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Ti scrivo. Perché lo sai a parlare non riesco a volte ad
esserne capace. Ti scrivo anche perché ti debbo spiegazioni anche e so che
sei infelice. Ti tradisco da tempo. Lo sai. Di questo sai da solo, io non
te no ho mai parlato. Sai lui chi è, avevi sempre sospettato. All’inizio
era un gioco, malizia di una donna forse troppo accasata. La scoperta di
piccole lusinghe e di muovere e piacere. Tanto. Ancora. No, allora non ti
avevo ancora umiliato. Lui scherzava soltanto in quei fine settimana,
giocava. Non avrebbe mai fatto male ad un amico in quel modo. Lui me l’ha
spiegato, so che forse non capisci, o non credi, ma io so che è vero. Se
devi dare colpe dalle a me. Chiamami ancora troia e puttana.
Lui scherzava e io ero anche divertita delle tue stupida
piccola gelosia quando vedevi. Eravamo stanchi ricordi, allora? Un poco..
consumati. Lui mi lusingava con quei giochi e tu, dopo, da soli, non ne
parlavi, ma avevi ardori vecchi, rinnovati. Un giorno poi però lui mi ha
scopata. Sì, amore ..no,.. solo scopata. Forse puoi immaginare circa
quando, il giorno non importa. L’estate scorsa. Forse sai anche quando
perché io sono sicura che, al mio ritorno a casa, avevo fortissimo l’odore
suo, ancora addosso. Come hai fatto a non sentirlo? Io mi sentivo addosso
l’odore del suo sesso, anche dopo essermi lavata. E tu, quel giorno,
perché hai cominciato? Era un gioco soltanto. E non faceva danno. Ti ho
scoperto geloso dopo. E spesso insofferente. Geloso più di quanto io ti
conoscevo.
Mi sono mancati tanto i nostri abbracci in questo tempo, i
nostri giochi. Sono sincera. All’inizio lottavi, ti battevi, mi piaceva
essere l’oggetto fiero di una lotta di galli, sì mi piaceva. Avevi domande
negli occhi sempre quando tornavo a casa. E non domandavi. Ti dico adesso.
Sì mi piaceva. E mi piace tanto quando mi mette sotto. Ha sesso di rapina,
è macchina da sesso che travolge e spazza via. So che volevi saperlo e
adesso te lo dico. Non per ferirti oltre ma sai mi piaceva. E mi piace
ancora. Adesso. Forse di più.
Questa è solo una bozza, una mia confessione a entrambi, la
lettera che scrivo e non potrò spedire. Mi sfogo qui, dopo salvo e non
invio, ma non riesco più a tacere. E allora dico a te, al ladro, al
traditore, di lui. Lo amo, sai. Lo amo come sempre. Amo il suo modo di
amarmi, è caldo e lento e forte. Mi vesto, dopo, lasciandoti nel letto
ancora sfatto e corro a casa. Debbo lavarmi subito, prima del suo arrivo.
Deve trovarmi lì quando rincasa. Lascio l’odore della puttana nel tuo
letto e vado a medicarlo, quando lui accetta il dottore. Nella sua rabbia
odierna ho ritrovato anche quella sua lenta passione che me l’ha fatto
amare. Corro a casa, ogni volta. Mi chiedi sempre della casa, delle nostre
cose. Mi chiedi se scopo ancora lui, sì, lo faccio ancora. Quando mi
lascia fare. Mi chiedi come mi prende, quando, dove. Sei geloso anche tu
ma di una casa da cui ti tengo fuori.
Ti incazzi a volte dopo il sesso. E dici.. come
puoi…perché…fermati stanotte resta non andare. Dormi qui una notte. Sei
geloso delle notti dormite nello stesso letto, del sesso del mattino
appena svegli, quando la sua gelosia è ancora sul cuscino e dorme ancora e
lui mi tocca, mi fruga con la mano, io mi struscio contro e poi mi riempie
col buongiorno.
Vedi questa è una lettera che non può proprio partire. La
salverò, una bozza solo su un dischetto. Non posso dirti dell’emozione
forte di sentirsi un po’ puttana, forse non capiresti. Credimi però a
volte è dura. Esser la donna che conforta, il sesso che rassicura e poi
cambiare cuore, dividersi ed essere l’inquietudine, la coscia spalancata e
la fessura. So che avete entrambi anche una paura. Che vi confronti nel
letto. Che misuri. Che allinei i vostri cazzi nella mente e paragoni nel
pensiero un orgasmo lento e potente e uno violento e rapido, e
battagliero.
So che non ci credete ma per me non è problema. Non
confronto, raccolgo. Avete gusti differenti e come sapete non riesco a
fare scelte. Da bambina avevo un gioco, con uno zio lontano. Arrivava a
trovarci per le feste dal paese e per me portava sempre due pacchetti.
Aveva anche poca fantasia. Sapevo dalle prime volte in poi che un
pacchetto erano palline di cioccolato amaro e l’altro caramelle dure,
cuore di frutta morbido all’interno. Gli stessi pacchetti e lo stesso
contenuto. E stesso rituale.. scegli.. quale vuoi? Sapevamo entrambi poi
la fine di quel gioco. Andavo via felice con caramelle e cioccolato. E
allora, visto che è una bozza. Che non leggerete. Una proposta che sta
nascendo dentro. Lasciate che io succhi il cioccolato, lento si scioglie
in bocca, è un gusto che avvolge il palato e che io amo. E voglio anche
quelle caramelle. Le ho sempre mangiate a morsi, rotte tra i denti in
furia e in fretta. Senza resistere e aspettare, né sciogliere e succhiare,
per ricevere sulla lingua subito, la crema d’agrumi che vi era nascosta.
Vi farei un regalo, uno ad entrambi. A te regalerei
l’entrata nella casa. Un sonno dentro un letto e non la fuga affrettata.
Vedresti le risposte alle domande su una donna che non lo lascia e non ti
sceglie. A te regalerei la forza sconvolgente di una compagna puttana che
non ti nega niente. Neanche di guardare. Allora la proposta, tanto è un
bozza e solo un sogno. Vado alla casa di campagna, quella che entrambi
conoscete. Dove con entrambi ho giocato a questo gioco. Vi aspetto là sul
letto, con le persiane chiuse alla vergogna. Nuda sul letto.
Aspetto che veniate a cogliermi, se lo volete insieme.
Scenderò dal letto al rumore di porta disserrata. Vi verrò incontro
guarderò in silenzio mentre vi spogliate. Scenderò del letto e vi verrò
incontro a dar coraggio. Avrò due cazzi tesi nelle mani al mio ritorno
verso il materasso di crine. Mi scoperete a turno o se volete e ce la
fate, insieme. Mi guarderete mentre godo con l’altro o aspettando i vostri
tempi per un secondo tempo mi masturbo. Sarò per voi un dono da puttana.
Avrò bocca per baciare mentre l’altro mi prende e poi se ci riuscite e non
scappate mi siederò su te, ti accoglierò. Poi mi chinerò in avanti…e a lui
offrirò altre caverne e altri umori. Se accettate e non scappate, sarete
entrambi, voglio in un solo istante tutti e due, i miei amanti che mi
scoppiano dentro. Sarò donna di entrambi in quella casa e gran puttana e
donna generosa e buona amante. Immagino anche un bacio che forse non
avrete. Che forse è troppo. Entrambi sulle mie labbra insieme. Adesso
chiudo questa bozza. Salvo sul floppy e scappo in centro per le spese.
Sognare fa anche male. Anna
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Ho fatto un piccolo guaio, mi conoscete! Sono una
pasticciona, lo sapete. Invece di chiudere la bozza della mail ho
schiacciato invio! E ora oltre che della pasticciona che sono.. altro
sapete.. Scrivo queste due righe in fretta, allora, un’altra mail per voi
, allora e scappo. Vado alla casa di campagna. Quella che conoscete. Onoro
questo patto che vi offro. Che offro…. per errore? Per il piacere mio
senz’altro e spero il vostro. Sono sicura.. il vostro. Vi aspetterò nuda
su quel letto di crine un po’ pungente. La stanza offuscata, quasi buia a
nascondere ogni imbarazzo. Vestita solo di pelle mia, nuda e in attesa,
come in un appartamento a ore aspetta la puttana. Vado e vi aspetto. Anna
Ah.. dimenticavo… tengo le mutandine che ho indosso ora. Ve le
contenderete su quel letto. Sono bagnate dalla mia fantasia e dall’umore
che ho spremuto prima con le dita, mentre scrivevo quella bozza, che era
destinata a non partire. So che anche di questo poi non siete così sicuri.
Che fosse scritta per restare chiusa tra le bozze solamente e fosse errore
il mio sopra quel tasto. Pensate quello che volete. Io intanto vado, vi
aspetto. Anna Moglie ed amante, ma solamente Anna
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