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BONDAGE E DINTORNI
Cinquanta sfumature per rilassarsi
Secondo recenti studi il bondage aiuta a rilassarsi, le coppie che
lo praticano sarebbero più calme e più sicure del proprio legame affettivo.

 

 

Lasciarsi andare completamente alle mani e alle corde di una figura dominante aiuterebbe il cervello a fuggire dai meccanismi che creano stati d'ansia e di stress
In pratica avrebbe lo stesso effetto dello yoga e della meditazione
 

 

 

 



 Durante l’atto e dopo averlo praticato si percepisce una libertà totale e assenza di qualsiasi responsabilità. Alcuni escono da se stessi attraverso l’alcol e le droghe, altri con il bondage, ma le percezioni sono più lucide, hanno a che fare con la consapevolezza più che con l’ebbrezza...
L’uscita nei cinema di “Cinquanta sfumature di grigio”, il giorno di San Valentino, ha sollevato dibattiti culturali sulle perversioni sessuali. Il bondage sta vivendo momenti d’oro, è presente sulle copertine delle riviste, nei video musicali, nelle serie tv. Dato che metà degli uomini e delle donne ammette di avere fantasie di dominazione o sottomissione, si comincia a riflettere su ciò che un tempo era considerato tabù.
Il sadomaso è associato all’idea di dolore e chi non lo pratica non trova niente di rilassante in un corredo di fruste e manette.

 

 

 

Infatti stiamo parlando di una pratica basata su costrizioni fisiche realizzate con legature, corsetti, cappucci, bavagli, o più in generale sull'impedimento consenziente della libertà fisica del movimento, di vedere, di parlare, di sentire.
In particolare sono note numerose ed elaborate tecniche per la realizzazione di complessi bondage con corde e nodi, tecniche che richiedono un tempo notevole per la loro esecuzione e una certa competenza da parte di chi le realizza: una delle più affascinanti fra queste tecniche è quella del karada. L'esecuzione prevede una totale immobilizzazione del busto e delle braccia, mediante una sequenza molto accurata di passaggi di corda e di nodi, effettuati soprattutto lungo l'asse anteriore e posteriore del corpo, centralmente. Più che una tecnica di immobilizzazione, il karada può essere utilizzato come preliminare ad altre forme di bondage, ad esempio a un'eventuale sospensione.
 

 

 


Eppure, chi lo pratica, giura di avere benefici psicologici. La scienza ha cominciato a studiare l’argomento, prendendo spunto da simili affermazioni, per capire se l’attività abbia realmente effetti positivi sugli stati ansiosi. Del resto, secondo antichi manoscritti rinvenuti negli scavi di Bam, in Persia, si ritiene che la restrizione o modificazione forzata dei normali movimenti del corpo a scopi erotici fosse già esercitata dai Medi.
«E’ come avere la corrente nel corpo. E’ come una droga», spiega Christy, 23 anni, legata a un recente “fetish party” di Manhattan. Lei e il suo partner (un banchiere) praticano lo “Shibari”, una forma di legatura erotica giapponese in cui i soggetti sono imbrigliati in strane posizioni e spesso sospesi in aria. “Quando sei legata, non hai la responsabilità di ciò che accade intorno. Senti libertà totale”.
 

 

 


Uno studio del 2013, fatto su coppie sadomaso e su coppie più tradizionali, ha evidenziato che nelle prime c’era meno nevrosi, meno ansia, e più sicurezza del rapporto. Lo “Stroop Task”, un test che rivela lo stato mentale prima e dopo un determinato evento, misurando memoria, attenzione e autocontrollo ha evidenziato una diminuzione notevole di punteggio nei sottomessi. Che si tratti di Shibari o Kinbaku, le due tecniche di bondage che si distinguono per la componente emotiva dell'atto, l’effetto di riduzione del flusso sanguigno verso la corteccia prefrontale dorsolaterale è il medesimo: minore l’afflusso alla parte del cervello che regola la memoria e il controllo, maggiore è la sensazione di calma e quindi è di completa libertà.
 

 

 


Questa disconnessione spiega l’esperienza extra-corporea, la sensazione di galleggiamento, la distorsione del tempo che dicono di provare i sottomessi. I livelli dell’ormone cortisolo aumentano, come davanti a una grande novità e a situazioni imprevedibili (ecco perché le coppie più tradizionali vivono il sesso diversamente).
Indipendentemente dal piacere occorre sottolineare che il bondage deve essere praticato da persone sufficientemente esperte. Infatti se il partner dominante non possiede un sufficiente autocontrollo e/o agisce senza cognizione di causa, diventa elevato il rischio di sfociare in pratiche esclusivamente violente.
La pratica del bondage richiede un certo grado di abilità e con cui bisogna già avere una certa dimestichezza. Può comportare rischi anche gravi per la salute e l'incolumità delle persone, soprattutto se è intrapresa senza una sufficiente conoscenza ed esperienza delle sue tecniche e/o non vengono osservate alcune regole di base.

 



IN BONDAGE NON DEVE ESSERE PRATICATO QUANDO:
non si conosce bene il partner e/o non si nutre completa fiducia in lui/lei;
si conosce il bondage, ma non si è pienamente convinti di volerlo praticare;
non si conosce sufficientemente il bondage e quindi non si può essere realmente consenzienti alla sua pratica;
non si è preparati o non si ha una sufficiente padronanza della tecnica di bondage che si vuole sperimentare;
le condizioni fisiche o psicologiche sconsigliano la pratica del bondage;
si è stanchi o sotto l'influsso di droghe o alcool.

Occorre sempre tenere presente che nel bondage la consensualità è essenziale. Inoltre non bisogna lasciare mai da sola una persona sottoposta a bondage: la persona che lega ha la responsabilità di preoccuparsi costantemente delle condizioni di salute e psicologiche della persona legata. E soprattutto ricordarsi che il bondage non è una pratica da cui tutti i partecipanti traggono piacere!
 


 

 


 

 

FONTI:
http://www.ilgiornale.it/news/salute/bondage-fa-bene-stress-1091378.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Bondage
Roni Jacobson per “New York Magazine”
http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/siete-ansiosi-rilassatevi-bondage


 

 



 

 

 

 

 

 


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