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Queste parole non andranno perse,
non come altre, sussurri in questa notte di vento, in questa notte di
vento che fa tremare i vetri, che fa tremare me nel tormento. Nessun
desiderio che fa più luce, di quello che rimane per te che non saprai,
che non leggerai di queste parole, che non bastano più. Parole, sollevate
da terra che toccavo, sfumate sull'evanescenza di una nuvola. Nessuna
ombra stasera, giro le misure del letto lenzuola scalzate dall'insonnia
ingorda che mi prende con sé, impaga e voluttuosa, serpente che mi
avvinghia le gambe inquiete, mi lascia stremata, con gli occhi gonfi pelle
arida di viso non lavato, bocca crespa per la sete infelice della tua
assenza.
Hai avuto la chance che cercavi,
mi hai fatto girare il corpo che incedeva nella ripresa di una vita
rettilinea ho curvato, le braccia, i pensieri e i sensi spostando le
viscere verso te. Tempo...e di nuovo fiato da respirarti sul collo pelle
sotto le unghie quando mi desideri e gocce dalla tua fronte sui miei seni
una ad una, nei brividi di un alba vicina, mentre le mie mani affogavano
nei tuoi capelli. Non ho aperto mai gli occhi per vedere i tuoi, ma li
sentivo fissi che accarezzavano i gradini del mio piacere tale il tuo,
nella forma perfetta della fusione. Non eravamo abbastanza divisi, abbiamo
creduto nella sufficienza di incontri stretti ad ore, pagando il conto per
l'uso, prima d'incontrarci... prima di scivolarci dentro senza freni ne
presupposti, nella miscela accesa che si consumava tra noi, a gara con la
legna nel camino che bruciava più lentamente.
Sono le
parole che non volevi sentirti dire quelle difficili, che imbarazzano e
fanno arrossire. Non dette si, perché gelate davanti al tuo improvviso
"vado via" scritte e prima ancora d'assaggio, per non farti
paura. Ho dosato i modi di raccontarti ciò che sento perché l'amore non
deve stravolgere, ma avvolgere nel sapore forte e deciso di un vino
importante, per due bocche assetate di piccoli sorsi. Toglierti di dosso,
dal mio profondo chiodo piantato nel cuore, ti sei portato via la più
bella luce d'anima, sotto le suole bagnate nella pozzanghera dove c'era il
mio viso riflesso, chino e deforme per il peso di un passo e due, poi il
terzo veloce, via, al rifugio di una macchina ancora in moto, lontano da
noi. Non posso fare a meno di te sei la mia svolta, all'angolo delle
scelte perché con te io sono donna completa, completamente donna. Tutto
così breve... maledettamente non, il mio amarti Hélène B. |
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