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L'ULTIMO PORNO
Siamo il paese in Europa che visita più di altri i siti hard e si abbona alle pay-tv che offrono pellicole di sesso esplicito. Ma la minaccia di una tassa del 25 per cento sui compensi ha spinto un'intera fascia di imprenditori italiani del settore, complice anche una legge che considera i video per soli adulti sfruttamento della prostituzione, a emigrare all'estero.
 


 

 

 

 


 

In Germania, Ungheria, Repubblica Ceca, Francia e Spagna. Tutti ben contenti di spartirsi un mercato stimato in 1,5 miliardi di euro e regolato da leggi precise. Massima libertà, agevolazioni fiscali e assistenza sanitaria per il controllo delle malattie sessualmente trasmissibili.

Quella dei cervelli non è l'unica fuga che avviene dall'Italia. Insieme alle nostre eccellenze intellettuali, infatti, hanno fatto valigia anche i meno sofisticati, ma forse più rimpianti, lavoratori dell'industria del porno. Nessuna improvvisa ondata di pudore, lo dimostrano i numeri rilevanti delle statistiche, da cui non sfuggono nemmeno gli italiani: 4,4 miliardi di visite al mese sul sito Xvideos e una media di permanenza fra i 15 e i 20 minuti, una vita se paragonata ai 4 di ingaggio medio per un sito di news.
Milano e Roma sono in cima alla classifica delle città che hanno totalizzato più visite sul sito di YouPorn, per un totale nazionale di 391.475.719 visite annue.
In Italia, infatti, la minaccia della Porno-tax , unita alla mancanza di una legge specifica per il settore dell'adult enterteinment, ha definitivamente sbarrato la strada alla sua crescita imprenditoriale.

La domanda, però, non decresce. Chi genera l'offerta ha trovato la propria Cinecittà in Ungheria e Repubblica Ceca, già famose ai tempi d'oro di Cicciolina&Moana, ma anche in Germania e in Spagna. Tutte nazioni dove le produzioni di film adult, oltre ad avere gli stessi servizi di una qualsiasi produzione cinematografica, possono usufruire di ulteriori agevolazioni, quali assistenza sanitaria e centri analisi convenzionati, essenziali per il controllo delle malattie sessualmente trasmissibili.
 

CONTINUA A LEGGERE L'INCHIESTA DI ALICE GUSSONI SU REPUBBLICA.IT
http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2014/05/06/news/l_ultimo_porno-85352705/

 

 

 

 

 

 

 

 


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