lu sticchiu vagnarisi di piaciri, finse di volere allentare la sua morsa "Ma cosa credete? c'è mio marito di sopra, può sentirci! circati di finirla!" e intanto c'arriminava i cavusi attrantati e sospirava
"Itivinni! Ca no.." mentri ricuttiava comu na gran tappinara.
L'uomo le cacciò le mani sotto la veste facendo scorrere li irita 'n mezzu lu culu grossu, fra le natiche bollenti e sudate; maniannuci i mutanni le sussurrò all'orecchio "Mi li rati i mutanni?"
Uhuu questa richiesta bizzarra e inaspettata la fece avvampare ancora di più "No no, ma chi diciti?! ma chi aviti stasira?"
Ma l'uomo le alzò la veste fino a scoprirle le mutandine di pizzo rosso scarlatto "Uhhuuu! chi biddizza! e chi su nichi!!"
Sì, le mutandine indossate dalla signora erano nichi assai, un modello da bbuttana, così piccole e vezzose da essere incapaci di contenere il foltissimo pelo corvino che spuntava ai lati e che li rendeva ancora più vistose; restò cu l'occhi svitriati a taliariccili... "Mi li rati?" balbettò comu un checcu.
"Bedda madri, abbasta che ve ne andiate!" si sfilò i mutanni e ubriaca di piacere li stricava sulla faccia dell'uomo "Teccà ciarativilli!" ridendo fragorosamente comu na tappinara, fu un attimo e si ritrovò l'uomo ai suoi piedi che spingeva il testone tra le sue cosce pi vasarici lu sticchiu.
"Beddra madri! ma comu a fari stasira chu chistu?" sospirava lei ridacchiando mentre stringendone il testone sbarrachiava i cosci sembrando dirgli "Arricriati!" e muvia li cianchi a furriari pi farisillu vasari megliu; Uhhhuuu sintia lu sucu nescisci e ci lu stricava supra la vucca.
"Mugghieri ma cu è? cu c'è?" le parole del marito echeggiarono nell'ntrata.
"Niente niente, io sugnu staiu acchianannu!" replicò a stento con voce rotta dal piacere della ricuttiata.
L'uomo si alzò in piedi di scatto, ansimante e con in faccia l'espressione di belva stanata;
"Abbastà! ora itivinni, spirugliativi!" le sussurrò a signura cchi minni grossi che surata, vagnata di piaciri gli aprì il portone.
"Ni putemu viriri arrera?"
"Uhhuu Bedda madri! 'n sacciu, viremu si capita; pi ora nisciti prima chi scinni me maritu" e chiudendo il portone alle sue spalle lo accompagnò cu na taliata che sapeva di arriverdeci.
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racconti di Aurelio Pernice
Questo racconto è frutto della mia fantasia,
non fa assolutamente riferimento a personaggi, luoghi, fatti reali. 
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