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Fammi ballare Prendimi
dai, fammi ballare! Non fermarti a domandare il mio nome, non frenarti a
pensare che sono signora, che potrei vergognarmi di questo spacco che
s’apre, di questa gonna che s’alza ad offesa di sguardi che scopro
indiscreti dove s’insinuano e toccano, non aspetto che questo! Le mie
cosce non aspettano altro!
Stringimi i fianchi e
fammi girare, prendimi in mano per serrarmi nel palmo nelle pieghe della
tua pelle, dentro le righe silenziose del tuo destino. Non voglio parlarti
di niente, vorrei solo affogare nel sudore che imperla e t’attraversa la
fronte nella tua espressione stupita che stima ed ammira i miei passi
leggeri che sanno danzare, che ti sanno mostrare la mia voglia infinita
d’essere ballo, di fondersi al suono di questa musica dolce che penetra
e invade, e m’accresce la voglia di girare ancora d’infilarmi squisita
nel marrone bruciato dei tuoi occhi sinceri e d’affidarmi sicura alla
stretta decisa delle tue mani sottili.
Voglio ballare e
voglio guardarti, sentirmi sospesa a girare in questa parte di sogno,
perché io ti conosco, so bene chi sei e t’imploro di credermi dove il
tuo passato ti rende memoria, non avrei mai pensato, non avrei mai sognato
che in un giorno di questo, dopo una vita di quella t’avrei rincontrato,
t’avrei ritrovato nel punto preciso dove la mia voglia aspettava, dove
il mio desiderio dimorava e cresceva da anni, assopito da gente e lavoro
in questa parte più scura di cuore.
Adesso sei qui e
neanche ricordi, e neanche ravvisi questa coscia perfetta ricoperta di
nero che ignota t’appare, senza sapere che l’ hai già veduta, che
l’ hai già toccata, che l’hai già bramata e persino anche avuta. E
sprofondo nei residui scomposti Dell’ancestrale mio desiderio, tu mi
senti esitare, mi vedi frenare ti fermi e mi domandi con gli occhi se hai
sbagliato dei passi. Ma io ti chiedo perdono e ancora ti prego, prendimi
dai, fammi ballare!
Fammi passare questa
notte di stelle e di luna. Senza pensare che è trascorso del tempo, che
senza salvarmi mi sono riempita di vuoto, di solitudine e giorni privi di
qualunque sostanza, sapessi quante volte follemente ho voluto e in quale
misura io t’abbia desiderato! Prendimi dai, fammi ballare, perché non
m’ importa quale prezzo ho pagato, adesso che muovi te stesso sincero e
deciso sopra il mio corpo, perché non m’importa se la tua memoria non
ricorda chi sono, se non riesce a capire chi è questa bella di donna che
t’ha invitato a ballare adesso, che sono felice e riempio quei giorni,
quel vuoto di tempo e ricordi d’infanzia ballando con te, ballando in
quel letto che non ti riconosce più prete.
Francesca Alfonzo (poesia tratta dalla raccolta nuove voci che verrà
pubblicata dalla casa editrice Il filo Edizioni.)
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