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E’ la giornata grigia, con una fascia di luce lontana, è l’aria di pioggia
che entra nei miei polmoni è la terra asfaltata con le macchie d’acqua di
ieri, non ancora asciugate, è per tutto questo che sono così, certamente
per questo. Non voglio trovare altre spiegazioni, andrei troppo nel
profondo a sviscerare dolore e un paio di rimpianti che non si placano,
che sfregano come carta vetrata sul cuore per levigare l’impasto di sogni
rimasto. E’ finita questa altra notte insonne, sfumata nella nebbiolina di
vapore dei vetri, a guardar fuori un punto fisso a cui chiedo, mi parlo
così.
A lui chiedo perché non taccio i sentimenti e vendo il piacere all’uomo
della settimana, un fascio di nervi che suda sul mio corpo, che mi spande
l’orgasmo sul ventre, prima del mio, che mi mugugna e non parla perché non
c’è niente da dire quando ti comprano con nessuna moneta.
Il silenzio dell’indifferenza
del con me o altre, l’importante è lui che gode, sfoga, consuma
divorando senza sapere cosa. Vorrei sentirmi solo carne che si mastica
ansimando per la foga di esserne sazi, vorrei essere puttana con l’anima
da parte, che si lava via sotto la doccia, mentre lui si riveste.
Dimmi
perché non io? Perché ogni volta ci metto l’intenso e mi fotto da sola
perdendomi, ad amare in trasparenza di sorrisi chiari , con gli occhi
felici da invidia, per l’uomo che mi riempie la donna che sono, che mi
apre il cuore prima delle gambe, che m’illude che sia la volta unica e
per sempre e poi sfugge perché ha finito, perché non ricambia la voglia
di coppia, si dilata ingombrandomi i sensi del suo profumo, mi preme
contro il suo torace, baciandomi i capelli, ballando nei pomeriggi di
noia.
Mi appoggia la testa sul cuore e
ride a sentire quanto è simile al suo, poi ci sputa sopra e con uno
strattone mi accompagna all’uscita. E allora basta, lascerò io lenzuola
disfatte col prossimo corpo che vorrà il mio, ne ho uno bello, pochi
direbbero di no e sarò io a godere per prima veloce, sicura nelle mosse,
per prendermi la superficie e il superfluo, con nessun dubbio se posso far
male, giusto il contatto con la malizia che piaccio fintanto che ne avrò
voglia, senza coppia se non accoppiati nelle ore di sesso… solo sesso,
solo sesso, solo sesso, solo il sorriso di essere grata della bella
serata, della cena magari e della prossima se ci sarà mentre lui me lo
chiede un domani , soddisfatto e illuso di tenere le carte in gioco a suo
favore, ma il poker è mio, nascosto negli occhi truccati e nella voce
sensuale di chi non concede risposte. Voglio comprare nel branco, il pezzo
che scelgo a mio uso, consumando la sua pelle fino a farlo venire urlando.
Voglio non sentire nulla, mentre rimetto i vestiti mi pettino con le mani
e lui mi guarda e mi vorrebbe ancora, accarezzandosi per ricordare. Voglio
aprire la porta con l’ultimo sguardo e un sussurro nel suo orecchio con la
bocca e l’alito caldo, per farlo sentire maschio animale, che ha cacciato
e preso la preda.
Voglio rimanergli addosso poi per tutto il giorno, pensandomi, sulle sue
labbra mentre scandisce il racconto al lavoro, a colleghi curiosi , sulla
sua fantastica notte. Voglio poi tornare a casa, più bella di quando sono
uscita, sorridendo allo specchio del bagno di quanto sono stata donna
seducente e così sensuale che non più tardi di qualche ora il telefono
squillerà cercandomi, ma … non mi troverà, sarò sotto la doccia, per far
evaporare la fantastica donna di una notte, piangendo forse, ma la carne è
sempre sul fuoco e cerca fuoco per bruciare senza sangue.
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